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martedì 23 luglio 2013

Tema: Una notte

Svolgimento

Svolgimento

Le quattro del mattino. Le persiane della piccola finestra mostravano un cielo pulito, carente di stelle e nuvole; eppure, seduto su quel marmo di burro, morto di caldo e anche d’insonnia, S. stava a guardare pensando alla disastrante giornata che, per lui, sarebbe cominciata da lì a poco. Le due fotografie in bianco e nero appese al muro non davano spiegazioni plausibili al crampo che gli violenta lo stomaco. Alzò gli occhi sudati al cielo, tentando invano di fermare le sinapsi e distogliere il pensiero. “Ormai è fatta.” pensò S. tra sé e sé toccandosi i capelli, “Non resta che assecondare il degradarsi di queste speranze. Mi chiedo cosa stesse fissando”. La mano ricadde stanca sulle ginocchia scoperte da un pantaloncino azzurro. La paura è più forte di qualsiasi convinzione, infatti, la convinzione, alla fine si perde nel baratro del malessere: le quattro del mattino, il caldo soffocante e la cruda resa.

Il cambiamento è una lenta conquista in cui il sentimento dominante ti piomba addosso come un regionale che si è perso, soprattutto quando a cambiare è una persona come S. Ricercava le cause del suo dolore tra le esperienze e le indifferenze che lo avevano colpito, tra quanti Padre Nostro aveva cantato e quante volte, invece, aveva bestemmiato in vita sua. Era turbato da se stesso. Pensava d’esser matto. Si credeva un paradosso, un ibrido, uno che provava rancore e più d’una volta si era lasciato prendere la mano dalla convinzione delle sue immaginazioni, espellendo il reflusso di rabbia che si era successivamente generato nel suo stomaco, colpendo chi gli stava intorno, contribuendo all’ennesima delusione e perdita di stima. Non si amava più. Il gatto che leccava le sue ferite era lui stesso.