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lunedì 13 gennaio 2014

Tema : Memorie planetarie

Svolgimento
Cara maestra, dammi una mano.
Sai, io sono ancora un sognatore. Guardo il cielo incantato, e anche se vedo ammassi di gas cosmico, e le stelle non sono certo occhi benevoli ma conglomerati di esplosioni nucleari che bruciano e distruggono tutto ciò che osa avvicinarsi anche solo di un passo ai loro incendi, ancora penso che il cielo abbia qualche ruolo in questa vita, che sembra sempre di più una pura dispersione di energie.
Osservo le stelle, ma non cerco alcun Dio, te lo giuro, ormai non credo più nelle favole, anzi sì, ma credo in quelle intelligenti, quelle raccontate per far addormentare gli occhi e non il cervello. Non credo nel paradiso e nell'inferno, non esistono sopra e sotto in un universo sferico, perché tutto è il sopra di tutto, e il sotto sta ovunque, siamo noi a scegliere dove mettercelo. Quindi io le stelle le guardo, ma non mi aspetto il miracolo, la provvidenza, il giudizio universale, mi aspetto solo che le nubi si diradino, stanotte, e che mi facciano sognare un altro po'.
Scruto il firmamento, ma non credo nello zodiaco. Se un qualche messaggio proviene dalle stelle, non usa il linguaggio umano, né la nostra grammatica. Non conosce i complementi di scopo o di mezzo, perché il cielo non ha scopo né mezzo. Non sa cosa significhino parole come “ricchezza” o “fortuna”, perché esse presuppongono povertà e sventura, e l'universo non si cura della povertà e della sventura, non sa che cosa siano.