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giovedì 13 febbraio 2014

Tema: L'Amore è un virus

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi sono innamorata di te perché io ero nitroglicerina, instabile, pronta ad esplodere e del tutto inconsapevole di esserlo, mentre tu… tu vivevi trattenuto e teso come un elastico, aggrappato alla tua miccia, che ha trovato a tradimento il suo combustibile.
Non è stato amore, è stata una deflagrazione. Quando ho iniziato a riavermi, era tardi, il danno fatto, noi già invischiati. Mi sei occorso come un incidente e per un pezzo ho giaciuto, emotivamente parlando, stesa a terra con gli occhi sbarrati, incredula.
Ero morta, no, ero viva, ero viva: oh se lo ero! E tu l’ hai sentita la mia linfa vitale, eri un vampiro incantato dall’odore del sangue, in cerca della vena pulsante della mia vita ed io non volevo che quel folle, estenuante, languido salasso.
Succhia dalla vena - pensavo, pregavo - succhia, non importa se mi ucciderà questa cosa, è inebriante e bellissimo sapere che la tua fame terribile solo io posso placarla.
So che quando ti riavrai il terrore di perderti nella luminosità instabile di questa  relazione e di fronteggiare le cose del mondo vero lì fuori ti farà fuggire. So che sarò respinta più lontano che potrai e che non farò nulla per restarti addosso, ma qui e ora, ci sono solo il tuo bisogno di prendere ed il mio di dare.

Tema: Amore e morte

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi sono innamorata di te perché non parlavi mai.  E nel tuo non parlare, mi governavi.  E sotto il tuo dominio, ho costruito archi e pietre per nascondermi dalla tua onnipresenza.  Notte e giorno. Giorno e notte. E poi, sotto le forze incrociate della volontà e dell’azione, ho visto scorrere il tempo nomade dell’esperienza.  E non mi sono accorta che quella forza imperativa corrodeva la mia libertà,  così alla fine mi sono sgretolata nell’onda sismica della negazione. 
Quanti secoli di esistenza primordiale, hanno pulsato alle mie tempie, prima che io potessi sollevare il mio sguardo verso la tua ipnosi. Era la tua magia e la mia malia. Tu ineluttabile forza, io corpo in caduta libera. 
Ma tu, imperturbabile, continuavi a non parlare e io sempre più ansiosa me ne andavo al patibolo. Prima dell’esecuzione, abbiamo scambiato lentissime privazioni dentro lacrime segrete e sonetti perfetti.
Un colpo secco e poi me ne sono andata con le mie suole di vento verso Nord. Dentro un edificio gotico e cercare un’ipotesi di vita nuova.

Tema : Stidduzza mia


Sez Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Stidduzza mia,
ma che facisti? Ma che cumminasti?
Mi scrivisti che mi vò lassari! Mi veni i chianciri solu a ‘stu pinzieru.
Com’è che ti vinni ‘ntiesta sta pinzata? Ma chi t’aiu fattu?
Quann’è che ‘u liggivi, mi si grapiù un pirtusu ‘mmezzu de lu pettu.
Mi misi a chianciri lacrime amare. Ma non comu chidde che tante volte ‘nzemmula amu chianciuto, di gioia e di duluri, ne lu mentre che ci strincievamu abbrazzati.
E quantu ‘nnamu viste ‘na tutti ’sti anni! Ma sempre io cu ttia e tu cu mmia, stritti stritti, vucca cu’ vucca, ciatu cu’ ciatu, manuzza e manuzza; a dirici parole che ci paria solu i picciuttedi che s’ingrizzano pà prima vota si ponnu dire.
Quante stidde amu cuntatu ‘a notte appizzate na lu cielu! E io ‘na stidda ‘a chiamavu cu to’ nnome, e tu na’ stidda ‘a chiamavi cu’ nome miu.



mercoledì 12 febbraio 2014

Tema : Che cos'è l'amor ?

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento
L'amore che cos'è? Ne ho sentito parlare e tante volte ho concluso che l'amore non era quello.
Che cos'è l'amor? Oltre ad essere il titolo di una canzone del grande Vinicio.
L'amore, questa parola di cui si usa e si abusa, definendo amore ciò che amore non è.
L'amore è l'innominato, il personaggio di manzoniana memoria.
E se ho tanta difficoltà a dire cosa sia l'amore, sicuramente so che cosa non è.
Ma se mi mancano le definizioni, per una teorica come me, dove vado a parare?
Eppure, pur non sapendo definire l'amore, so che la mia vita ne è impregnata. Sono stata avvolta nell'amore, quello che cura, e sono cresciuta con un amore malato, quello che amore non è, quello che le ferite te le procura, profondi tagli purulenti che ti fanno crescere con la paura di lasciarsi amare. Perché ad amare è facile, forse. È lasciarsi amare il problema vero. Tu perdi il controllo e sei in mani diverse dalle tue, altre, straniere.


martedì 11 febbraio 2014

Tema: Amore fisico

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento


Non sono un esperto di fisica. Quando frequentavo le scuole medie facevo confusione tra fisica ed educazione fisica, talvolta ci spiegavano come sollevare il mondo con una leva, quindi era un fatto di muscoli, in altri casi come calcolare il tempo impiegato da un uovo a cadere dalla torre, e lì cominciavo a capirci meno. Noi ragazzini per i primi dieci giorni non facevamo altro che lanciare matite e sputi dal balcone della scuola, e ribaltare gli armadietti, poi intervenivano i grandi e ci mettevano in riga. 
Con il passare degli anni ho continuato a capirci poco, la fisica che studiavamo alle scuole superiori era una materia traslucida e viscida, una specie di gelatina gommosa che noi studenti non riuscivamo ad afferrare. Nessuno di noi ebbe la fortuna di conservarne almeno un poco nel suo bagaglio culturale, come si diceva allora. L’educazione fisica invece l’avevo già persa per strada all’esame di terza media, il giorno in cui saltai la cavallina e ci rimasi a cavallo.
Fisica, biofisica, patafisica, la scienza per me è sempre un po’ nebbiosa, ci sono molte cose che non ho mai afferrato. Per esempio, mi sono fatto un’idea tutta mia dell’atomo, l’ho sempre visto nelle immagini sui libri rappresentato come una pallina colorata, una pallina di plastica colorata, perfettamente lucidata, ne metti tante insieme e formi una molecola. La molecola è un grumo di palline, un mucchietto di palline di plastica colorata, alcune delle quali hanno una specie di calamita che attira, altre hanno un respingente che allontana. In questo modo, le molecole si uniscono tra loro in ammassi sempre più grandi e articolati. 

lunedì 10 febbraio 2014

Tema: Fiamma

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento


“come le legne accese le une colle altre maggiormente s'infiammano,
come le monache ferventi di amor di Dio
le une colle altre sempre più s'infervorano di santo ardore”
Giuseppe Frassinetti – La monaca in casa (1862)


Non è mai bene per una fanciulla parlare in questo modo, lo so, ma possa Dio perdonarmi se in una di queste lettere che ti mando io non dica la verità, non una parola in più o in meno (o anche una fuori posto) per descrivere ciò che sento, e sebbene io qui sia soltanto una novizia, lontana dal potermi ritenere una giovane pura e devota al Signore - e tu invece molto più vicina a ricevere in te il suo amore - voglio poter credere di parlare senza vergogna, e se Dio vorrà punirmi sarà una questione tra me e lui, poco importa la parola della Madre Superiora e delle altre sorelle, per loro non serbo nemmeno rancore, ma è Dio stesso che preserverà questo scambio; e se ho ricevuto una tua risposta, significa che faccio bene ad essere contenta perché vuol dire che non mi ero sbagliata, dentro di me lo sentivo, io sapevo di aver visto altro, ne ero certa. 
In ogni amicizia c'è una parte visibile e una celata da altro, che sia banale amor fisico o mentale, edulcorato o ignorato, e però esiste, c'è, e la sua voce pressante diventa sempre più forte, e da quando ho trovato la busta con su scritto il tuo nome, i miei pensieri hanno spinto fuori dalla mia mente tutte le difficoltà banali della vita in convento: preparare la colazione e subito dopo il pranzo, pregare, aiutare le sorelle in difficoltà, sono tutti espedienti per incontrarti, anche solo nel corridoio durante il cambio di turno per le preghiere e quando invece rendiamo grazie a Dio, io siedo due o tre posti dietro di te, a guardarti mentre preghi, e cerco di immaginare se dentro quelle tue preghiere ci sono anche io. 

domenica 9 febbraio 2014

Tema: L'amore non è una zingarata

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Perché mi innamorai, mi chiedete? Non lo so. In queste cose non si sa mai ed in fondo è giusto così. Credo però che mi innamorai di lei perché si ravvivò i capelli nel momento sbagliato, e il momento sbagliato era quando la stavo guardando. Come dite? Sì, li afferrò con una mano, li arruffò e li spostò da una parte all’altra, quei capelli neri come Medea. L’amore mi diede proprio una bella botta in testa. Lei teneva i suoi occhi verdi puntati su di me, come Cuba puntava i suoi missili su Kennedy. Potevo provare a star tranquillo, ma non ci riuscì. Mi innamorai e fui perso. Completamente in balia di quegli occhi.
L’amore è zingaro, ma purtroppo non come una zingarata di Monicelli, dove tutti si fanno una risata in compagnia come se fosse Antaniconloscapellamentoadestra. L’amore è uno zingaro di quelli cattivi, quelli che arrivano e ti seguono con la fisarmonica dovunque vai finché non gli dai qualcosa. E poi di punto in bianco se ne va, senza dirti niente e senza salutare, il più delle volte lasciandoti anche un cane. 
L’amore è bohemien come diceva il baffuterrimo Bizet, e non quello della Disney, perché quello non aveva i baffi, ma le vibrisse. Bohemien perché ti frega, ti mescola i dvd nelle custodie, ti mette il sale dove tieni lo zucchero e ti spacca il filino dell’infradito che passa in mezzo all’alluce e all’indice del piede rovinandoti la passeggiata.

Tema: Razza d'amore

 Sez. Mi sono innamorato di te perchè
 Svolgimento

Quando la notte ti vedo passare vicino non mi fai paura e questo è davvero strano. Anche se i tuoi occhi sono allucinati e il passo è quello del predatore, a me sembri bello.
“Tu quello non lo devi nemmeno guardare, hai capito?” è stato lo strillo di mia madre quando si è accorta che i miei occhi nel buio stavano bene aperti a cercarti.
“ma perché poi?” piangevo io convinta che ogni diversità si potesse colmare. Credevo che il razzismo fosse cosa superata, se ne vedono tante di unioni strane, chi più ci fa caso.
“Tu, ci farai caso” disse mio padre con quell’aria un po’ schifata che ha sempre quando mangia.
Pensano che mi farai del male. Lo so che forse me ne farai. Ma cos’è la vita, se non scoperta della diversità? Voglio sentire il tuo fiato sul mio collo, quell’alito che sa di sangue e di cose che non conosco, voglio sentire che mi abbracci e che nel tepore del mio corpo ti perdi, almeno per un attimo.
Mi sono innamorata di te proprio perché sei diverso.

sabato 8 febbraio 2014

Tema: Mi sono innamorata di te perche' ..

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento
mi sono innamorata di te perchè...
che bella questa frase, ed è vero..c'è un perchè per ogni amore, quanti amori mi vengono in mente, vivi, ancora ora, a loro modo, nel mio cuore. Perchè io mi innamoravo.
E mentre fantastico sulla frase, pensando ai miei grandi innamoramenti, l'unico di cui scrivo sei tu. Se tu leggessi non ci crederesti. Nonostante tutti gli amori, di prima e dopo, 'tu sei tu', come dico sempre. E Cinzia dice 'non avete capito che la vostra era una grande storia d'amore' ed ha ragione.
Mi sono innamorata di te? Credevo di aver capitolato, mi hai seguito, hai mobilitato le mie amiche, ti trovavo sulla mia strada casualmente nei posti più impensati, ed invece tu li avevi pensati, sapevi che io sarei passata da lì. Quanto sei stato unico. Quanti i momenti unici che solo tu mi hai fatto trascorrere. Come non rivederti teneramente, la prima volta, arrivare sotto il diluvio con la vespa per portarmi un regalo.
E poi tutto, tutte le 'prime' esperienze fatte con te, tutte le volte che, tutte le cose che.
E poi perdersi, tu vai (dove?), io resto (a piangere), tu torni (non vuoi stare senza di me), io vado (ho paura). Il silenzio. Ognuno per la sua strada. Altrove.

Che bello è stato rivederti dopo tanti anni. Un tuffo in qualcosa di immenso che non ha parole. Il tuo biglietto aereo per passare il week end insieme. Sono passati più di vent'anni, mi sembra tutto così strano e tu...mi riconosci da dietro e mi fai ridere (come si fa a dire 'il tuo culo è sempre bellissimo' come incipit?) Si, tu sei tu. Io mi sento imbarazzata (quasi come sempre mi capita) e tu dici 'ma tesoro sei identica' (semplicemente come sai fare tu). 
E davvero il tempo sembra non essere passato.

venerdì 7 febbraio 2014

Tema :Reticenze sentimentali

Sez. Mi sono innamorata di te perché
Svolgimento
Una ragazza osservava sbattere la pioggia sui vetri: le gocce scivolavano giù  sottili sottili, mentre si confondevano con i pensieri di lei. Forse fu allora che quella ragazza decise di scrivere.
Scrivere a quel lui che non la voleva sentire.
«Io non lo so perché mi sono innamorata di te.
Anzi lo so, ma non lo voglio dire. 
Ma non è che non lo voglio dire, è che non so come spiegarlo.
Si passa l’infanzia, l’adolescenza e poi l’età matura pensando spesso a cosa sia l’amore, se si sia o meno incontrato sulla propria strada: magari è amore quello che non sembra e quello che è amore sa invece nascondersi bene. Te ne accorgi dopo, te ne accorgi durante o te ne accorgi prima.
Io so che un giorno mi sei piombato davanti e… non l’ho mica capito. Il mio stomaco era lì a dirmi che qualcosa stava accadendo, che la chimica si muoveva prima dei nostri battiti, che il caso aveva incrociato le nostre strade più volte, ma che solo adesso aveva deciso di renderci partecipi della cosa.
Eppure il cuore era sordo a tutto, oppure mi aveva fatto credere così, mentre restava in incognito ad osservarti. In un pomeriggio autunnale ha poi deciso di uscire allo scoperto. Inaspettatamente. Io ti ho incontrato, lui ti ha scelto. Da quel momento lui sapeva che io mi sarei innamorata di te. Ma me lo ha fatto capire a piccole dosi, iniettando la sua consapevolezza, un giorno alla volta, nelle mie vene. 
Prima mi ha fatto vedere i tuoi occhi: profondi, intensi, diretti. Poi il tuo sorriso: aperto, solare, brillante.



mercoledì 5 febbraio 2014

Tema : Perché ti amo

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento



  Ti amo perché non sei il mio pubblico eppure sono la tua passione.
  Ti amo perché non sei un applauso, ma sei la mia emozione.
  Ti amo perché è questo che mi ripeti ininterrottamente.
  E ti amo ancora perché un motivo per farti amare tu lo trovi sempre.


Adelaide J. Pellitteri
 

Tema: Ti ho cercata al mercato di San Salvario

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento



Ti ho cercata al mercato di San Salvario ho chiesto ti ho chiesto
a due peperoni tre cipolle quattro pomodori e cinque scalogni
ti ho cercata con due borse di iuta a tracolla non si sa mai
mi son detto a qualcosa pur serviranno le borse di iuta
per metterci dentro tutte parole che mi dirai e poi 
anche se ce ne saran di inutili per me sarà come ascoltare
l'ultima conferenza di Derrida a Torino alla Fondazione Guzzo
ti ho cercata al mercato mentre le massaie mi calpestavano 
e a dire il vero avevo anche un sassolino nella scarpa
il tuo rossetto color ciliegia chissà quante ciliegie 
ti sfreghi ancora sulle labbra per ottenere quel colore
quel colore e chissà quanti viaggi hai fatto in questi anni
mentre io non ti vedevo e me ne andavo in giro per il mercato
evitando di fare la spesa e fotografando come un adolescente 
o un tecnico comunale, prendendo le misure, col cellulare

Max Ponte, 14 settembre 2013

mercoledì 22 gennaio 2014

Tema: In viaggio con Sihaahm

Svolgimento



GAZA - La durissima offensiva israeliana contro Hamas è arrivata dal cielo: una serie di raid aerei lanciati dalla mattina hanno colpito il porto, le caserme di polizia e le sedi della sicurezza a Gaza. Poi l'attacco è proseguito in altre zone della Striscia. Obiettivi distrutti, ma il bilancio è gravissimo: fonti mediche parlano di 225 morti e 400 feriti, tra i quali anche donne e bambini.

Corriere della sera - esteri 27/12/2008

L’ho vista, aiutami a spostare la trave Giù, è qui ti dico: è viva. deve essere viva! dopo due giorni dai raid aerei, Federico tentava di trovare ancora Sihaahm: non riusciva a smettere di cercarla non sentiva lo stimolo della fame della sete del sonno, perfino la pipì non era riuscito a fare durante la ricerca della bambina, di Sihaahm che da quando era arrivato alla Striscia lo andava a trovare quasi tutti i giorni in caserma e gli portava i fiori che raccoglieva ai bordi della strada, talvolta erano semplicemente ciuffi d’erba: era certo che fosse viva. finalmente sentì qualcosa, un lamento. fulmineo si spostò sul luogo dove pensava di aver udito il gemito e cominciò a scavare a mani nude e con tutta la forza che aveva ancora in corpo. il suo compagno d’azione ed amico non lo mollò un attimo: sterrarono insieme fin tanto che riuscirono a trarla fuori dalle macerie.
Federico l’abbracciò, la strinse forte e iniziò a sorridere tra i singhiozzi: Sihaahm era viva! aveva la testa piena di sangue raggrumato, aveva una gamba rotta che penzolava in maniera scomposta,  ma era viva. cominciò a correre velocemente verso l’ospedale di campo e durante il tragitto, a piedi prima, in jeep poi con Giulio, tra le lacrime e la paura di perderla sussurrava “aiutooo, aiutami ti prego, non deve morire”. la guardava l’accarezzava la stringeva e piangeva di contentezza perché la sentiva respirare stretta al suo corpo di soldato: era viva. In ospedale la soccorsero subito, dopo essersi accertati delle sue condizioni, la prepararono per operarla alla testa e alla gamba. 

mercoledì 15 gennaio 2014

Tema: Buongiorno, amore

Svolgimento

Maria ha settant'anni. La sua mente è lucida, i suoi occhi aperti, la vista oscurata.
Ti va di farmi compagnia? è la prima cosa che mi chiede senza guardarmi, senza sorridermi.
Conosce "L'arte di ottenere ragione", ha insegnato filosofia. Conosce stratagemmi validi per annientarmi dialetticamente e vincere ogni disputa.
Accetto. Ci facciamo compagnia.
Mi racconta del suo grande amore e mi confida che non si tratta di suo marito. Resto basita; lei ha l'espressione di chi sta per confidarmi il segreto della formula chimica della coca cola. 
- Tranquilla! il tuo segreto starà con me, non lo sbandiererò ai quattro venti e se ne farò uso in qualche scritto saró discreta, non farò nomi, non voglio che "l'effetto farfalla" mi colpisca.
- Vedi Nina, era l'epoca in cui non si baciava se non si amava e per me è stato così.
E io l'ho amato di amore puro e l'ho baciato tanto, troppo. L'amore non lo puoi domare è un cavallo di razza puro sangue. Non eravamo due gocce d'acqua ma ci siamo scelti fra tanti, senza la consapevolezza di farlo.
"Era amore da respirare, lo porto sulla pelle, tra le lenzuola - io penso a un acaro non visibile a occhio umano a volte letale - felice di aprirsi alla vita che germogliò un piccolo frutto che leggero si è trapiantato in me: un piccolo battito - mi dice proprio così e per un attimo penso alla mia cara professoressa di scienze morta zitella però questa lezione mi piace, mi mette speranza e rimango lì in attenzione. E lei continua a dire che l'amore è aria, la mia, la sua che diventa nostra, invade il tuo spazio, il tuo mondo, l'amore si trasforma e non muore.
L'amore rimane, è rimasto; era già cieca, penso io, lui se n'è andato!  


sabato 14 dicembre 2013

Tema: Viaggi astrali

Sez. In Viaggio
Svolgimento


Influenze. Così le chiamano. Non sono quelle della febbre alta - quasi 40 gradi e pensiamo di stare già all'inferno - sentiamo le ossa spezzate. Peggio. Sono le influenze astrali quelle a cui pensavo: i viaggi che fanno i nostri pianeti.
In silenzio si muovono di nascosto tra le stelle, a nostra insaputa. Non possono stare sempre chiusi nelle loro case, vogliono prendere aria e si spostano con frequenza. Si dice che per noi del Sagittario non è importante la meta ma il viaggio. Ce ne sono alcuni positivi che ci rendono felici e ce ne sono altri che scomparire sarebbe meglio.
Stamattina ho ascoltato l'oroscopo con attenzione, diceva che oggi il mio è un cielo di forza, mi diceva di prendere nuove strade di abbandonare il passato e intraprendere nuove avventure.
Io vorrei.
Si, voglio partire! Ho deciso di conoscerlo; tutto perfetto fatta eccezione per Saturno che si è spostato in settima casa e blocca il passaggio e la sua linea internet.
Mercurio è al centro in quadratura perfetta, ma la luna mi copre.
Il sole si è nascosto e ora ci sono solo nubi, io sono tra le nuvole e vorrei fare questo viaggio.

martedì 3 dicembre 2013

Tema: Non si è mai pronti

Svolgimento

Le briciole di pane sparse sulla tovaglia, uno dei due bicchieri vuoto, l’altro con un dito di vino. Rosso come piaceva a lui.  Sul tavolo anche il suo cellulare.
Rigiravo la tazzina del caffè quando mi accorsi della sua impazienza. Con gli occhi sbirciava continuamente l’orologio. Era domenica, non avevamo altri impegni. 
Cominciai ad osservare i suoi movimenti, la contrazione della mascella, i polpastrelli delle sue mani che si toccavano nervosamente; era palese, cercava le parole giuste. 
Io parlavo delle solite cose, ma già da qualche minuto non rientravo più nel raggio della sua visuale. 
Cercando di capire, non avevo ancora formulato nessuna ipotesi, stavo solo vagliando sensazioni, mentre l’ansia cominciava ad allertare i miei nervi.
«Qual è il problema?» chiesi intrecciando le dita e sporgendomi verso di lui.
Quello che accadde dopo mi trascinò tra le fauci dell’assurdo.
Lo guardavo come si guarda un’opera d’arte della quale non si comprende la vera natura, ma che suscita disgusto perché sovverte tutti i canoni della bellezza stessa.
La nostra unione era di per sé un’opera d’arte. Stavamo insieme da vent’anni e, seppure senza figli, avevamo condiviso una vita ricca, piena di emozioni, tante gioie, tanti progetti, quasi tutti realizzati. 
Certo non ero mai vissuta nell'illusione che tutto potesse rimanere uguale per sempre. Né l’intensità né la qualità del nostro rapporto. 

mercoledì 23 ottobre 2013

Tema: Qualcosa di travolgente

Svolgimento


Quando ti lasci hai voglia di parlare. Non importa chi ha lasciato chi. In un caso o nell’altro, per motivi differenti, quando ti lasci senti di dover tirare fuori tutto quanto con chiunque, compulsivamente.
Deve essere una sorta di dispositivo liberatorio, catartico, però di tipo primitivo, biologico, inscritto in qualche breve sequenza di geni occultata tra quelli primordiali della sessualità e quelli dei meccanismi di attacco e fuga.
Perché quando ti lasci la narrazione della tua storia serve, innanzi tutto per mettere bene in ordine le cose nel loro dispiegarsi logico e cronologico, per sottolineare punti e capoversi, parentesi e corsivi. Per cercare, in mezzo a tutta quella ortografia fitta, gli errori, le sgrammaticature e i dialoghi lasciati a metà,  i prodromi della fine.
Serve a buttare cose, nascoste in fondo all’armadio della tua memoria, cose  che non toccavi da stagioni, che non ricordavi neanche di avere, e a fare spazio, pulizia. Arieggiare.
Serve a controllare la tenuta dei punti di sutura delle ferite, e la loro estetica. Controllare se c’è pus e, nel caso, spremere senza pietà. A volte gli schizzi possono finire accidentalmente su una faccia semisconosciuta.
E allora può capitare che racconti per filo e per segno tutti ma proprio tutti i dettagli della tua storia sbagliata e bastarda a qualcuno che ti ascolta perché, parallelamente, sta vivendo o sta finendo anche lei una storia sbagliata e bastarda e perciò ti ascolta, sì, ma anche racconta, dice e sente, creando un intreccio virtuoso di ma sì!, ma dai!, anche tu?, anche io!, anche voi? anche noi!,  che nella penombra del crepuscolo somiglia moltissimo a un frutto dolce ed esotico, a quella rara avis che è una vera amicizia.

giovedì 10 gennaio 2013

Tema: Destinazione paradiso

Svolgimento



In un angolo della stanza da letto, il Buddha se la rideva di gusto, in fondo lui non aveva delle grandi preoccupazioni a questo mondo, non ne aveva avute quando era in vita, figuriamoci ora che era solo una statua. Davanti al Buddha ridente di plastica, stava bruciando l’ultimo pezzettino di incenso, quello da pochi soldi, comprato al mercatino cinese in piazza, uno di quelli importati dal mondo asiatico con sulla scatolina tutte quelle belle scritte indecifrabili che la rendevano molto fashion, ma sempre comunque ad un prezzo abbordabile.

Erano da poco passate le due del pomeriggio, ma ero riuscito a creare un po’ di oscurità artificiale abbassando la tapparella in legno e lasciando traspirare la luce solo da un po’ di buchetti tra listella e listella. Tutto era colorato di una strana sfumatura arancione e la scena faceva bandan con l’oro del Buddha. A Barbara e a me piaceva starcene a passare i pomeriggi a letto, nudi, a fare l’amore con il profumo dell’incenso nell’aria. L’incenso da pochi soldi portava quasi un po’ di sacro dentro quell’amore che era solo profano e così non sembravamo l’ultima coppietta vista sul cellulare in un filmato amatoriale. O almeno a noi, così sembrava.

Barbara si era addormentata con la faccia sprofondata nel mio cuscino e mi mostrava il suo lato B, seminascosto dalla coperta arruffata, un lato B che portava i segni recenti dell’abbronzatura. Mi venne sete e andai in cucina, non mi sfiorò nemmeno lontanamente l’idea di rivestirmi, ero il re della casa e il camminare nudo era una mia volgare esibizione di potere. Aprii il frigorifero, solite birre e... vodka all’anguria? Che cos’era quella merda? L’aveva portata Barbara? Facile, la conoscevo da nemmeno un mese e già mi riempiva il frigo di roba scadente, avrei preferito che avesse portato lo spazzolino da denti come fanno tutte le brave ragazze, piuttosto che quella roba, ma comunque sia, la bottiglia di vodka all’anguria era lì.


giovedì 3 maggio 2012

Sez. Soap & Sapone - Tema: Svaghi di una signora bene


La brezza spirava verso l’entroterra di Chioggia, e lei sedeva olimpica su una vecchia seggiolina pieghevole da campeggio in tessuto di plasticaccia pura; il suo viso sferzato dagli spruzzi della risacca dimostrava circa un’ottantina d’anni, aveva due occhioni neri vivi e intelligentissimi, la sua fisionomia era pervasa da una dolcezza antica mista a tristezza, come se il destino le avesse dato tutto ciò che desiderava ma giurando di farglielo rimpiangere. Lei amava passare le mattinate pescando piccoli molluschi negli anfratti delle pietre della diga, e poi li rivendeva, direttamente sul posto, ai turisti dicendo che le serviva per arrotondare, in realtà perché si sarebbe annoiata solo con le sue opere benefiche fatte col club delle pie dame: erano care donne, ma lei amava il contatto e lo scambio verbale con le persone, sempre diverse. Soprattutto amava raccontare la sua storia, ma lo faceva come per gioco: a chi avesse saputo trovare la domanda giusta avrebbe raccontato tutto, ma nessun segreto avrebbe oltrepassato la chiostra dei suoi dentini bianchi ancora perfetti se lei non avesse deciso che tu te lo meritavi. 

- Fio, vusto caparossoi? Mi chiese in uno sgangherato dialetto con inflessioni che non avevo mai udito. 
- No, grazie. Sono vegetariano.
- No ti magni gnanca pesse
- Signora, no. Anche il pesce ha una mamma e un papà, non crede? 
- Se è per quello ce li hanno anche le pantegane… siccome che non vuoi le mie vongole offrimi un caffè: oggi non s’è ancora visto nessuno, e ho una gran paura che sarai la sola anima ad avventurarsi in passeggio sulla diga.

mercoledì 18 aprile 2012

Sez. Soap & Sapone: Tema: "Sentieri"

"This is the time to remember..."


Che bella storia: una soap tutta piena d'amore.

Amori veri, indissolubili, come quelli di una volta; legami che si rinsaldano anche dopo catastrofiche disavventure. La mitica Reva (in inglese Riva) era il personaggio da me preferito.
Il suo nome stava a significare l'ampiezza del suo cuore, la sua bellezza era immarcescibile: in due parole "un porto sicuro" da ritrovare nonostante il passare degli anni.
Reva prima si mette con Joshua, detto Josh, di cui è innamorata sin da bambina - vero amore, "dalla nascita"- ma sposa il fratello Billy e poi il padre. Un attimo... non facciamo confusione. Sposa in riva al mare Billy, il fratello del suo grande amore, e in un momento di de-riva l'anziano HB (il padre sempre del suo grande amore), per la serie "resta tutto in famiglia"... ma no!
L'apoteosi di un melodramma: Quali tormenti! Che passioni! Che donna... in quanti la amavano! Mi chiedevo: "Che cosa ha lei che io non ho?" (Mi stavo rovinando l'infanzia mentre cercavo la risposta, credendo che HB specificasse solo la durezza di una matita. Mi mancava la sua ambizione, ecco cos'era.)