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giovedì 6 febbraio 2014

Il Sale, di Jean Baptiste Del Amo - NEO Edizioni

Sez. Amici della Maestra
Svolgimento



Louise

Si svegliò con la certezza che i bambini dormissero ancora.
La prospettiva della cena prese forma nella sua mente e, con essa, la sensazione di questa presenza, quella dei ragazzi nelle loro camere all’altro capo del corridoio, i loro corpi nascosti sotto le coperte.
Un giorno sfilacciato scivolava dalla finestra e si infrangeva sullo spigolo del comò. L’alba bagnava la camera. Dalla casa, non sentiva il rumore delle onde, ma le arrivarono le grida dei gabbiani. Se le persiane non erano chiuse, e il giorno la trovava allungata sul fianco – il viso rivolto alla finestra – una delle prime immagini che distingueva, aprendo gli occhi, era il volo alto degli uccelli sopra un quadrato di cielo sul muro. Una carovana di nubi ci stazionava, a volte. Se le mattine erano grigie, Louise ci vedeva come un riflesso del mare, una schiuma che poteva essere bianca, o anche nera. Ma poco contano, in verità, le brezze marine: gli uccelli non cessano mai di dominare la città. Qualsiasi cosa accada alla gente del mare, loro sventrano il cielo comunque. La loro costanza le piaceva, niente poteva turbare le loro evoluzioni aeree. Normalmente non sentiva i loro richiami – l’abitudine li fondeva in un quadro sonoro e familiare – ma quella mattina i gabbiani sembravano raddoppiare gli sforzi per strapparla al sonno. Può darsi che il vento soffiasse verso la casa, portando il loro concerto fino a lei. O, magari, era colpa dell’inquietudine per quella cena che già l’aveva tormentata tutta la notte. Aveva sognato che erano tutti a tavola in una cucina. Non era certamente la loro, ma era conosciuta. Armand discuteva con i ragazzi. Lei non vedeva i loro visi, e non avrebbe saputo definirne l’età. 

giovedì 16 gennaio 2014

Tema : Siamo tutti allenatori? - di "Mendo" Fabio Mendolicchio - Ed. Carta Canta

Sez. Amici della Maestra
Svolgimento



Siamo tutti allenatori è dedicato alle donne, soprattutto alle madri, lo era in partenza e lo è quando poco prima di uscire la mia di madre è mancata.
La dedica che apre il libro è il riassunto di ciò che è racchiuso, grazie.
…a mia mamma, allenatrice a cui ho sempre pensato di avere tempo per dire grazie
e invece mi ha insegnato in ultimo che il tempo non è mai
abbastanza per sorridere, abbracciare e perdonare,
quel tempo da sempre sfuggevole per un bacio, per una carezza e per ricordarsi che anche la morte è allenatrice, madre e amante

Siamo tutti allenatori?
Siamo tutti allenatori !
La risposta alla domanda che mi pongo, la prima e fulminea idea che mi balza in mente, è unicamente la domanda stessa nella sua versione affermativa. Nei bar, nei ristoranti, nelle fabbriche, nelle tipografie, nelle rivendite di tabacchi come nelle macellerie, nelle salumerie, nelle panetterie e nei supermercati la voce che sento è calcisticamente univoca.Negli schermi televisivi e nelle onde radio, nelle scuole, nelle piazze e per le strade, nelle parole come nei gesti siamo tutti allenatori, un passatempo che lascia però un vuoto inspiegabile, invisibile. Non riesco a spiegare questa inclinazione, se non come un prurito perpetuo che non mi dà tregua, vero sollievo in una piacevole grattata che quasi scopro essere aspettativa, desiderio e appagamento.
 
Il bar sotto casa è il quartier generale per il mio consueto risveglio a base di caffeina, il giorno in questione è uno come tanti altri ma nello stesso tempo segna per me tappe d’arrivo e di partenza, pillole quotidiane di domande e risposte.

Pillole di gennaio
01.01. Tutto comincia come dovrebbe cominciare, a piccoli passi, uno dietro l’altro fino a raggiungere un punto alto, tra le montagne alpine, un metro dopo l’altro fino a quota 2500. L’anno inizia strizzando l’occhio al passato e mi rendo conto che ci vorrebbe un po’ d’allenamento in più, perché frequentemente a corto di fiato mi fermo a imprecare o anche solo a riposare. Cerco di prendere tempo ma so che devo ripartire.