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venerdì 28 giugno 2013

Tema: Egregio autore

Svolgimento

Egregio autore,
da quella sera di giugno dell’anno scorso, in cui ho avuto in mano, per la prima volta in vita mia, il tuo libro: “Mi compro una Gilera”, io da quella sera lì che l’ho letto tutto in una notte, non ho più avuto pace.
Da quella sera di giugno, che ho preso in mano in libreria quel libro lì, che se ti devo essere sincera, ho notato più che altro per la copertina e per il titolo, perché di nome io no, non ti conoscevo affatto, non ti avevo mai neanche sentito nominare, io comunque da quella sera lì, di giugno dell’anno scorso, io ho sentito come una specie di urgenza improvvisa di dover leggere quasi per forza, tutti gli altri libri che avevi scritto, anche quelli che non si trovavano più, ma che ordinandoli in una certa libreria che conosco io, che ti trova anche le cose introvabili, e aspettandoli pazientemente per settimane, poi alla fine arrivavano, e così, egregio autore, io posso dire tranquillamente senza che nessuno possa smentirmi, che i tuoi libri me li sono letti quasi tutti, me li sono letti avidamente, senza saltare nessuna pagina, neanche quelle più noiose, ché qualcuna ce n’è, non troppe ma qualcuna noiosa si c’è: te lo devo proprio dire.
Egregio autore, da quella sera lì io poi, cercando sulla Rete ho scoperto le letture dei russi che ti piace registrare per farle sentire a tutti (perché si vede che non sei così schivo come ci vuoi far credere), e adesso quando ho un attimo di tempo, me le ascolto una dopo l’altra, col risultato che la tua voce a furia di sentirla, con quella tipica cadenza di Parma (e secondo me tu ci marci un po’ su, con quella cadenza la calchi un po’, mica è normale averla così marcata), io adesso a furia di ascoltarla, la tua voce non me la tolgo più dalla testa, mi risuona nelle orecchie come una giaculatoria religiosa, anzi mi ronza in testa come il rumore che fa il moscone quando sbatte sulla finestra.