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sabato 8 febbraio 2014

Tema : A me basta amarti

Sez. Mi sono innamorato di te perche'
Svolgimento
 
 
29.05. Tu mi dici che si può amare più di una persona. Tu mi dici che ami una persona per le sue qualità e un’altra per altre particolarità. Mi dici che ami per bisogno, che ami per necessità, che ami per ricevere e ami perché ti occorre dare. Ami per il piacere di apprendere ma ami soprattutto per suscitare piacere. Mi dici che ami per essere corrisposta ma ami più persone. Ami ma non possiedi. Mi dici. Ami senza null’altro chiedere se non amore. Tu mi dici che mi ami perché sono la tua vita. Io penso che tu mi ami perché non riesci a fare a meno di me. Tu mi dici di essere possessivo in amore. Io ti ho sentita parlare d’amore collaterale, d’amore altrove. Tu ami me come nessun altro, dici, ma ami anche altri oltre me. Io amo te come nessun’altra, omettendo di amare altre diversamente da te. Tu ami per sesso, ami per benevolenza, ami per passione e ami per gentilezza. Ami per dovere e ami di diritto, ami per curiosità e ami per condotta. Si dice che gli uomini amano per avercelo garantito. Alle donne non è moralmente concesso, loro non possono amare più uomini. Gli uomini rispondono alla spinta degli ormoni, si dice. Le donne non hanno possibilità di amare oltre. Si dice. Mi dici che ami me, tantissimo. A me basta sapere che ami me. A me basta amarti.
 
… tratto da "Siamo tutti allenatori" di Mendo Fabio Mendolicchio

giovedì 16 gennaio 2014

Tema : Siamo tutti allenatori? - di "Mendo" Fabio Mendolicchio - Ed. Carta Canta

Sez. Amici della Maestra
Svolgimento



Siamo tutti allenatori è dedicato alle donne, soprattutto alle madri, lo era in partenza e lo è quando poco prima di uscire la mia di madre è mancata.
La dedica che apre il libro è il riassunto di ciò che è racchiuso, grazie.
…a mia mamma, allenatrice a cui ho sempre pensato di avere tempo per dire grazie
e invece mi ha insegnato in ultimo che il tempo non è mai
abbastanza per sorridere, abbracciare e perdonare,
quel tempo da sempre sfuggevole per un bacio, per una carezza e per ricordarsi che anche la morte è allenatrice, madre e amante

Siamo tutti allenatori?
Siamo tutti allenatori !
La risposta alla domanda che mi pongo, la prima e fulminea idea che mi balza in mente, è unicamente la domanda stessa nella sua versione affermativa. Nei bar, nei ristoranti, nelle fabbriche, nelle tipografie, nelle rivendite di tabacchi come nelle macellerie, nelle salumerie, nelle panetterie e nei supermercati la voce che sento è calcisticamente univoca.Negli schermi televisivi e nelle onde radio, nelle scuole, nelle piazze e per le strade, nelle parole come nei gesti siamo tutti allenatori, un passatempo che lascia però un vuoto inspiegabile, invisibile. Non riesco a spiegare questa inclinazione, se non come un prurito perpetuo che non mi dà tregua, vero sollievo in una piacevole grattata che quasi scopro essere aspettativa, desiderio e appagamento.
 
Il bar sotto casa è il quartier generale per il mio consueto risveglio a base di caffeina, il giorno in questione è uno come tanti altri ma nello stesso tempo segna per me tappe d’arrivo e di partenza, pillole quotidiane di domande e risposte.

Pillole di gennaio
01.01. Tutto comincia come dovrebbe cominciare, a piccoli passi, uno dietro l’altro fino a raggiungere un punto alto, tra le montagne alpine, un metro dopo l’altro fino a quota 2500. L’anno inizia strizzando l’occhio al passato e mi rendo conto che ci vorrebbe un po’ d’allenamento in più, perché frequentemente a corto di fiato mi fermo a imprecare o anche solo a riposare. Cerco di prendere tempo ma so che devo ripartire.