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sabato 8 febbraio 2014

Tema : A me basta amarti

Sez. Mi sono innamorato di te perche'
Svolgimento
 
 
29.05. Tu mi dici che si può amare più di una persona. Tu mi dici che ami una persona per le sue qualità e un’altra per altre particolarità. Mi dici che ami per bisogno, che ami per necessità, che ami per ricevere e ami perché ti occorre dare. Ami per il piacere di apprendere ma ami soprattutto per suscitare piacere. Mi dici che ami per essere corrisposta ma ami più persone. Ami ma non possiedi. Mi dici. Ami senza null’altro chiedere se non amore. Tu mi dici che mi ami perché sono la tua vita. Io penso che tu mi ami perché non riesci a fare a meno di me. Tu mi dici di essere possessivo in amore. Io ti ho sentita parlare d’amore collaterale, d’amore altrove. Tu ami me come nessun altro, dici, ma ami anche altri oltre me. Io amo te come nessun’altra, omettendo di amare altre diversamente da te. Tu ami per sesso, ami per benevolenza, ami per passione e ami per gentilezza. Ami per dovere e ami di diritto, ami per curiosità e ami per condotta. Si dice che gli uomini amano per avercelo garantito. Alle donne non è moralmente concesso, loro non possono amare più uomini. Gli uomini rispondono alla spinta degli ormoni, si dice. Le donne non hanno possibilità di amare oltre. Si dice. Mi dici che ami me, tantissimo. A me basta sapere che ami me. A me basta amarti.
 
… tratto da "Siamo tutti allenatori" di Mendo Fabio Mendolicchio

venerdì 12 luglio 2013

Tema : Incubi

Svolgimento:

Forse è perché della notte scura che abbiamo paura. Il buio, il nero, l’abisso con i suoi fottuti occhi profondi. L’abisso che ha le urla dei mostri che afferravano con le loro unghie le nostre caviglie che rimanevano penzolanti fuori dal letto. L’abisso che conosce il nostro nome e ci chiama col tono della matrigna che ci chiude in camera per scoparsi nostro padre.
La notte che fa diventare i fiori neri, che fa perdere il colore a tutte le cose, o solamente ridà a tutte le cose il loro vero colore. La notte, ogni tanto butterata di stelle, con i randagi che abbaiano e graffiano ai portoni per un tozzo di pane imbevuto di sangue, che vogliono anche loro un posto caldo dove dormire tranquilli senza rischiare di svegliarsi senza un rene o con un coltello che si è fatto da parte a parte la loro gola.
Il cigolio di una vecchia porta che si protrae lento e calmo e stridulo come le vecchie unghie di una maestra sulla lavagna nera. Il battere di un bastone in piena notte sulla ringhiera di ferro, forse battuto dal vento, forse battuto da un vecchio diavolo venuto a rubarci quel poco di anima che ci rimane.