Svolgimento
Se c’è una cosa che a Robert piaceva, era che tutto andasse per il verso giusto. Sissignore. Quel piacevole senso che si aveva nel vedere che tutto filava liscio, che tutti i dannati ingranaggi della macchina-universo funzionassero, senza stare lì ad aver la bega di oliarli ogni tanto. Serendipità: quella cosa piccina picciò che ti informa che l’universo è dalla tua parte, che cadrai sul morbido e che quel morbido non è un panettone.Robert, magro quanto basta, spettinato quanto basta, alle due del pomeriggio in un bel postbornia coi fiocchi e un servizio sulla pesca alle vongole su una televisione che lasciata accesa, trasmetteva ininterrottamente da ventisette ore. Robert era rientrato presto, cioè la mattina presto, verso le sei, e non trovando la stanza da letto, la serendipità lo portò a trovare il tappeto del salotto in cui ci si era avvolto come un gamberetto nel suo specialissimo involtino primavera.
Dopo la sua breve dormita, il qui presente Robert venne fuori dal tappeto come Samara viene fuori dal pozzo, cioè lentamente e con i capelli sulla faccia. Arrivò ad una sedia e ci si appoggiò sopra, guardando con occhi socchiusi le vongole socchiuse alla tv.