Svolgimento
La
ricchezza della vita è fatta
di ricordi, dimenticati.
C.
Pavese
Rimango a fissare l’ultima pagina bianca per un tempo indefinito.
Ipnotica, la grammatura più ruvida del foglio di risguardo trascina
tutto il testo appena letto in una sorta di finis terrae
sferzata da dubbi e incertezze corrosive. Allora cerco di ancorarmi
alle pagine precedenti, annaspo a ritroso dove il discorso fluisce,
ma niente: ormai ogni storia non è che un sibilare di sabbia
pungente. Poi, impercettibile, ricomincia il silenzio e piano piano
si trasforma in un ronzio sordo, frantumato come l’eco indistinta
di mille vite scomparse. Solo allora l’immaginazione riesce davvero
a spiccare il volo e a percepire il senso che ogni singola lettera o
frase ha sedimentato dentro il mio oblio.
Tutto
ruota intorno a un incipit lontano che non ricordo più, o forse non
voglio ricordare. Un incipit arcaico che precipita la storia di mille
anni in un presente senza tempo. Libri, vite, viaggi: tutto si rilega
in un presente assetato di storia.
Ed è
in quel preciso istante tutto prende a narrarsi da solo:
Ho
scaricato l’e-book che mi hai mandato e ora apro il PDF con la
stessa avidità con cui da bambina scartavo un regalo a Natale. Mi
sento presa da una smania assurda. Per nulla virtuale. Sento il
silenzio delle pagine non lette mentre mi allontano dalle mie
certezze. Voglio crederti. Ho bisogno di crederti.
Tu
viaggi in mondi che io non conosco. Poi torni e scrivi reportage e
articoli e sei una persona che mi insegna a non avere paura.
