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venerdì 14 febbraio 2014

Tema: Incontro

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

La pioggia ha tirato a lucido il campiello che percorriamo in silenzio. 
Sollevi la manica del maglione per controllare l’orologio.
“Sbrighiamoci” esclami superando i miei passi “d’inverno la Chiesa della Catena chiude alle quattro” 
Mi precedi impaziente, bambina. Ti seguo svogliato, distratto dalle nuvole violacee addensate contro al crepuscolo.
“Siamo quasi arrivati. Si trova lungo la Riva degli Schiavoni” dici come se io conoscessi la topografia cittadina. 
Sciogli il nodo al foulard e scopri il collo di una chiarezza avorio su cui tentennano due pendenti orribili. Chissà dove hai scovato quel paio di orecchini così disarmonici sull’ovale quasi perfetto del tuo viso. 
Arriccio le mani in fondo alle tasche del giubbotto per trattenere quel po’ di calore, ma il tepore evapora e mi sfugge come le tue gambe da cicogna. 
Tu torni indietro per recuperarmi, ti avviti al mio braccio.
“Perché sei così?” chiedi.
“Così come?”
Non rispondi, ti fermi di colpo, costringi me a bloccarmi, a guardarti. Non decifro lo sguardo oltre gli occhiali. Rimani codice misterioso, lingua straniera. 
Entriamo dentro la chiesa. C'è penombra. Il pavimento è consumato, l’aria è un abbraccio di cera e incenso. Mi racconti del pittore che ha decorato l’abside, del suo mecenate che sfiorò la follia. Parli sottovoce, malinconica come una musica di Yann Tiersen. 
“È deformazione professionale. Spiego pure quando non lavoro.”
Quando usciamo sul sagrato la pioggia ci sorprende. 
“Vieni, conosco un posto qua vicino.