Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post

venerdì 22 novembre 2013

Tema: Intervista a Dio

da Abattoir
Svolgimento

Avvolto in una nube di fumo, con ai piedi delle ciabatte a forma di arca, Dio mi accoglie nel suo studio di via Crucis 17. Mi fa accomodare in una poltrona in pelle da Papa. Accanto ad essa c’è un tavolino, su cui sono poggiati degli strani oggetti: una lampada che sembrava fatta di pelle umana tatuata, un volume dal titolo “Il diluvio universale per imbecilli”, un calendarietto da scrivania con immagini osé delle veggenti di Medjugorje e il dvd de “L’Esorcista – versione integrale”.
Per mettermi a mio agio, mi assicura che non verrò benedetta con qualche piaga o malattia incurabile al mio ritorno a casa. Vista la fine atroce dei suoi prediletti, mi sento fortunata. Apro il mio taccuino. Click. La penna mi cade dalle mani ed esclamo: ”Oh Santo Dio!”. “Oui, c’est moi!”, risponde lui. Cominciamo bene, almeno è un Essere spiritoso in puro spirito.
Gli chiedo se può gentilmente spegnere il sigaro cubano perché non riesco a distinguere i contorni della sua sagoma con tutto quel fumo. Sua Immensità scuote il capo, ricordandomi che preferisce restare anonimo.

Attenzione:
durante questa intervista non c’è pericolo che si manifesti Satana,
in quanto è impegnato in un Congresso Eucaristico in Vaticano,
dove presenterà il suo saggio dal titolo “ Vade Retrò – Papa vecchio fa buon brodo”.


martedì 1 novembre 2011

Tema: Il gossip come racconto del quotidiano

Procedo per suggestioni. In questo caso del post precedente di Federico, il quale mi ha fatto pensare a come oggi il racconto del quotidiano si sia fatto gossip e come anche il gossip vada compreso e interpretato.

I divi di Hollywood segnano il passo e la fine del divismo, coincisa con il successo dei reality show, ha lasciato molti giornalisti e le loro rubriche settimanali vuoti di notizie. La generale mancanza di argomenti, ad uso e consumo del viaggio in ascensore o in autobus, ha subito una inflazione drammatica: non si può più accontentarsi della perdita delle mezze stagioni, quando per un acquazzone solo più duraturo di una puntata di Beautiful si contano otto morti e altrettanti dispersi. Quella che il profetico Debord con il suo libro "La società dello spettacolo" aveva preannunciato alla fine degli anni sessanta è diventata qualcosa al di là delle pur catastrofiche sue previsioni: uno strumento elettorale in grado di anestetizzare milioni di elettori, trasformatisi in "popolo sovrano" solo per il televoto con chi far restare o meno qualcuno in una casa finta o su un'isola deserta a perdere chili. Oggi ci occupiamo con maggior interesse di ciò che c'è dentro le labbra rifatte di una sottosegretario piuttosto di quello che da quelle labbra fuoriesce. Siamo tutti potensiali protagonisti di una puntata di Porta a Porta e per terrore dei Ris di Parma io ad esempio ho aumentato la frequenza con la quale passo l'aspirapolvere tra i cuscini del divano: non vorrei mai scambiassero briciole di una patatina per resti del DNA di una mia probabile vittima! Casa mia poi è perfetta per farne un plastico con tanto di criminologo a motivare i miei istinti con la scelta di un determinato parquet piuttosto che di una tinta del corridoio per il bagno! Ognuno di noi non è immune dal sospetto, non è al riparo dal vedersi sulla prima pagina di un settimanale in una foto con le dita nel naso o con i pantaloni larghi di una tuta che ci fan sembrare più grassi o fuori forma. Ci siamo ridotti a istruire il nostro quotidiano sulla base del nulla che avanza, dell'edulcorante e pietosa bugia piuttosto che della triste realtà. Abbiamo delegato al gossip un potere rappresentativo più illuminante che dei curricula riscritti grazie ai buoni consigli di un cacciatore di teste, o di talenti che dir si voglia. Dunque, prima di cedere a qualche istinto omicida, prima di dar confidenza ad una vicina che rischia di diventare consulente fissa di Barbara D'Urso nel domandarsi il perchè di vostri inconsulti gesti, ricordatevi di prendere confidenza con le regole fondamentali del "racconto" contemporaneo!
Occorre sapersi destreggiare in un frasario codificato ad uso e consumo non solo dei lettori, ma anche per venire incontro agli autori degli stessi, spesso in bilico tra contratti con PR, restrizioni editoriali, o vere e proprie minacce! Non mancano gli esempli esplicativi....Ad esempio: