Svolgimento
Darrin era al lavoro nel suo studio, intento a rifinire un bozzetto per la pubblicità di quelle tremende caramelle gommose del signor Brinkman. Gli aveva chiesto una strega, con tutta la parafernalia di naso adunco e bitorzoluto, cappellone nero a punta, denti marci e unghie nere e artigliate. Samantha gli si avvicinò, e lui le chiese:
- Di che cosa volevi parlarmi?
- Ecco… vorrei un consiglio professionale. Stavo pensando, dopo pranzo, che ci sono certi stupidi pregiudizi in quello che… - Samantha s’interruppe, e vedendo il bozzetto si accigliò.
- Che cos’è?
- Una strega per un manifesto.
- Tu userai quell’immagine? (Samantha si stava già infuriando).
- Beh, non è ancora finito. Vorrei… vorrei metter un altro porro qui…
- Darrin, ma ti rendi conto? È un fatto inconcepibile, non l’avrei mai creduto. Lì ci sono tutti i più triti pregiudizi.
- Ma che diavolo stai dicendo?
- Quel disegno è offensivo!
- Offensivo?
- Tu è così che mi vedi?
- Vuoi calmarti, Samantha?
- Mi vedi così?
- Oh ma no, tesoro…
- E allora perché l’hai fatto?
- Perché la gente crede che le streghe siano così.
- E questo ti sembra un buon motivo per discriminare una minoranza etnica?
- Che minoranza etnica?
- Le streghe, s’intende.
- Samantha, la gente non crede nelle streghe.
- E questo cosa c’entra col discorso?
- Come puoi discriminare una cosa che non esiste?
- Questi sono cavilli!