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mercoledì 29 febbraio 2012

Sez. 8 Marzo - Tema: 8 o 13?

A che tipo voglio riferirmi?
Quelle che vedo in tv?
Quelle che incontro a scuola?
Quelle che incrocio per strada?Sembrano omologate, appena uscite da un centro estetico: capelli piastrati, occhi truccatissimi nascosti dietro mèches lunghe e variopinte, con extension alla Barbie, jeans sottovita con fessura “vedo, non vedo”, ombelico griffato o diamantato. Anche quando parlano, sono molto simili tra loro, se presumono di non essere ascoltate o osservate, sono anche sboccate e volgari pur avendo un contorno labbra impeccabile e ben disegnato.
Da quelle bocche così ben delineate e valorizzate da lipstick costosi, escono mezze frasi, con un vocabolario ridottissimo. A furia di abbreviare tutto, nei ripetitivi sms, di confondere le “ci con le kappa “, il numero delle lettere si riduce assieme alla profondità dei pensieri.
Tempo verbale? Eterno presente, senza più concordanza (per es.“ e dopo che abbiamo?”)
Mi viene naturale chiedere, quando le ascolto, perché hanno una così profonda cura dell’aspetto esteriore (dimenticavo le unghia stregate, dalle mille forme fantasiose per ogni occasione), e una così poca considerazione della propria parte più intima e intellettiva? Intendo dire, perché troppe donne perdono ogni mattina tanto tempo per curare il proprio look e poi non trovano nemmeno un’ora  per leggere un giornale, una rivista, un romanzo (traguardo impensabile), una poesia di Garcia Lorca - anche in italiano-, o meglio, due capitoli di storia (quattro sono improponibili), per sapere cosa è potuto succedere a Luigi XVI durante la Rivoluzione Francese?


giovedì 9 febbraio 2012

Tema: Le Kessler!










Alice ed Ellen Kessler nascono nel 1936 a Lipsia, sono un groviglio di gambe che l’ostetrica non sa come districare , ma dopo qualche ora grazie allo svitol , riesce a dare ad ognuna di loro il suo paio senza mischiare le rotule.

Con gli anni le gambe si allungano, Alice ed Ellen si trasformano in due bonazze tedesche alte, bionde e fighe qb, che a differenza della Merkel cambiano per sempre i sogni erotici dei maschi Italiani e la TV bacchettona degli anni “60 con il loro Varieta’.

DADAUMPA

Ballavano in bianco e nero con l’eleganza di 2 Fenicotteri impazziti , muovendo a scatti quella testa con la capigliatura cotonata anni ’60 bionda laccata , che ancora decora le bombolette di ELNETTdell’ Oreal . Un evergreen dello spruzzo come le Kessler del DADAUMPA.

Indossavano costumi di scena considerati succinti, ma mai , e poi mai ne’ una chiappa ne’ una tetta fecero capolino da quei costumi. Tutto quel Teutonico ben di Dio era ben compresso fino a scoppiare nei body armatura , decorati da piume e pailletes che si potevano solo immaginare al di qua della TV.Il 21 ottobre 1961 il loro debutto in TV
"Spaccarono” il tubo catodico cantando e ballando in pesante calzamaglia nera di lana merinos , assolutamente vergine come richiesto dalla censura di quei tempi : “Hello boys, traversando tutto l'Illinois, valicando il Tennessee, senza scalo fino a qui, è arrivato il DADAUMPA DADAUMPA..” , ignare che 50 anni piu’ tardi le sorelle Lecciso avrebbero cercato di copiarle con risultati da Circo Orfei.
Cosa fosse poi l DADAUMPA oggi ancora nessuno lo sa.
Il testo della canzone era folle poteva benissimo essere stato scritto da uno psicopatico ma una volta ascoltato era impossibile scordarselo, inciso per sempre nella memoria a lungo termine.
“Canzonette” direbbe qualcuno oggi , ma chissenefrega aggiungo io stasera. Le canzonette restano, i testi delle grandi canzoni si perdono e nessuno se li canta mai sotto la doccia.
Per coprire il Lato B, durante le loro esibizioni , erano obbligate ad indossare un mantello rubato a Dracula e lavato con il dash ,legato al collo effetto strozzo, ma l’effetto era molto sexy , perche’il mantello ballando il dadaumpa svolazzava  con tutte le  piume, di qua e di la insinuandosi tra le gambe delle due showgirl.

Ahh le Kessler, due Barbie in carne ed ossa due donne che oltre alle gambe c’e di piu’ , magari anche qualche pelo che comunque non si poteva vedere sotto gli spessi collant.

A proposito di collant , se un culo come quello della Hunziker ha pubblicizzato un paio di mutande, due gambe come quello delle KESSLER mica potevano pubblicizzare i calzettoni di spugna ? E allora wala’: OMSA CHE GAMBE fu lo spot.

Chi se non AW???

lunedì 30 gennaio 2012

Sez. 8 marzo - Tema: Da Cicciobello alla Barbie: Un’educazione sentimentale.

Svolgimento


Le bambole sono sempre state la mia passione. Con loro potevo starmene in pace per i fatti miei e riempire la mia quotidianità di carezze, bisbigli e intimità. Era per me quasi una droga  o una specie di talismano. Conservo ancora una foto che mi ritrae in braccio a mio padre con in mano la mia prima bambolina bionda : una triade perfetta. 
Dopo la bambolina feticcio, arrivò il primo Cicciobello, il bambolotto che piangeva quando lo premevi sulla schiena. Smetteva solo se gli davi il succhiotto.   Era biondissimo, coi  boccoli e gli occhi azzurri.  Ricordo ancora distintamente l’odore di lattice e colla che emanava. Aveva la sua bella carrozzina e ogni giorno lo mettevo a dormire  finché io leggevo o scrutavo lo specchio in cerca di ispirazione per nuovi giochi.
Poi un giorno mi regalarono Cicciobello pipì, un bambolotto che beveva il latte dal biberon e mi dava un’enorme soddisfazione. Che meraviglia vedere quel liquido bianco lattiginoso sparire nella sua boccuccia rosata. Lo stupore e l’attesa più grande però era riservata al sacro momento della minzione!! Cicciobello Pipì, infatti, era proprio come un bimbo reale e la faceva davvero! Ero al settimo cielo.
Ad un certo punto, avevo accumulato un discreto numero di bambolotti ed ero diventata, come mia madre,  una  chioccia isterica. Così, decisi di emanciparmi e accantonai  l’ultimo Cicciobello  per darmi alla vita mondana. Fu il periodo che mi presi una cotta per lei, Barbie. Ricordo ancora distintamente il piacere che provavo accarezzando i suoi lunghi capelli dorati e manipolando all’infinito il suo corpo allungato, snodato e snello. Barbie aveva anche un discreto guardaroba per ogni occasione e mi divertivo a cambiarla di continuo. Avevo una passione speciale per le scarpine. Minuscole, colorate e tutte rigorosamente col tacco alto. Ecco un nuovo mondo da vivere e riempire di storie. Tutto questo mi portò alla mania delle manie: non smettevo più di giocare a un curioso gioco da tavolo che si chiamava “La Reginetta del Ballo”. Ricordo maratone di ore per incoronare la partecipante più glamour. Era un vero parossismo di edonismo e spensieratezza. Tutto così tremendamente semplice e scontato. Un tripudio di stereotipi rassicuranti.