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giovedì 3 ottobre 2013

Tema: Ombra Bianca di Cristiano Gentili, Ota Benga edizioni

Sez. Gli amici della Maestra
Svolgimento




Poi nacque Lei

Il corpo della madre si aprì per farle strada alla vita. I vagiti furiosi trapassarono la porta di lamiera della capanna e giunsero fino al cortile gremito. Una nascita era sempre un evento che coinvolgeva l’intera comunità dell’isola di Ukerewe; un fazzoletto di terra pianeggiante con un tripudio di sfumature dal verde mela al verde smeraldo, incorniciata dal blu intenso del Lago Vittoria.
Il nostro spicchio di cielo a terra, pensò Sefu, il padre della neonata, in attesa che la porta di casa si aprisse.
Il tempo passava, e la porta restava ostinatamente chiusa. Si era nella stagione delle piccole piogge, quando il tempo è volubile e capriccioso. Era quasi il tramonto, e l’aria fresca s’imbeveva della luce rossastra degli ultimi raggi di sole; tuttavia Sefu respirava l’odore inconfondibile della pioggia. Presentiva che il buio delle prime ore della notte avrebbe generato, con l’aiuto dei venti monsonici, i grossi grappoli di nubi che all’alba avrebbero riversato a terra l’acqua proveniente dall’Oceano Indiano.
A un tratto la porta della capanna si aprì e una donna fece cenno a Sefu di entrare. Sul cortile scese la quiete. Lui oltrepassò la soglia di casa e il sorriso gli morì sulle labbra. Vide sua figlia dormire nuda su una stuoia. Sbarrò gli occhi e si afferrò i capelli con entrambe le mani. Il corpo paralizzato, gli occhi ipnotizzati dal corpicino che volle toccare con un dito auspicando fosse una sua fantasia. Era invece indiscutibile. Benché fossero trascorse alcune ore dalla nascita, la pelle di sua figlia era lattea come quando dalle acque del ventre di sua madre era venuta alla luce. È un’ombra bianca, continuava a ripetersi e a negarselo.
Nella capanna l’aria era impregnata di un silenzio mortale.