Svolgimento
Arrivare sino al bordo del marciapiede tutto sommato è stato facile, ma adesso?
Un fiume di asfalto malinconicamente grigio a temperatura da altoforno separa la sponda origine X dalla sponda obiettivo Y.
Nessuna presenza di un semaforo pedonale, l’unico sostegno mi viene fornito da uno sfumato chiaro scuro vagamente regolare, strisce orizzontali che hanno timidamente preferito mimetizzarsi che apparire nella loro istituzionale presenza.
Le punte delle mie scarpe sono allineate al limite del marciapiede, i talloni dritti, le spalle rigide, collo e testa protesi in avanti, un periscopio che si muove nervosamente a cercare indizi e tracce che mi permettano di scegliere l’attimo T1 in cui iniziare la mia traversata.
Delle braccia non so esattamente che farne, robuste mani che tanto mi sono state d’aiuto adesso sembrano avere perso qualsiasi utilità, timidamente tento un gesto di segnalazione della mia presenza, ma quello che viene fuori somiglia più a una resa incondizionata, i miei aguzzini rimangono insensibili e trovano più semplice ignorarmi, eliminando la mia fastidiosa presenza dal loro campo visivo premendo rabbiosamente sul pedale dell’acceleratore.
