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venerdì 14 febbraio 2014

Tema: Tavolo prenotato al 25

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


Ci sono modi e modi per pronunciare la parola amore, ma nessun modo riesce a spiegare con chiarezza il modo in cui amo te, Claudia. Serate come questa ci riusciranno forse, ma sono qui da ore, sotto a questo portone, e superata la tempesta riprenderò la strada e ingannerò il tempo parlando dei nostri segreti.
Fare il sostenuto come sempre, del resto, a che serve. Stavolta non mi perderò a straziarti e ti ritroverò, come sempre, con un sorriso spaventata. E’ San Valentino, Claudia, per San Valentino non ci sono ostacoli; perché hai paura?
Lo hai detto: “non c’è catena che trattiene i nostri respiri”.
Ho risposto: “Non voglio perderti!”.
Lo hai detto: “Sono semplicemente fatti, Alfredo. Sveglia! Uno più uno non sono mai una strada, ma parallele che non s’incontrano. Devi capirlo!”.
Ti ho guardata. Non ho risposto. Non dovevi parlare.

venerdì 8 giugno 2012

Tema: La città perfetta


Svolgimento

"Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse":

"Com'è morto?"

"Gli è scoppiato il portafogli".
(Marcello Marchesi)

Succede che un bel giorno ti svegli e ti trovi in una città perfetta. Tutto funziona a dovere e tu non vieni considerato un numero. Al mattino non cammini in fretta, perché se fai tardi nessuno ti rimprovera.
Anzi, piuttosto se fai tardi vieni pure coccolato. Per strada tutti ti salutano e tu ricambi affabilmente. Volti l’angolo e il barista ti rincorre trafelato. Tu penserai che [...] si sarà sentito snobbato, stamattina, data la tua assenza dal bar. Invece lui non avendoti veduto ha pensato tu stessi poco bene e avendoti poi intravisto di striscio (dalla sua vetrina) s’è rincuorato, poverino, ed ora ha per le mani un caffè fumante e un cornetto appena sfornato e vuole offrirli a te. Nei giardinetti, anche lì tutto è perfetto. Nessuna foglia cade o ti scricchiola seccamente sotto alle suole. Il vialetto è pulito e gli uccelli ti cinguettano al passaggio e nessuno di loro che ti faccia piovere in testa qualche suo bisogno dal cielo. Alcuni cani randagi, di taglia diversa, ti seguono scodinzolanti, annusano e sono giocosi, ma neanche loro ti disturbano.
E non è una tua impressione che i bambini con le loro cartelle non ti urtino correndo, perché evitano accuratamente di occupare lo spazio di quel binario invisibile che tu in genere percorri di corsa, come un treno sbuffante, almeno fino al giorno precedente, scontrandoti col mondo e con te stesso.
Anche il sole fa la sua parte, riscalda ma senza farti sudare. E poi succede che camminando ancora non arrivi dove dovresti arrivare e tutt’assieme ti infastidisci, nonostante ti salutino, che le foglie non cadano, che i bambini non ti urtino, che il sole non faccia sudare e che in ufficio non s’incazzino per il tuo ritardo. Cammini e non arrivi, nella città perfetta, quella dove non sei affatto un numero e che tu affabilmente ricambi sorridendo e correndo sbuffante come un treno che non arriva mai. Poi, capisci. Forse sei tu perfetto o impeccabile? No, non lo sei ... però vivere in una città perfetta servirà solo a ricordartelo.... un pochino, in ogni momento.


TOGA