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mercoledì 24 aprile 2013

Tema: Ruzzle me.

Svolgimento


All’inizio facevo 120 punti al primo turno, 200 al secondo e 600 al terzo.
Perdevo con chiunque. Non vedevo proprio le parole.
Poi ho cominciato a beccare al volo Arso Arsi Orsi Orso Rode Resa Era Ero.
Sono passato a 250-350-800.
Mi sono concentrato sulle lettere con il raddoppio e il triplico.
Sempre che triplico si possa dire. Dirò. Dirai. Direte.
Ho scoperto Ara-Ari-Arai-Arati-Arata, un mucchio di punti facili.
Cercando di evitare che il ditone trascinasse dentro altre lettere facendomi perdere tempo.
Ho cominciato a vincere un po’ di partite, e cercato avversari più forti.
A un certo punto ho visto le doppie. Le doppie sono un filone d’oro.
Ressa-Rossa-Rosso-Osso-Fosso. Via così.
400-650-1200.
E ultimo, i participi presenti. Ceranti-Oranti. Roba così, che nessuno usa mai parlando.
Alla fine ho comprato la versione a pagamento, per vedere che paroleinfilano nel quadrato.
Leporine. Pirroli. Liriope. Ciriole.
Ma cos’ è? Dove le hanno prese?

domenica 3 febbraio 2013

Tema: Mollette

Sez. Fetish
Svolgimento


La spia che avrebbe dovuto mettermi in allarme fu il drastico calo delle mollette da bucato. Ero sicura d'averne il solito cestino pieno, ma d'improvviso un giorno, quando ancora avevo diversi calzini da stendere, mi ritrovai senza.
Che fine potessero aver fatto lo scoprì presto: una domenica mattina, di ritorno dalla messa. Mio marito era voluto rimanere a casa. "Va da sola Ermelinda" mi disse, "Mi sento lo stomaco gonfio, è meglio che resti a casa". Per carità, dissi io, è meglio sì. I soffitti della nostra Chiesa son belli alti, ma le correnti procedono solo in orizzontale. Era un attimo che mi toccava vergognarmi pure con le ragazze che stavano in prima fila per i canti! Lo lasciai a leggere un libro sulla solita poltrona. Credevo di ritrovarmelo lì al ritorno, appisolato con gli occhiali sul naso e un braccio penzoloni. Il soggiorno invece era deserto. Gli scuri delle finestre accostati. Sarà diligentemente andato a sprofondare sul cuscino in camera, pensai. Ma quel buio in piena mattina mi metteva ansia. Girando per far tornare la luce tra la cucina e il tinello fui allarmata da strani rumori. Il primo pensiero corse a dei ladri. Ecco, han visto le finestre chiuse, hanno creduto fossimo fuori casa e stan tentando il colpo. E quello stupido di mio marito a letto, pacifico e sordo. Afferrai il mattarello, con cui la sera prima avevo steso la pasta e che ancora era sul porta piatti ad asciugare, e mi feci coraggio.

martedì 15 gennaio 2013

Tema: (S)FORTUNA

Svolgimento

Camminava nel campo, accarezzando con la mano i fiori e i fili di erba e le canne che crescevano spontanee sotto il vento di scirocco. Si addentrò fino ad arrivare sotto il grande olivo, vicino alla casa dei nonni. Era il suo luogo preferito: cominciò a cercare con attenzione attorno al tronco, tra le fessure e vicino alle radici, finché non trovò un bel esemplare di scarafaggio. Lo prese dalle elitre e se lo mise sulle mani, osservandolo. Dopo averlo guardato estrasse dalla tasca dei suoi pantaloncini un paio di piccole cesoie, di quelle che sua madre usava per potare le buganvillee, prese lo scarafaggio e con un colpo secco gli recise la testa. Le prime volte l’esperimento non riusciva perché la testa si portava via pure il midollo, e lo scarafaggio moriva. Col tempo aveva fatto pratica, e aveva acquisito la precisione di un macellaio. Prese un piccolo contenitore di plastica fra i tanti ai piedi dell’albero, vi depositò il corpo ancora movente e posò il tutto fra gli altri contenitori: barattoli di nutella o marmellata, bomboniere gettate dalla madre, ognuno con il suo animale mutilato. Una lucertola con uno spillo infilato in un occhio che chissà come era ancora in vita, un’altra senza la zampa posteriore, un’altra senza quella anteriore, scarafaggi senza testa che camminavano ancora da chissà quanto tempo e farfalle senza zampette che non potevano più posarsi, e finivano per accasciarsi sfinite.