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domenica 27 gennaio 2013

L'odore dei pomeriggi (quando li butti via) - Parte due

Svolgimento


28 dicembre 1994

«Oh? Oh! Siamo in ospedale. Apri gli occhi» - sentivo la voce  impaurita di Irene, ma non riuscivo a capire da che parte venisse. Avete presente quella funzione presente nell’autoradio, che vi permette di selezionare quale delle casse deve avere più potenza, se la destra o la sinistra? Ecco, sembra ci sia qualcuno a cui questa funzione piaccia così tanto da bloccarsi, autisticamente parlando, a pigiare il tasto spostando continuamente la voce di Irene dall’orecchio destro a quello sinistro. Ecco che il mio equilibrio va a puttane e mi lascia immobile e probabilmente con la perenne impossibilità di issarmi su questo lettino. Ci provo, ma con risultati più che irrilevanti. Capivo d’essere steso, ma era come se non comandassi nessuno dei miei muscoli, la mia volontà. «Mi senti? Riesci a sentirmi? OH! Toglimi da questa cosa, non riesco a muovermi!» - tentai di parlare, ma non mossi neanche le labbra. “Cosa mi sta succedendo? Oh, Cristo, che mal di testa”. I miei mal di testa sono complicatissimi perché, oltre a succhiarmi il cervello, mi rendono quasi paralizzato. Ciò significa che non posso fare alcun movimento, altrimenti finisce che dalle tempie passa agli occhi e dagli occhi passa alla faccia e mi fa male tutto, quindi conati di vomito, conati di tutto ciò che può uscirmi dalla bocca e dal naso. Vabbè. «Fatemi uscire da qui!» gridai. «Ma come ti dimeni! Sta calmo, no? Fai scappare tutti i pesci. Tieni quella canna e fa’ silenzio; e poi, da dove diavolo vorresti uscire?!» - Era mio padre. Ed io riuscivo a muovermi. “Ma come c’è finito mio padre qui? Che poi mio padre è morto dieci anni fa, impossibile che sia ancora qui a rompere, pace all’anima sua”. Non eravamo in buoni rapporti, ma quantomeno scambiavamo due parole e qualche litigio, quando non ci dicevamo che ci mancavamo a vicenda. Qualche mese prima di morire, lo portammo in ospedale perché stava male, affermava di non star bene e che mia madre continuava a dire che aveva le fissazioni. Mi scappò una risata al pensiero, ma, povero papà, mia madre, quando voleva, sapeva essere più rompipalle di lui. Dimagriva in continuazione. In effetti, gli diagnosticarono un tumore ai polmoni e questa fu la scusa per continuare a fumare quelle dannate sigarette secche e lunghe da zoccola, che pian piano lo portarono via con loro su un posacenere. Cioè, lui ha un’urna. Comunque sia, morì e io, adesso, non ci capisco più nulla. «Cosa ci fai tu qui?» - chiesi sbalordito - «Cosa vuoi che ci faccia qui? Siamo a pesca. Ma vuoi calmarti, faccia da scemo? Se continui così dovrò darti una dose di calmante, amore. Amore, riesci a sentirmi? Devi girarti su un lato. Aspetta, ti aiuto io. Dottore, ma cosa gli succede? FACCIA QUALCOSA» È Irene. E, Dio, se non ha le mani ghiacciate. Mio padre era scomparso e adesso stavo annegando in un mare viola. Era enorme; e nessuna terraferma alla quale aggrapparmi, questa volta. Più mi muovevo o tentavo di nuotare, più annaspavo e respiravo male, ingollavo quella roba viola ed era amara come il fiele. Un’onda enorme prendeva la rincorsa verso di me e d’un colpo ci fu un gran casino di viola, giallo; animali marini scappavano a destra e a manca. Il fondale era giallo, ricco di conchiglie, alghe, mine, palloni bucati, preservativi. Era una discarica! - che schifo - Una discarica. Sentivo che la dose d’aria stava andandosene a quel paese, mi bruciavano i polmoni come se qualcuno li stesse punzecchiando con tizzoni ardenti; stavo per scoppiare, io lo sapevo. Mi sentii tirare con forza verso l’alto e mi mancò il respiro. Fuori dall’acqua urlai dal dolore e vidi una luce straziante. Mi sentivo piccolo e nudo. Urlavo.

giovedì 20 dicembre 2012

Tema: Almanacco del giorno prima (20 dicembre 2012)

Sez. Apocalisse
Svolgimento

1000 gradi. Rovesci. Fulmini e pioggie. Frane, maremoto, eclissi, eruzioni. Possibilità di terremoti.È la fine! le  mie ultime 24 ore e questa notte finirà e dovrei... 
Dovrei dirgli che se lo dovessi incontrare in questa ecatombe cambierei valle.Non è stato facile andare via... altro che fine del mondo! 
"Tu per me sei morto!" oddio adesso lo sarai, lo saremo per vero, allora? 
Non voglio incontrarti in un'altra morte. 
E si scatena l'Apocalisse dove ho cercato numeri nascosti tra le righe e significati reconditi, ho cercato cavalli e ne ho scoperto i colori.

Non ti preoccupare si scateneranno le forze della Natura, si manifesteranno, si apriranno i cieli. Zitta! Dio ti ama. Scegli me! Scegli me! Scegli noi! 
Quanti segnali incompresi, odio, guerre, libertà ne abbiamo bruciato il senso. 
Chiedo aiuto e il mare che ho tanto amato, ora mi fa paura, sono le acque di Mosè?  Cerco di scappare dove? in un altro mondo? mi giro vedo il cielo profondo e nero davanti a me e una gigantesca palla che gira; cos'è ? e poi vedo tante palline, beh saranno i pianeti ? 
Il mondo non c'è più, lo dicono i Maya, lo dice il telegiornale. 
Il mio mondo sei tu...a chi l'ho sentita dire questa frase?
E poi, di botto, io il mondo l'ho sentito sotto ai piedi, e tu solo una meteora. 
Fisso un punto dell'orizzonte e volo ; una luce si mostra tra me e una scia e si staccano milioni di piccole stelle, frammenti di corpuscoli celesti

Saremo creature nuove, non temere risorgeremo, ci eleveremo e torneremo alla casa del Padre che non ci dirà di no. 
Sprofonderemo tra vapori... mica devo fare una sauna? Prendo il costume poi si vede. Dio mi ama e si squarceranno i cieli e l'odore di fumo invaderà la terra, fulmini cadranno e acque si alzeranno ma ci salveremo. 
Dio ci ama con l'utero, l'ha detto padre Francesco - che continua a guardarmi a suo modo, un modo strano-. Non la pensa così la signora che sta davanti a me che si gira a fissare il mio palteau con insistenza e si chiede dove l'ho comprato - secondo lei il mondo non finirà - Stai attenta, ascolta! 
Dalla fine del mondo rinasceremo, e rinasceranno tutti i morti, si apriranno le tombe e si alzeranno spiriti, angeli arriveranno a schiere, saremo liberati da pesanti catene... senza rovesci, scarsa possibilità di piogge, nubi minacceranno quegli stessi cieli devastati (dal meteo del 20 Dicembre 2012).