Una ragazza osservava sbattere la pioggia sui vetri: le gocce scivolavano giù sottili sottili, mentre si confondevano con i pensieri di lei. Forse fu allora che quella ragazza decise di scrivere.
Scrivere a quel lui che non la voleva sentire.
«Io non lo so perché mi sono innamorata di te.
Anzi lo so, ma non lo voglio dire.
Ma non è che non lo voglio dire, è che non so come spiegarlo.
Si passa l’infanzia, l’adolescenza e poi l’età matura pensando spesso a cosa sia l’amore, se si sia o meno incontrato sulla propria strada: magari è amore quello che non sembra e quello che è amore sa invece nascondersi bene. Te ne accorgi dopo, te ne accorgi durante o te ne accorgi prima.
Io so che un giorno mi sei piombato davanti e… non l’ho mica capito. Il mio stomaco era lì a dirmi che qualcosa stava accadendo, che la chimica si muoveva prima dei nostri battiti, che il caso aveva incrociato le nostre strade più volte, ma che solo adesso aveva deciso di renderci partecipi della cosa.
Eppure il cuore era sordo a tutto, oppure mi aveva fatto credere così, mentre restava in incognito ad osservarti. In un pomeriggio autunnale ha poi deciso di uscire allo scoperto. Inaspettatamente. Io ti ho incontrato, lui ti ha scelto. Da quel momento lui sapeva che io mi sarei innamorata di te. Ma me lo ha fatto capire a piccole dosi, iniettando la sua consapevolezza, un giorno alla volta, nelle mie vene.
Prima mi ha fatto vedere i tuoi occhi: profondi, intensi, diretti. Poi il tuo sorriso: aperto, solare, brillante.
Scrivere a quel lui che non la voleva sentire.
«Io non lo so perché mi sono innamorata di te.
Anzi lo so, ma non lo voglio dire.
Ma non è che non lo voglio dire, è che non so come spiegarlo.
Si passa l’infanzia, l’adolescenza e poi l’età matura pensando spesso a cosa sia l’amore, se si sia o meno incontrato sulla propria strada: magari è amore quello che non sembra e quello che è amore sa invece nascondersi bene. Te ne accorgi dopo, te ne accorgi durante o te ne accorgi prima.
Io so che un giorno mi sei piombato davanti e… non l’ho mica capito. Il mio stomaco era lì a dirmi che qualcosa stava accadendo, che la chimica si muoveva prima dei nostri battiti, che il caso aveva incrociato le nostre strade più volte, ma che solo adesso aveva deciso di renderci partecipi della cosa.
Eppure il cuore era sordo a tutto, oppure mi aveva fatto credere così, mentre restava in incognito ad osservarti. In un pomeriggio autunnale ha poi deciso di uscire allo scoperto. Inaspettatamente. Io ti ho incontrato, lui ti ha scelto. Da quel momento lui sapeva che io mi sarei innamorata di te. Ma me lo ha fatto capire a piccole dosi, iniettando la sua consapevolezza, un giorno alla volta, nelle mie vene.
Prima mi ha fatto vedere i tuoi occhi: profondi, intensi, diretti. Poi il tuo sorriso: aperto, solare, brillante.

