Sez. In Viaggio
Svolgimento
Non se l’era neppure chiesto se ne valesse la pena, lo aveva saputo da subito che ne sarebbe valsa. Dalla notte dei fuochi d’artificio. Adesso era pronta ad affrontare il viaggio e tutto il resto. Mille chilometri di rotaie ed un piccola borsa bordeaux. Aveva portato un libro, il quotidiano preso al volo all’edicola, il palmare e l’i-pod con la stessa musica da due anni, solo ogni tanto aggiungeva qualche canzone, e adesso sistemata nella sua poltrona ascoltava “born to run”. Eccola la costante della sua vita, andare di corsa. Nascere di corsa senza aspettare l’arrivo dell’ostetrica, perché ai suoi tempi si nasceva in casa, e poi correre contro i maschi perché il suo essere femmina non la relegasse ad un ruolo secondario nel gruppetto di giochi tra i ragazzi del cortile. E adesso la sua corsa più importante contro il tempo, i pregiudizi, le paure, era arrivata.
La sua carrozza era insolitamente vuota e questo le dava la possibilità di non guardare quasi costantemente fuori dal finestrino per evitare di ritrovarsi a fissare o essere fissata dai suoi compagni di viaggio. O peggio ancora, dover intrattenere una educata e cortese conversazione che, con lo stato d’animo con cui s’era messa in viaggio, non sarebbe stata in grado di sostenere. Mille chilometri per rileggere le decine di mail che si erano scambiati e cercare un segnale che adesso non riusciva a cogliere. “E’ tardi. La notte avvolge i miei pensieri che però continuano a scorrere come un torrente impetuoso. E resto qui a cercare parole e segni che mi riportino a te, mi riportino te che sei adesso così lontana”.
Fuori il cielo era di un azzurro sfacciato, le era sempre piaciuta quella luce che a volte sembrava quasi accecare, le ricordava le sue estati da bambina, quando distesa sul pavimento a cercare un po’ di conforto dal caldo, guardava con gli occhi stretti come due fessure quel cielo così pulito.






