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martedì 19 giugno 2012

Tema: Domenica d'agosto

Svolgimento

La cottura a vapore è etichettata come una delle più dietetiche, e soprattutto per una delle più sane: allora perché un’estate a Rovigo è insopportabile proprio perché sembra di vivere in un’immensa vaporiera? 
Una media del 95% di umidità nelle ore meno calde, il sudore che t’imperla perfino i lobi delle orecchie creandoti degli effimeri orecchini scintillanti, la pelle mutata in carta moschicida che t’incolla addosso i pochi abiti che indossi ti fa immaginare come ti saresti potuto sentire dopo essere uscito dalla Casa della Bellezza, se fossi morto in Egitto; la ritenzione idrica ti trasforma le dita in tanti xiao mai ancora crudi, con la pastella appiccicosa e molliccia; quando rassetti casa con addosso solo le mutande (per pura concessione alla pudicizia malintesa di tua sorella) e mezzo rotolo di scottex casa avvolto in testa per scimmiottare la Mamy di Via col vento per evitare che il sudore ti coli negli occhi accecandoti, e quindi tanto vale farlo come un clown per tirarti su, accogli senza esitazione alcuna la proposta imprudente: “Se tu fai da mangiare io stiro”. Imprudente per lei, ovviamente: io non stiro mai perché le mie tre Muse -Noia, Pigrizia e Accidia- me lo vietano, figurarsi poi se lo faccio con 36° all’ombra. 



sabato 28 gennaio 2012

Sez. 8 marzo - Tema: Mariangela Fantozzi


Mi chiamo Mariangela e di cognome faccio Fantozzi. Mamma Pina e papa’ Ugo mi avevano  tanto voluta, ma cambiarono idea quando venni alla luce ricoperta di peli e con 2 belle rosee orecchione.
 Con il tempo scoprii  di essere stata concepita in un momento di black out al circo Orfei   durante il numero degli scimpanze’. Papa’ Ugo era stato omaggiato di 2 biglietti dalla portinaia a cui era venuto un attacco di mal di pancia dopo aver mangiato un intero pacchetto di sunsweet, e c’aveva portato la mamma per il loro primo anniversario di nozze.
Ero una bambina capricciosa, mi addormentavo solo ciucciando  una piccola  banana  in plastica e giocavo appesa ai lampadari di casa facendo tintinnare le gocce in cristallo . Papa’ usava con me un diminutivo molto vezzoso:Piccola Cita.
All’asilo  ebbi la prima lezione di quanto i piccoli esseri umani possano essere cattivi. I miei compagni non volevano giocare con me , dicevano che ero brutta e mi chiedevano sempre dove avessi lasciato Tarzan e Jane,nonostante io con molta calma continuassi a ripetere  che i miei genitori si chiamavano Pina e Ugo.
Mamma Pina piangeva in silenzio quando mi riportava a casa ma io ero ancora troppo scimmietta per capire che ero diversa dagli altri bambini e quando le chiedevo cosa avesse, Lei rispondeva sempre che le era entrato un moscerino nell’occhio. Sciami e sciami di moscerini le entrarono negli occhi per cosi’ tanti tanti anni durante la mia infanzia che il primo regalo che le feci  un Natale fu un cappellino che per veletta aveva una zanzariera.
Papa’ Ugo usciva la mattina presto prendendo il bus al volo sulla tangenziale,  e quando tornava la sera mi portava sempre un gelato : la banita per la sua bella “babbuina”.( Non so per quale motivo confondeva la parola bambina)
Non avevo avuto un’infanzia facile ma ero una bambina felice nonostante non fossi bella un po’ pelosa e con 2 orecchie grandi cosi’. “Ma in fondo a cosa serve essere belli fuori quando si è meravigliosi dentro,” era solita ripetere  la mamma per consolarsi.