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giovedì 12 luglio 2012

Tema: Aria condizionata


Una vita senza e-mail, ricerche su Google, notizie on-line e social network. Porte aperte a geek pentiti, hacker impenitenti, questo è il mondo dei Keeg che è il contrario della parola geek (letto da destra verso sinistra), per tutti voi che avete una totale inabilità o intolleranza verso la tecnologia. Ritroviamoci per tornare alle origini.

Questo annuncio, seguito da un numero, scritto diligentemente a mano, appariva sulla bacheca del baretto dove ogni mattina faceva colazione prima di recarsi nel suo ipertecnologico ufficio e dove un piccolo monitor stabiliva tutte le connessioni necessarie: accendere le luci, aprire le tende, avviare l’aria condizionata. Tutto con un solo clic. Un paio di giorni dopo nel solito baretto, la solita barista lo guardava sorridente al di sopra della sua generosa scollatura, quando si avvicinò un tipo dall’aria neppure troppo strana che guardandolo dritto negli occhi disse: “Tutti viviamo respirando l’aria irreale di un mondo irreale”. Pensò che avesse qualche rotella fuori posto. Qualche minuto e..tling…un messaggio: “Tutti viviamo respirando l’aria irreale di un mondo irreale”. Si guardò intorno, nessuno, anche il tizio non c’era più. Era solo uno scherzo si disse mentre raccoglieva le monete del resto che la cassiera gli aveva lasciato nel piattino. Attraversata la strada aveva infilato il portone del grande ingresso dell’azienda per la quale lavorava. “Salve… salve” aveva risposto cortese al portiere che da anni era lì come a guardia delle vite di tutti quei dipendenti. Il ronzio impercettibile dell’ascensore sembrava ripetere quella frase all’infinito e la cosa cominciò a infastidirlo. 
Varcata la porta, il solito meccanico gesto per accendere tutto. Password per far partire il computer ed ecco arrivare il messaggio: “Tutti viviamo respirando l’aria irreale di un mondo irreale”.



giovedì 13 ottobre 2011

Tema: il potere dell'invisibilità


Svolgimento

Cos'è che ci piace di Internet? Perchè passiamo ore e ore davanti lo schermo del nostro computer saltellando continuamente da un blog all'altro, dalla nostra bacheca di facebook a quella dei nostri amici, dall'account di posta all'iscrizione a forum, newsletter, newsgroup e chat? Io penso che sia la voglia di sapere (conoscere i minimi particolari di tutto, la ricerca di informazioni, anche quelle banali, anche di gossip). E poi c'è l'altra cosa: il potere di poter essere chiunque si voglia.
Eh già! Anche i commenti di questo blog molto spesso sono firmati da anonimi, da persone che, da dietro lo schermo di un computer, possono scrivere qualsiasi cosa, offendere o esaltare chiunque, ma soprattutto, ESSERE chiunque.
Basta fare un salto in un forum per incontrare personaggi come: bimbapazzerella, monellina84, gothic_death73, superdotato69, emo45, vegano incacchiato (eh si, anche lui!) - firmarsi con un nome diverso dal proprio ci dà un potere enorme, il potere dell'invisibilità. Chi non vorrebbe avere questo potere? Si può fare di tutto quando si è invisibili; quando si è sicuri che l'altro non ci riconoscerà si può scrivere di essere più giovani, più grandi, più magri, più belli, sembrare più volgari o vissuti... insomma, quella dell'invisibilità è un caratteristica che solletica tutti!
Tutti prima o poi, navigando su internet, ci siamo trovati a parlare con qualcuno di cui non conoscevamo praticamente nulla se non il nick. E chi ci garantisce che dall'altra parte ci sia veramente la stessa persona con cui pensiamo di dialogare?
E l'invisibilità disinibisce, libera pulsioni sessuali e porta in siti dove si può osare, uno per tutti chatroulette; lì, armati (ma non necessariamente) di cam, ci si contatta e, senza troppe parole, ci si guarda in tutta libertà di spogliarsi ed esibirsi. Sino a che l'invisibilità non reca molestia, ognuno è libero di spingersi quanto vuole, c'è sempre una X bianca in un quadratino rosso che permette di interrompere performances di varia natura. Quando la molestia giunge, subentra il trauma - e nulla garantisce che la parte traumatizzata non abbia meno di diciotto anni.
Nulla impedisce che in queste chat, adulti licenziosi vadano a caccia di minori e però, a tutti i ragazzini gli adulti hanno insegnato di non andare in certe periferie o nei quartieri malfamati o nei parchi frequentati da gente di malaffare.. chi insegna oggi agli stessi ragazzini, di evitare certe chat che al confronto il Bronx di notte è una nursery?
E però il punto è un altro: è piacevole l'invisibilità del diventare altro da sè, al di là dei facili moralismi di chi immagina il sesso casto per gli altri e sadomaso per sè.


A proposito di invisibilità molesta e del web come luogo pieno di insidie, ecco un servizio delle Iene su internet e pedofilia:
E per chi non sapesse cosa sia chatroulette, ecco un secondo servizio delle Iene

FO  e GD