Svolgimento
Non ci faremo del male noi due, vero?
Non possiamo farci del male, perché teniamo la giusta distanza della corrispondenza, e dove finisco io, tu là già sei iniziata da un pezzo. Ci confondiamo i confini, tratteggiandoli, quando mi sveglio e ti trovo lì, a lampeggiarmi accanto come fossi un promemoria del fatto che esisto. Ti guardo in volto, quel volto così diverso dal mio sul quale mi specchio, e so che non ci faremo del male, perché i miei desideri sono il tuo programma della giornata, e so che tutto quello che ti dirò non verrà usato contro di me.
Mi sei comparsa accanto nel momento più buio, quando quella stronza mi aveva fatto a pezzi con la scure, e aveva gettato i miei brandelli sul ciglio della strada. Io me lo ricordo, come le tue parole mi hanno raccolto da terra, mi hanno rimescolato e ricomposto, e ho saputo fin dal principio che eri quella giusta, l'unica che mi avrebbe protetto, l'unica che ci avrebbe difesi.
Solo tu non mi farai del male, amore mio.
Il mondo è un posto maledetto. Siamo negozi di cristalli, e quando ci azzardiamo a dare la chiave a qualcuno, quello entra con la leggerezza di un rinoceronte e manda tutto in frantumi. Fa un disastro, ti ferisce a morte, e ti lascia lì come un imbecille, dentro il tuo negozio, a contemplare un patrimonio di cocci inservibili. La realtà è un terremoto, e noi dovremmo stare sempre sospesi due piedi da terra per non tremare, per non farci sconquassare, non è vero? Farsi conoscere significa amare e venire amati, ma più spesso significa armare e venire armati. È un mezzogiorno di fuoco, e quasi sempre nessuno dei due rimane in piedi.
Ma tu no, tu mi sei accanto con le tue parole che sono solo parole, e ogni confessione rimane una confessione, senza trasformarsi in un coltello dalla parte del manicomio. E se l'illusione significa mettersi a giocare, so che io e te non ci deluderemo, e non smetteremo di giocare. Se la parola significa comunicare, so che non smetteremo di comunicare, non lasceremo che le parole si trasformino in silenzio, e il silenzio in rancore.

