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mercoledì 12 febbraio 2014

Tema : Che cos'è l'amor ?

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento
L'amore che cos'è? Ne ho sentito parlare e tante volte ho concluso che l'amore non era quello.
Che cos'è l'amor? Oltre ad essere il titolo di una canzone del grande Vinicio.
L'amore, questa parola di cui si usa e si abusa, definendo amore ciò che amore non è.
L'amore è l'innominato, il personaggio di manzoniana memoria.
E se ho tanta difficoltà a dire cosa sia l'amore, sicuramente so che cosa non è.
Ma se mi mancano le definizioni, per una teorica come me, dove vado a parare?
Eppure, pur non sapendo definire l'amore, so che la mia vita ne è impregnata. Sono stata avvolta nell'amore, quello che cura, e sono cresciuta con un amore malato, quello che amore non è, quello che le ferite te le procura, profondi tagli purulenti che ti fanno crescere con la paura di lasciarsi amare. Perché ad amare è facile, forse. È lasciarsi amare il problema vero. Tu perdi il controllo e sei in mani diverse dalle tue, altre, straniere.


martedì 18 giugno 2013

Tema: Elementi di calcolo delle probabilità

Svolgimento


In matematica si definisce “funzione” quella relazione che associa uno ed un solo elemento x di un qualsiasi insieme di partenza X non vuoto ad un elemento y di un altro insieme non vuoto Y.
Osserviamo un fenomeno empiricamente, in modo da vedere se esista per il detto fenomeno una funzione di ripartizione e se sia possibile stabilirla con certezza.
Prendiamo ad esempio la variabile stocastica definita dalle precipitazioni atmosferiche in una data zona, dandole valore zero in caso di assenza di precipitazioni e valore 1 in caso di pioggia. La variabile è discreta, e può quindi essere retta da una funzione di distribuzione discreta.
Analizziamo la possibilità che un qualsiasi evento esterno possa influenzare la possibilità delle precipitazioni, che sappiamo ruotare attorno ad una media stagionale: la funzione che cerchiamo, ammesso che sia applicabile, sarà una distribuzione di Poisson. La distribuzione di Poisson esprime le probabilità per il numero di eventi che si verificano in successione ed indipendentemente in un dato intervallo di tempo, sapendo che mediamente se ne verifica un numero N.

martedì 11 giugno 2013

Tema : Piccoli passi

Svolgimento:


Se dovessi raccontare tutta la mia vita, non basterebbero i giorni del mondo. Così come non basterebbero per descrivere i miei compagni di viaggio. Certo è che fra me e loro l’unica cosa certa era la verità. Ma andiamo con calma.
Il mio primo amico non aveva capito bene quale era la mia forza. Nemmeno lui si era accorto quando abbiamo cominciato a viaggiare insieme.
Certo ha faticato molto a capire perché non poteva fare a meno nella mia compagnia, ma dopo aver sopito parte dei suoi istinti ha dovuto, si fa per dire, fare i conti anche con me.
Ha iniziato a tracciarmi nella polvere, con mezzi rudimentali, e molto spesso ricominciava da capo, come se non capisse il senso di quanto lui stesso lasciava sulla terra.
Forse è per questo che ha preferito segnarmi sulle pareti delle caverne lasciando tracce con un pezzo di legno bruciato dal fuoco.

giovedì 16 maggio 2013

Tema. IPAZIA vita e sogni di una scienziata del IV secolo di Adriano Petta e Antonino Colavito, La Lepre edizioni

Sezione: Gli amici della Maestra
Svolgimento


La biblioteca e il Serapeo

Alessandria d'Egitto, I° luglio 391 d.c.

"Devo intendere che non avete più papiro da vendermi?" .
Bella come il sole, Ipazia è rimasta ad occhi spalancati.  
Ritiro il rullo senza la necessaria pressura, inchiodato dal suo sguardo...miscuglio di sorpresa e delusione.
Mio padre Isidoro scuote lievemente il capo, i suoi occhi scrutatori sembrano addolcirsi: " La faccenda, mia signora, è molto più seria. La siccità di questi ultimi anni ha quasi distrutto la pianta. E le poche scorte di fogli di papiro, sono finite".
"Allora non mi resta che rivolgermi all' altro fornitore".
"E' quasi un anno che ha chiuso la sua attività...e, comunque, era specializzato in cordami, stuoie e vele. Noi siamo riusciti a lavorare fino adesso grazie alle scorte che avevamo. Mi spiace, se suo padre me l'avesse chiesto in tempo, avrei riservato per voi quel poco che abbiamo prodotto ultimamente".
E con il volto serio e incupito, accenna un sorriso di comprensione.
Ipazia è rimasta come folgorata, un lieve rossore le ha incendiato le gote: "Per le forniture si è sempre interessato Teone. Ma questa... questa è un'emergenza!" Scruta intensamente mio padre: "Dimmi come posso fare".
"Qui in Egitto per adesso non troverete neanche un foglio di Augusta. Se vi occorre una fornitura, potete tentare a Siracusa: è l'unica possibilità che vi rimane. Hanno imparato abbastanza bene e il foglio è di discreta qualità".
"In Trinacria?"
"Proprio così, mia signora".
"Occorrerà tempo...". E sfiora, con una mano, il tavolo da lavoro di mio padre. Poi siede su un banchetto d'olivo.
"Quanti rotoli vi occorrono?"
"Un minimo di centomila". Voce tremula che non riesce a celare frammenti d'ansia.
"Per tutte le costellazioni! Volete aprire un'altra biblioteca?"
"Quanto tempo potrebbe essere necessario?". Gli occhi accennano a liberare briciole di speranza,
"Per una quantità simile...almeno dodici mesi". Mio padre posa il piccolo batacchio con cui stava pestando i petali di ginestra secchi.
"Isidoro, a chi hai venduto le scorte che avevate? Ti prego".
"Non è un segreto: al patriarca".
Ipazia rialza la testa in modo fiero "A Teofilo? E che deve farci lui? E quanti rotoli ha comprato?".
"Cinquantamila: tutto quello che avevamo". Mio padre volge lo sguardo verso di me. "Mio figlio Shalim voleva conservarne un centinaio, ma il patriarca ha preteso anche quelli".
La giovane volge il capo, mi fissa stupita. "A che ti servono, Shalim?".
Come per incanto i segni della delusione e dell'amarezza svaniscono e il volto s'accende di una nuova luce.

martedì 19 giugno 2012

Sez. Salone del Libro, i temi proposti da Voi - “E’ intelligente ma non si applica”

                                                    
Tema proposto da "anonimo"...ma lo stesso a lui dedicato

"Guardi signora, a volte lo vedo un po’ distratto, capita che se lo chiamo lui guarda fuori dalla finestra, sembra perso in chissà quali pensieri. E’ intelligente ma non si applica".

Ogni volta che parlo con il suo insegnante è lo stesso ritornello, pensò Pauline Kock, sua madre, non è che questa cosa mi tranquillizzi. Che vorrà dire? Che non è stupido, magari solo un po’ distratto. E d’altro canto, a me sembra abbastanza intelligente, un po’ fuori dagli schemi, magari. Forse dovrebbe smettere di suonare il violino, è una distrazione in più. Suo padre poi, chi glielo dice quando torna a casa: se proprio non avesse voglia di studiare potrà sempre lavorare nell’azienda di famiglia.  
Oggi a distanza di tanti anni, mi rendo contro di quanta preoccupazione mi dava sentire questo giudizio sul mio ragazzo che sì, aveva qualche problema, ma risolvibile. Era dislessico dicevano. Insomma soffriva di quell’affollamento visivo, che porta a riconoscere con maggior difficoltà le singole lettere perché accostate e inserite fra altre. Una “confusione”, che impedisce il riconoscimento della singola lettera che è poi alla base della corretta lettura. Quanto mi rammaricai quando lasciò gli studi per raggiungere noi che ci eravamo trasferiti in Italia. Anche quando cercò di essere ammesso al Politecnico di Zurigo, ma non avendo la regolare licenza media fu rifiutato e non riuscì nemmeno a superare gli esami di ammissione, per quanto eccellesse in matematica e fisica, mi ritornò alla mente la frase di quell’insegnante: “E’ intelligente ma non si applica”.