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martedì 22 ottobre 2013

Tema: Il pallino

Svolgimento


L'informatica e io. Non potrei definirlo amore a prima vista ma necessaria conoscenza. Apprezzo il vantaggio di potere mandare mail in diretta dall'altra parte del mondo, di frugare tra tutte le cose che non so e che vorrei sapere. Entro su Internet e vedo il mondo, posso cercare tutto quello che voglio conoscere e lui mi risponde. Un muto e tranquillo amico conoscitore completo a 360 gradi, sempre disponibile.
Ma quando entro su Facebook lì vedo: te e te e te.
Posso chattare con la mia vicina di casa che potrei aprire la porta suonare il campanello ma non sarebbe la stessa cosa.
Posso trovare te compagno di scuola che non ti vedo da vent'anni che mi stavi sul cazzo ma qui adesso posso dirti che ti voglio bene.
Posso dirti amica cara che sono bionda che ho perso venti chili e che il mio uomo mi ricopre di mille attenzioni.
Posso dirti che sono felice mentre mi soffio il naso e ho gli occhi rossi che abito in una mega villa mentre ti scrivo da un monolocale che Silvio Pellico riconoscerebbe.
E poi ci sta il pallino che è una droga... ho bisogno di lui, ho bisogno di te, di tenerezza, delle tue coccole e ho bisogno del tuo pallino.
Prima della rivoluzione telematica  si diceva ha  il pallino per l'antiquariato, per il modellismo, per la pesca.
Io ho il pallino per le scarpe e le borse, ma il pallino mio preferito è quello verde che  ricorda il colore del semaforo quando puoi passare.
Sto parlando di quel punto piccolo di colore verde, quello vicino alla foto della tua amica o del tuo amico. Accendi il pc, ti colleghi su facebook e entri in chat e cerchi il pallino.
Vicino ai nomi di alcuni dei tuoi amici feisbucchiani ci sta un pallino verde. Non tutti i pallini sono uguali; di alcuni se ci stanno o non ci stanno non te ne frega niente, altri pallini sono importanti e poi ci sta lui, il tuo pallino preferito. Quando c'è il puntino verde  sta a significare che la persona è on line, nel caso di sua assenza che non ci sta.

giovedì 13 ottobre 2011

Tema: il potere dell'invisibilità


Svolgimento

Cos'è che ci piace di Internet? Perchè passiamo ore e ore davanti lo schermo del nostro computer saltellando continuamente da un blog all'altro, dalla nostra bacheca di facebook a quella dei nostri amici, dall'account di posta all'iscrizione a forum, newsletter, newsgroup e chat? Io penso che sia la voglia di sapere (conoscere i minimi particolari di tutto, la ricerca di informazioni, anche quelle banali, anche di gossip). E poi c'è l'altra cosa: il potere di poter essere chiunque si voglia.
Eh già! Anche i commenti di questo blog molto spesso sono firmati da anonimi, da persone che, da dietro lo schermo di un computer, possono scrivere qualsiasi cosa, offendere o esaltare chiunque, ma soprattutto, ESSERE chiunque.
Basta fare un salto in un forum per incontrare personaggi come: bimbapazzerella, monellina84, gothic_death73, superdotato69, emo45, vegano incacchiato (eh si, anche lui!) - firmarsi con un nome diverso dal proprio ci dà un potere enorme, il potere dell'invisibilità. Chi non vorrebbe avere questo potere? Si può fare di tutto quando si è invisibili; quando si è sicuri che l'altro non ci riconoscerà si può scrivere di essere più giovani, più grandi, più magri, più belli, sembrare più volgari o vissuti... insomma, quella dell'invisibilità è un caratteristica che solletica tutti!
Tutti prima o poi, navigando su internet, ci siamo trovati a parlare con qualcuno di cui non conoscevamo praticamente nulla se non il nick. E chi ci garantisce che dall'altra parte ci sia veramente la stessa persona con cui pensiamo di dialogare?
E l'invisibilità disinibisce, libera pulsioni sessuali e porta in siti dove si può osare, uno per tutti chatroulette; lì, armati (ma non necessariamente) di cam, ci si contatta e, senza troppe parole, ci si guarda in tutta libertà di spogliarsi ed esibirsi. Sino a che l'invisibilità non reca molestia, ognuno è libero di spingersi quanto vuole, c'è sempre una X bianca in un quadratino rosso che permette di interrompere performances di varia natura. Quando la molestia giunge, subentra il trauma - e nulla garantisce che la parte traumatizzata non abbia meno di diciotto anni.
Nulla impedisce che in queste chat, adulti licenziosi vadano a caccia di minori e però, a tutti i ragazzini gli adulti hanno insegnato di non andare in certe periferie o nei quartieri malfamati o nei parchi frequentati da gente di malaffare.. chi insegna oggi agli stessi ragazzini, di evitare certe chat che al confronto il Bronx di notte è una nursery?
E però il punto è un altro: è piacevole l'invisibilità del diventare altro da sè, al di là dei facili moralismi di chi immagina il sesso casto per gli altri e sadomaso per sè.


A proposito di invisibilità molesta e del web come luogo pieno di insidie, ecco un servizio delle Iene su internet e pedofilia:
E per chi non sapesse cosa sia chatroulette, ecco un secondo servizio delle Iene

FO  e GD