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mercoledì 1 febbraio 2012

Tema: Teoria pratica del colpo di fulmine (ottava puntata)


Oh Romeo, Romeo!... (Oh, Giulietta, Giulietta!...)


Cambia l’epoca ma lo stile resta il solito. Il rapporto difficile, tormentato, assoluto e assolutamente pericoloso, è il preferito a tutte le latitudini e in tutti i periodi storici. Di certo ci sarà stato anche un Velociraptor che si sarà innamorato di una Diplodocus (chissà perchè, il carnivoro era lui).
Ma qui parliamo del culmine dell’idiozia amorosa, che porterà – tanto per cambiare – alla tragedia. Il nostro avrebbe potuto impalmare qualsiasi bella ragazza della sua città: servetta, nobile, ruspante o di gran casato, purchè non si trattasse di una Capuleti.
Ah, se non ci fosse stato di mezzo, fin dalle origini, il gusto per il proibito! Se il baco della mela l’uomo non ce lo avesse fin dalla notte dei tempi, ma nel cervello!
E se magari Cupido non fosse parte di questo progetto di rovina globale, pure lui cieco e arrabbiato per la bruciatura di Psiche! (suvvia, in fondo, tutto sto casino per una goccia d’olio bollente!). E giù, dunque, a lanciare dardi a casaccio su Verona …


giovedì 19 gennaio 2012

Tema: Teoria pratica del colpo di fulmine (quarta puntata)


Ulisse e Penelope


Passata alla storia come donna paziente e innamorata, in realtà la regina di Itaca era una femmina assai scaltra. Visse da colf giusto i primi tempi del matrimonio ma poi il destino benigno la strappò da questa condizione infausta, spedendole il coniuge – giovane senza fissa dimora – prima ad abitare nella pancia di un cavallo e poi a fare lo scafista su e giù per il Mediterraneo. E mentre il nostro eroe arrancava qua e là, respinto da decreti legge olimpici, mai votati all'unanimità ma sempre vincenti sulla fiducia, nostra signora di Itaca passava il tempo come ogni regina, portando il pargolo Telemaco in scuole esclusive, frequentando saloni di bellezza e terme, e giocando a Burraco con le amiche. In mancanza del re suo marito, nessuna cerimonia sfibrante, nessun banchetto da preparare né piatti da lavare. A lei bastava un tramezzino con le olive nere e la cipolla, ché non aveva mai avuto simpatia per l’arte culinaria, e del resto era sempre a dieta. Dopo qualche anno, dal momento che la sua isola era abitata solo da guardiani di pecore e porci, tutti più che settantenni, fu presa dalla noia e decise di dare un party per alcuni amici gay, così da divertirsi senza correre pericoli, che se poi Ulisse veniva a sapere che si trattava di vitelloni giovani e pimpanti, era capace di tornare. Ma si sa, anche Ermes era invecchiato e diventato mezzo orbo, e così non capì bene la scritta sugli inviti.
E fu così che arrivarono i Proci.

mercoledì 14 dicembre 2011

Tema: teoria e pratica del colpo di fulmine (Prima puntata)

Ovvero…l’ arte pazzesca dell’innamoramento

Colpo di fulmine:
Elettrico per definizione e rapido per antonomasia, fa stare male causando ustioni, bruciature, spesso lesioni permanenti … perfino la morte. Nonostante questo, tutti prima o poi lo provano e molti passano perfino la vita ad aspettarlo. Scombina sempre lo status precedente, prende prigionieri, strapazza tutti e spesso non è neanche corrisposto. E’ prevedibile? E’ evitabile? Si possono in qualche modo limitare i danni che crea?

Prima teoria:

In principio era il caos, ma in un angolo, pensoso grave e con la barba bianca, c’è un Dio che sprizza energia al punto che gli esce pure da sopra la testa, e non sa dove andare a metterla. Guarda qui, guarda là. Ha già inventato la terra, ci butta sopra un po’ d’acqua e dunque inventa anche il fango, è proprio lì a portata di mano. E se facessi qualcosa che mi somiglia? Oggi mi sento più creativo del solito. Ecco l’uomo. Dio è contento, ma la sua creatura è l’ingratitudine fatta persona. Passa un po’ di quello che noi adesso chiamiamo “tempo”, e Adamo si ritrova abbattuto e strano, con il morale sotto le piante dei piedi. “Uffa” sbuffa e guarda in terra. E’ triste. “Ma figlio caro, guarda che meraviglia, hai il sole, le stelle, le piante, guarda il mare, è tutto tuo, possibile che non sei contento…”, dice Dio come un padre che nell’anno 2011 mostri al figlio l’Iphone e l’ Ipad che gli ha appena comprato. Ma per Adamo restava qualcosa di indicibile e sospeso, davvero una brutta sensazione, un groppo che non andava né su né giù, la mancanza di qualcuno che ancora non c’era, ma che andava creato al più presto. Dio ne ebbe pietà, anche se probabilmente pensò “Figliolo, non vivrai abbastanza per arrivare a pentirtene come si deve”, e fece anche male ad Adamo, quando gli tolse una costa invece di prendere il solito fango - ce n’era ormai in abbondanza perché nel frattempo aveva creato anche la pioggia - così che non smettesse mai di ricordarsi del giorno in cui aveva creato per lui la donna. “…te la sei voluta, ma vedrai quanto ti costerà… e ringraziami, che la parte peggiore te la voglio risparmiare: i figli li farò fare a lei”