Svolgimento
Eccolo, il mondo spicciolo, quello delle sei di mattina. Siamo in pochi, infreddoliti, nella notte più scura perché è quella che viene prima dell’alba. Dannato lavoro, ma bisogna pur averne uno quando si è svegli. Ma se l’uomo fosse fatto per svegliarsi così presto, il buon signore ci avrebbe dato degli occhi apposta per vederci anche al buio, ma non li abbiamo, quindi credo che sia fondamentalmente sbagliato e contro natura alzarsi a quest’ora del mattino o della notte.
Sono fermo alla fermata dell’autobus. Una fermata che esiste solo perché sulla strada, in mezzo agli alberi e in mezzo al nulla di una campagna monotona e selvaggia, qualcuno ha piantato un cartello con sopra scritto “FERMATA” e un paio di orari nemmeno tanto rispettati. Nessuna panchina, nessun riparo dalla pioggia, nessun rialzo, nessuna voglia di andare al lavoro. In mezzo al freddo e in mezzo al nulla. La cosa che mi stupisce delle sei di mattina è che in giro ci sono un bel po’ di uccelli, tutti in giro, tutti in alto a fare i fattacci loro, ma cosa ci trovano di bello a cinguettare e fare versi, lo sanno solo loro. Io alle sei di mattina non cinguetto, non parlo, sono una fottuta scimmia spelacchiata e le scimmie vanno a banane, si spulciano, si arrampicano, fanno cose stupide, molto dopo le sei del mattino. Darwin dixit.
Fatto sta che in questa fermata dell’autobus, ci siamo io e una signora, forse sulla quarantina, intabarrata, infreddolita come me, ben truccata ma con gli occhi spenti. Facile che per truccarsi bene si sia alzata anche due ore prima di me, che tanto a me basta bagnarmi la pellaccia con un po’ di acqua fredda e strofinarmi un po’ gli occhi con dell’acqua ancora più fredda. Se ne sta lì al mio fianco, forse stiamo aspettando il buon Godot, che forse sta viaggiando col servizio nazionale dei treni e non ha beccato nemmeno una coincidenza, che forse nemmeno esiste in quanto solo personaggio teatrale, che nemmeno si degna di comparire nel suo spettacolo. Aspettiamo la corriera per andare nella grande e piena di vita, città.

