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mercoledì 30 ottobre 2013

Tema: Uso proprio del sanguinaccio nella dieta vegana dei cannibali della Nuova Zelanda

Svolgimento


La Nuova Zelanda, ridente territorio indimenticato, circondato dal mare e contornato da aspre coste selvagge. Nelle zone interne sono presenti numerosi villaggi sparsi nelle zone più folte della foresta australe, una parte del mondo particolarmente ricca di umidità, con piogge quotidiane che si alternano a ore di caldo torrido e zanzare rombanti che s’inseguono tra il fogliame.
Gli insediamenti indigeni risalgono a molto tempo prima che la Nuova Zelanda fosse abitata, sono stati ritrovati dei sassi incisi che raffigurano scene naturalistiche preistoriche in cui non è mai presente la figura umana, ma soltanto kiwi. In un periodo successivo i neozelandesi fondarono villaggi con capanne stabili, dotate di confort che a quei tempi gli uomini neanche se li sognavano, tipo il letto di paglia, l’armadio di legno, il bagno fittile. Campagne di scavi recenti hanno portato alla luce resti di cucine in muratura, con piani di cottura e forno a incasso, ma si ritiene appartengano a fasi successive di urbanizzazione.
Gli indigeni in Nuova Zelanda sono onnivori, alcune tribù preferiscono la carne, altre i vegetali. Tra kiwi e kiwi si è generata una certa confusione, spesso un vegetariano pensa di mangiare un kiwi e invece sta mangiando un kiwi, per cui il confine tra vegetariani e carnivori si è sempre più assottigliato fino quasi a scomparire.
In questo clima di incertezza si è generato l’unico gruppo cannibale neozelandese conosciuto, i cui componenti tormentati dal dubbio gastronomico costante, sono diventati vegani e mangiano esclusivamente kiwi.
L’allevamento del kiwi della Nuova Zelanda è conosciuto sin da quando i primi esploratori sbarcarono sulle coste asprigne intorno ad Auckland. 
A quei tempi la città non esisteva ancora, ma soltanto un villaggio di allevatori di kiwi che si arrovellavano, questo gli esploratori lo capirono solo dopo aver imparato la loro lingua, si chiedevano cosa fosse meglio abbinare al kiwi come contorno. 
C’erano due scuole di pensiero, una sosteneva che la morte del kiwi è a forno con le patate selvatiche, l’altra era convinta che non c’era contorno migliore delle coste asprigne, un vegetale che cresceva intorno a Auckland.

lunedì 26 settembre 2011

Tema: Minaccia vegan


Svolgimento:
Credo che prima di cominciare questo post, sia necessario un chiarimento: i vegani (o vegan) non formano una setta religiosa né un partito politico, non sono dei medici ma soprattutto (e ci tengo a ribadirlo) non esiste lo stereotipo del vegano!

Quando si parla di alimentazione ognuno ha le sue idee a riguardo e ci sono talmente tante sfumature dal “carnivoro” al “fruttariano” (ma non vorrei porre questi due personaggi come estremi della linea delle diete!) che sarebbero necessari almeno quattro post per trattarle tutte.
Al centro, anche se un po' scostati verso il confine fruttariano, c'è una categoria di persone che ha scelto di alimentarsi esclusivamente con prodotti vegetali: i vegani.
Ho volutamente cambiato la definizione di vegano in quanto penso che quella che circoli in giro sia un po' fuorviante:

“da Wikipedia
Chi sceglie questo stile di vita non mangia carne e pesce, come i vegetariani, evita inoltre di consumare lattelatticiniuova e derivati, nonché si rifiuta di acquistare e usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali.”

Chi socializzerebbe mai con un mostro del genere? La definizione non è sbagliata ma più che concentrarsi su ciò che è il vegano, sposta l'attenzione su cosa il vegano non fa. E quindi l'idea, che chiunque si creerebbe, è quella del rompipalle che è pronto a giudicare chiunque stia mangiando una fetta di carne, che è costretto a mangiare le sue verdurine lesse che si porta appresso in contenitori sterilizzati e che fumi solo marijuana vestito da hippie in mezzo ai boschi. Il vegano, per fortuna, non è niente di tutto questo!
Io credo che in fondo siamo tutti vegani, semplicemente per vari motivi alcuni non lo manifestano!
Tutto il mondo, o quasi, si impietosisce di fronte ad una gallina a cui viene tagliato il becco, allo sgozzamento di una mucca, all'uccisione di miliardi di pesci ogni giorno. E allora perchè non rinunciamo immediatamente alla bistecca, all'uovo, alla porzione di aragosta? 
I vegani, pertanto, sono persone con una spiccata sensibilità visto che rinunciano a tutto questo? Se così fosse allora tutti i non vegani sarebbero poco sensibili, no?
C'è chi giudica i vegani come persone viziate che hanno troppo e quindi possono permettersi di eliminare qualcosa dalla dieta, davanti alla miriade di bambini che ogni giorno muoiono per denutrizione. Siamo proprio convinti di questo? Moltissimi studi riportano, invece, una situazione opposta: per produrre 1 kg di carne servono 15 kg di cereali (meglio tacere sulla carne che dalle nostre tavole passa nella spazzatura e sulla sofferenza sopportata da ogni animale che decidiamo di mangiare).
Il problema è che la carne ha un buon sapore e, purtroppo, una volta affettata non urla e non ha lo sguardo acquoso della mucca appesa a testa in giù che cola sangue.



Per maggiori informazioni sul mondo vegetariano/vegan ecco una lista di link interessanti:

FO