Respiro profondamente cercando di rilassare i muscoli del collo roteando con calma la testa. Eccomi! Pronto a tuffarmi nell’etere.
Indosso la mia armatura. Fondamentale che sia lucente, abbagliante e di dura corazza. Da un freddo monitor indifferente, scorro la lunga lista di nominativi dove tentare la mia sortita.
Compongo il primo numero sulla tastiera.
Zeroottonovetretreottounoseidue ...il viaggio ha inizio.
Col garbo e la maestria di un ultimo cavaliere, da anni, giorno dopo giorno, viaggio nell’etere ... entrerò per un lungo, silenzioso attimo, nella vita d’ignave persone.
Il mio unico scopo: predisporre al meglio l’ineluttabilità degli eventi!
Approdo ogni giorno in mille porti diversi, mi atomizzo nell’etere per poi ricompormi rapido, volta dopo volta, in situazioni e circostanze tra le più disparate: seduto su di un bancone di una commessa annoiata che guarda fisso lo scorrere lento delle lancette dell’orologio al muro; in studi polverosi, maleodoranti di carta ammuffita, di avvocati delusi, scartabellanti tra beghe condominiali e amici da separare; pizzaioli infarinati tra capperi e acciughe sotto montagne bianche di mozzarelle da tagliuzzare.
