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giovedì 27 giugno 2013

Tema: La canzone del bambino scomparso di Giovanni Pannacci Giulio Perrone Editore

Sezione: Gli amici della Maestra
Svolgimento



Raffaella Carrà si librava nell’aria cristallina di una mattina di giugno. 
Le gambe, tornite e dritte, spuntavano da un body luccicante.
Le braccia erano abbandonate lungo i fianchi. 
Neanche un capello fuori posto, a parte il lungo filo che le usciva dalla testa.
Pochi centimetri dietro di lei, Loretta Goggi scivolava a sua volta leggera nel vento. Era vestita di chiffon e anche lei aveva un filo conficcato nella testa.
Ultima era Mita Medici, volava male, più lenta e più in basso delle altre. 
Questo perché Vincenzo odiava sudare, così correva piano e la foto stentava a prendere quota. 
Che gioco cretino. E poi lui Mita Medici non la voleva. Lui voleva la Carrà. Ma la Carrà l’aveva rubata Boris, che s’era intromesso solo perché non aveva niente di meglio da fare. Vincenzo aveva passato due ore a ritagliare le tre show girl da una vecchia copia di Sorrisi e Canzoni, voleva giocare da solo e il suo sarebbe stato tutto un altro gioco. Poi era arrivata Mariella, che aveva avuto l’idea di attaccare i fili. Probabilmente pensava di creare qualcosa di simile a delle marionette. Invece Boris, tanto per ridicolizzare il loro gioco, aveva arraffato la Carrà e s’era messo a correre. Quella scema di Mariella aveva subito trovato la cosa divertente e lo aveva seguito, trascinandosi dietro la Goggi. A Vincenzo non restò che seguirli, più che altro perché voleva recuperare le sue foto. Si sentiva abbastanza a disagio a correre in quel modo, soprattutto perché gli era toccata Mita Medici. Chi era Mita Medici, si domandava sull’orlo del pianto. Una che aveva fatto Canzonissima in un teatro piccolo, con pochi ballerini e una sigla bruttissima. Quelli della televisione avevano deciso di trasmetterla la domenica pomeriggio, così la gente stava a casa a guardare la tv invece di andare in giro con la macchina, che tanto con la macchina non ci si poteva andare perché c’è la crisi e la benzina è finita. Questo, almeno, gli aveva spiegato confusamente sua mamma l’inverno scorso, promettendogli che, se faceva il bravo, gli avrebbe comprato i pattini per pattinare lungo la statale le domeniche che non circolavano le macchine. Invece le macchine avevano ripreso a circolare e lui niente pattini.
Intanto, mentre Mita Medici perdeva sempre più quota, Raffaella e Loretta, inarrivabili come due comete, svoltarono l’angolo della casa e scivolarono – una di qua, l’altra di là – ai lati delle orecchie di Rino Vanarosa, babbo di Vincenzo.