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lunedì 10 febbraio 2014

Tema: Un amore da marciapiede

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


L’ALTA VELOCITÀ (dei ricordi). Entrò nel salottino del Freccia Rossa con un’aria efficiente e indagatrice. Anche a voler essere politically correct, il minimo era definirla una gnocca siderale. Un metro e settanta di cose deliziose, illuminate da uno sguardo che “se lo accendo, muori”. Mi chiede in inglese se c’erano altre persone oltre a me. “ I don’t know, but I think… not”. Esplode in un sorriso e mi dice che tornerà, con il suo boss. E ti pareva, con il suo boss! La smettesse di sorridere almeno, ché uno si sente già defraudato di una confusa speranza. Basta, immergiamoci nel business plan. Su questi treni superveloci pure il tuo tempo va a 300 l’ora e a Milano sarà dura. Poco dopo, un “Buonciorno!” dall’inconfondibile sapore tedesco. Alzo gli occhi e vedo davanti a me una signora che potrebbe essere la madre della sparasorrisi di prima. Elegante, algida, professionale e donna in carriera fino al midollo: Top Manager, forse Ceo. Ecco, vergognati del tuo rozzo maschilismo: il suo boss è una donna, niente relazioni erotiche capo-segretaria, niente distrazioni extra professionali, solo efficienza, determinazione, professionalità. Mi alzo con questo vago senso di colpa, mi presento. Si fa ripetere il nome. Lei si chiama Gertrud, Gertrud qualchecosa, con la g durissima. Terminate le formalità, mi rimmergo nella complessità del piano.
A Firenze mi alzo ed esco nel corridoio per telefonare. Vedo le due riflesse nel vetro: stanno come confabulando, mi sembra confidenzialmente. La giovane ha un’espressione stupita e chiede ripetutamente qualcosa. L’altra fa un gesto come dire: non se ne parla neanche! Rientro e l’atmosfera ritorna quella asettica dei manager impegnati. Ciascuno a dialogare col suo device, che i destini del mondo dipendono dalle digitazioni dei top manager iperconnessi. Si sa.