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giovedì 28 novembre 2013

Tema: Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli - Neo Edizioni

Sez. Gli Amici della Maestra
Svolgimento



Se non vi piace Corradino, siete in compagnia: neanche a me piaceva il mio nome, e per qualche tempo m’ero illuso di poter essere chiamato con qualsiasi altro fosse garbato a me. Corradino era sempre meglio di Scrofa, ma nella prima infanzia di Lavinia nessuno si sognava di chiamarmi così, e a me proprio non andava giù che mi avessero battezzato con questo nome così strano e così lungo, che nessun altro all’asilo portava. L’unico nome che avrei amato meno del mio era Stelvio, perché all’asilo c’era un tizio insopportabile che si chiamava Stelvio. Questo bambino Stelvio aveva una testolina a pera che faceva pensierini a pera. Non solo gli era stato appioppato quel nome abbastanza ridicolo ma, siccome aveva appena compiuto gli anni, passava il tempo a domandare a tutti gli altri bambini quanti anni avessero, e se dall’oggi al domani le età non cambiavano faceva seguire il suo sconcertato commento: “Ma come, sempre tre?”, “Sempre quattro?”. Di giorno in giorno il bambino Stelvio domandava l’età agli altri bambini assumendo sempre più un’aria di superiorità. Doveva essersi convinto che cresceva solo lui, il cretino, finché non cominciarono ad arrivare, a poco a poco, i compleanni degli altri a normalizzare la situazione. 
Altro nome dell’asilo che non avrei mai voluto avere, ma per motivi opposti, era Eligio: l’Eligio mi faceva pena. Era uno scricciolo con un grande neo sulla tempia sinistra. Una mattina era venuto in ritardo, accompagnato dal papà, che nel cortile, davanti a tutti, aveva scartato per lui una succosa gomma da masticare, rosea e compatta, che al solo vederla mi aveva fatto venire l’acquolina. Senonché, pochi istanti dopo, passata di mano l’Autorità dal padre alle suore, la truculenta Suor Rosa Tutta Spine s’era avventata su di lui come uno spauracchio di stoffa nera e gliel’aveva fatta sputare prima ancora che potesse cominciare a gustarla.