Svolgimento
No. Non si dorme stasera. E non perché c’è aria di mobilitazione generale. Domani si parte. Io non ci vado, se lo possono sognare. Io sto pensando a Raia. Cavolo mi bruciano gli occhi, lo so che quando piango la mattina dopo ho i trolley sotto gli occhi. Io che non piango mai davanti a un film per colpa di quella stronzetta che mi va a scartare un film “cult” sto inzuppando tutto il cuscino. Io non parto. Se lo possono scordare che metto il mio culo sul camper e mi assuppo duemila chilometri per andare in un posto dove uccidono le ragazzine. Mia madre, ancora la sento che dice alla sua amica: “Quest’anno si va in Croazia, che posti meravigliosi, un mare che non te lo immagini neanche, si andiamo tutti con il camper si risparmia e non ti perdi nulla dei paesaggi”.
Io li odio queste vacanze superfamiliari, intruppati dentro a quella scatola di metallo. A me mi fa pensare agli zingari, ai gabinetti porcherosi nei camping, e agli insetti infernali.
Quella filosofa della ragazza di mio fratello detto anche lo smidollato, che a lui tra parentesi non gliene frega una mazza delle scelte colte della sua ganza, mette sto film e io là ipnotizzata neanche si trattasse di un film sui succhiasangue.
