Visualizzazione post con etichetta Chandra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chandra. Mostra tutti i post

lunedì 29 aprile 2013

Tema: Ganesha e la Luna

Svolgimento
La luna si è levata da un po’, una bella falce crescente con la sagoma tondeggiante che guarda verso destra. Era ora di accendere il braciere, quello grande e pesante di ottone; lo riempì con nove tipi di legno diverso, come vuole la tradizione. Si sedette, lasciò ai ragazzi il tempo di mettersi comodi sui cuscini attorno al fuoco e accennò quasi distrattamente: “Oggi vi racconterò una storia”.

- Tanto tempo fa, in India, c’era un giovane dio di nome Ganesha: è un ragazzo simpatico e paffuto, ha una testa di elefante, cavalca un topolino di nome Mushika, ed è Colui che rimuove tutti gli ostacoli, il Maestro di tutti gli esseri, il Signore delle schiere celesti. È molto amato da tutti ancora oggi, e i suoi fedeli sanno che le sue offerte predilette sono dei dolcetti fritti che si chiamano modak: sono fatti con farina di riso e ripieni di cocco grattugiato. Il Signore Ganesha è molto goloso, ha un appetito immenso, e si dice che quel bel pancione che gli vale il nome di Lambodara possa contenere non solo il nostro universo, ma interi universi; una sera divorò una quantità enorme di modak e, siccome si sentiva un po’ appesantito, pensò di andarsi a fare una passeggiata a cavallo del suo topo per muovere un po’ la digestione. La notte di luna piena era piena di profumi di fiori, una brezza leggera soffiava, e Ganesha si stava divertendo molto quando un cobra si eresse impettito davanti a lui, col cappuccio aperto e soffiando minaccioso. Mushika si spaventò terribilmente, povero topino, e cercando di scappare disarcionò Ganesha che rotolò a terra, battendo proprio la pancia. Fu un disastro: lo stomaco esplose e i modak si rovesciarono dappertutto, come i semi di una melagrana spaccata. Che fare? Di sicuro Ganapati è un dio troppo intelligente per arrabbiarsi per una sciocchezza, e con grande senso pratico si rimise i dolci nella pancia, agguantò per il collo il cobra e se lo annodò in vita facendone una cintura. Riprese la sua passeggiata notturna, ma udì una grande risata venire da dietro le sue spalle.