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sabato 16 novembre 2013

Tema: Vedovanza differenziata

Sez. Vintage
Svolgimento

Non è semplice, credetemi, la vedovanza. Una si affeziona al proprio postino, figuratevi all'uomo con cui ha vissuto per trent'anni. Mio marito non era una persona accomodante, ma fino all'ultimo mi ha voluto bene e mi ha portato rispetto. Non ho mai dovuto svuotare una sola volta il bicchiere con l'acqua per la dentiera: una sciocchezza direte voi. Una piccola carineria rispondo io. Credo sinceramente che la mattina che mi ha lasciata sola un pensiero a quel bicchiere l'abbia pure fatto. Rimase sul comodino tutto il giorno: capirete che trambusto quella volta. E poi la burocrazia, i parenti, i vicini, il parroco. Quando son tornata a casa e l'ho visto ancora al suo posto mi son dovuta reggere alla spalliera del letto. Poi arriva il momento in cui per un solo attimo ringrazi quasi il cielo di questi anni sereni: io e la mia gatta, che mi fissa compassionevole quando gioco a qualche solitario con le carte. Quel momento a me è toccato stamane, quando ho trovato la mia amica Gina ai cassonetti della raccolta differenziata infondo alla nostra via: stava strappando le pagine di un libro infilandole poi nella campana della carta. Le ho chiesto cosa stesse facendo. Mi ha risposto nervosa che era l'ultima volta che comprava qualcosa per averlo sentito dire in Tv. Dalla tasca del grembiule le spuntava una mascherina.


giovedì 31 ottobre 2013

Halloween Writing Contest - Tema: Thun in Tutù

Halloween Writing Contest 
Svolgimento

Da quando Miss Paola le aveva fatto quella promessa aveva perso dodici chili. Aveva rinunciato alla nutella, al kinder pinguì e al ragù della mamma. Quello che per farlo, la domenica, ci impiegava quasi tutta la mattina. Aveva spostato la casa delle bambole da camera sua e aveva lasciato il posto ad un tappetino, sul quale ogni mattina, prima di andare a scuola, faceva gli esercizi che le erano stati assegnati dall'insegnante di danza. Se fosse riuscita a perdere peso, se fosse riuscita a non sembrare un angioletto Thun, pacioccone, simpatico ma piuttosto sgraziato, avrebbe potuto stare in prima fila al saggio di Natale! Thun in tutù, proprio così la chiamavano le sue compagne del corso. Quando era più piccola non ci faceva poi tanto caso, anzi le piacevano tutti quei pizzicotti che amici e parenti amavano darle sulle guance rosee e piene. Ma a sedici anni, e col sogno di danzare sulle punte, quelle manifestazioni d'affetto erano diventate una condanna. Dodici chili aveva perso, e gran parte del suo innato buon umore. Stringendo la cartellina sulla quale aveva annotato il proprio peso per quasi sette mesi, arrivò davanti a Miss Paola trattenendo il respiro. L'insegnante scorse la lista con l'indice e le sorrise. Quella reazione le scaldò il cuore e, mentre si cambiava con le altre, riprese a sperare: era il gran giorno. Miss Paola avrebbe assegnato quella sera l'ordine di palco e i ruoli per il saggio. Ad una ad una, le sue compagne, vennero chiamate e quasi non riusciva a sentire i nomi successivi, per gli schiamazzi di gioia che quelle galline bercianti facevano. Il suo, tuttavia, lo sentì benissimo. In fondo a tutti. Era l'ultimo. Le sarebbe toccato l'ultimo posto nell'ultima fila. Così vicino alle quinte che la mamma e il papà avrebbero dovuto fare miracoli per poterla riprendere con la telecamera. Non disse nulla. Riusciva a pensare solo a tutti i Kinder Pinguì a cui aveva dovuto rinunciare. Quella stessa sera, a casa, passò un'intera mezzora nel capanno degli attrezzi del padre.

lunedì 10 giugno 2013

Tema: Per sempre

Svolgimento

Ci sono poche cose che mi fanno piangere senza controllo: i matrimoni e i funerali. Riflettendoci bene sono arrivata alla conclusione che è il "per sempre" ad aprire le dighe dei miei dotti lacrimali. Sì, il giurarsi qualcosa che sia per sempre, o mettersi sdraiati a mani giunte. In entrambi i casi si cerca di farlo con l'abito buono! Quello che ha smesso l'odore di ammorbidente a favore della canfora o dell'antitarme. 
Morire, di questi tempi, è più semplice che sposarsi. Bisogna essere onesti. Morire non costa nulla. I vicini, quando iniziano a vedere il via vai di preti, infermieri e addetti delle pompe funebri, iniziano pure ad abbassare lo stereo in cucina e a tenere i bambini in casa, affinché non facciano casino in cortile. La mia amica Gina poi, gratuitamente, si mette sempre a disposizione per guidare i rosari e le novene. Da giovane recitava in una filodrammatica e ha sempre avuto dimestichezza col parlare in pubblico. 
Sposarsi invece è roba da commercialisti! Far quadrare i conti tra pranzo, abiti, viaggio di nozze e cigni in peltro con spruzzi di tulle e nastrini, non è impresa da poco.
Una donna, per il giorno del proprio "sì", non sente ragioni di bilancio. Vuole l'azzurro oltre mare sulle palpebre e almeno qualcosa da strascicare sul sampietrino malfermo. A costo di rubare il mestiere ai netturbini, portandosi poi in chiesa cacche di piccioni, gomme da masticare e cicche di sigaretta!

lunedì 15 aprile 2013

Tema: Ermelinda e il Re di Tebe

Svolgimento

Nel tempo mi sono abituata agli imbarazzi che mi crea mio nipote. Io gli voglio bene e basta. Ma non è una attività semplice. Ad esempio faccio fatica a spiegare il suo lavoro, a convincere le mie amiche a fare uno sforzo che le porti un po' oltre alla semplice definizione di "dottore dei matti". L'utilità di un dottore che non ti provi neanche la pressione non è cosa da poco da far digerire a Gina o Pina. Così come tentare, tutte e tre insieme, di capire cosa sia questo tanto decantato complesso di Edipo!
Siamo tutte appassionate di divulgazione scientifica, modello rivista in allegato al quotidiano, ma quando abbiamo cercato di farci raccontare di più da mio nipote, questo ha alzato gli occhi al cielo, si è fatto serissimo e scontroso, e ci ha redarguito fino a stordirci. Dice lui per la necessità di restituire dignità al mito e potenza tragica al personaggio.
Cominciamo subito col dire che il destino di Edipo parte già male, prima ancora che lui nasca. Il padre, Laio, re di Tebe, rapisce l'adolescente Crisippo (in Grecia non ci sono ragazzi o giovani, ci sono solo adolescenti) e ne fa il suo amante, attirandosi le ire della madre di Crisippo, Penelope, che malidice lui e tutta la sua discendenza. Morto Crisippo, Laio accetta suo malgrado di sposare una donna e si prende Giocasta, chissà magari confidando nel detto "nomen omen" e lo lasciasse in pace. Come se non bastasse arrivano due oracoli ad avvertire Laio che sarebbe meglio non facesse figli: uno gli porta come scusa la salvezza di Tebe, l'altro gli dice che, se fa un figlio, questi un giorno lo ucciderà. Insomma: gli avevano detto già tutto, lui partiva con le migliori intenzioni, ma niente. Colpa del vino che beve la sera delle nozze, colpa di Giocasta che si era stufata del nome, Laio si distrae e nasce Edipo.
Il neonato, ovviamente, viene subito abbandonato, prima però gli trafiggono i piedi (non si sa mai che possa morire più in fretta). Poteva finire male per il piccolo Edipo, il cui nome vuol dire appunto "piedi gonfi". Invece viene adottato dal re di Corinto, un altro che se non beve è meglio, perché alla prima sbronza confessa a Edipo di non essere il suo vero padre.

domenica 3 febbraio 2013

Tema: Mollette

Sez. Fetish
Svolgimento


La spia che avrebbe dovuto mettermi in allarme fu il drastico calo delle mollette da bucato. Ero sicura d'averne il solito cestino pieno, ma d'improvviso un giorno, quando ancora avevo diversi calzini da stendere, mi ritrovai senza.
Che fine potessero aver fatto lo scoprì presto: una domenica mattina, di ritorno dalla messa. Mio marito era voluto rimanere a casa. "Va da sola Ermelinda" mi disse, "Mi sento lo stomaco gonfio, è meglio che resti a casa". Per carità, dissi io, è meglio sì. I soffitti della nostra Chiesa son belli alti, ma le correnti procedono solo in orizzontale. Era un attimo che mi toccava vergognarmi pure con le ragazze che stavano in prima fila per i canti! Lo lasciai a leggere un libro sulla solita poltrona. Credevo di ritrovarmelo lì al ritorno, appisolato con gli occhiali sul naso e un braccio penzoloni. Il soggiorno invece era deserto. Gli scuri delle finestre accostati. Sarà diligentemente andato a sprofondare sul cuscino in camera, pensai. Ma quel buio in piena mattina mi metteva ansia. Girando per far tornare la luce tra la cucina e il tinello fui allarmata da strani rumori. Il primo pensiero corse a dei ladri. Ecco, han visto le finestre chiuse, hanno creduto fossimo fuori casa e stan tentando il colpo. E quello stupido di mio marito a letto, pacifico e sordo. Afferrai il mattarello, con cui la sera prima avevo steso la pasta e che ancora era sul porta piatti ad asciugare, e mi feci coraggio.

giovedì 29 novembre 2012

Tema: Il tè dalla zia

Sez. Aspettando l'Apocalisse
Svolgimento

A quarantanni i giochi in amore sono fatti
La discussione non poteva aver peggiore vittima di mio nipote: ma le mie amiche sono implacabili. Non c'è correzione nel tè che tenga! Primo sorso. "Ormai non ci sono più le occasioni che si hanno da ventenni per frequentare a lungo qualcuno". "La sera a letto presto che il giorno dopo si lavora e figurati se hai l'energia per ballare come un pazzo in qualche discoteca". "I migliori partiti son già stati tutti presi a quell'età!". "Se poi qualcuna è sola di sicuro nasconde qualche fregatura". "Per gli uomini è ancora peggio". Secondo sorso. "Con tutti i denti del giudizio già spuntati un uomo non lo correggi più". "Una donna a quarantanni è già stufa di ovulare e non aspetta altro che le gioie della menopausa".
Vero che ormai non ho quasi più ricordi del menarca e nessuna nostalgia dei pianti improvvisi intervallati alla voglia di uccidere qualcuno, ma non si sta parlando di noi, ragazze, cerchiamo di contenere i commenti! Nulla. Gli occhi umidi e tremolanti di mio nipote non frenano la lingua a nessuna delle stanti: chi fresca di vedovanza, chi della vincita all'ultima lotteria della parrocchia. Ma nessun argomento trova più spazio della voglia di consolazione mal interpretata: "Coraggio è l'età migliore per un uomo!". "Che ti importa della solitudine? Guarda me!". Il tutto mentre il biscottino al cacao regala un fremito alla malferma dentiera!

mercoledì 19 settembre 2012

Sez. Attrici - Tema: Tina Pica


Se devi metterti a cucinare, dimentica la fretta. Che i pomodori la sentono e non si lasciano peppïà come si deve. Nisciuno te corre aret e a chi ti sta davanti augura buona corsa. E poi la mattina na donna cumme me, appicciata la candela alla Madonna che ha più da fare? Prima ci stava il teatro. Ore e ore a sentì De Filippo che ci raccontava la sua Filumena. E poi altrettante per rifarla uguale uguale. E il tempo perso con De Sica manco lo conto: "C'hai la faccia per far cinema" diceva, così mi son trovata davanti n'altro altarino a fingermi bigotta ed eterna zitella. Tra una scena e l'altra c'avevo il tempo d'un rosario intero. Vincenzo quando mi vedeva sorrideva contento. Non mi ha mai sposata, così per tutti son sempre stata na' vedova. Altro che.
Il segreto per far peppiare la salsa sta – oltre che nel tenere la fiamma piuttosto bassa - nel non turare completamente con il coperchio la bocca della pentola, ma nel poggiarlo su di un lato mentre, in direzione opposta, occorre poggiare il coperchio non sul bordo della pentola, ma sul cucchiaio di legno posto di traverso l’imboccatura, per modo che si crei una piccola circolazione d’aria che impedisca alla salsa di attingere forza dal fuoco e le impedisca di precipitare nel bollore cosa che rovinerebbe tutta la faccenda.
Oggi che sto a casa di Giuseppe, mio nipote, su al Vomero, nessuno più mi cerca: ogni tanto qualcuno mi viene a domandare di Fabrizi o Taranto. Qualche studente che vuole farci na' ricerca. E io ascolto e sorrido. Che c'hanno mai da ricercà mi son sempre chiesta. E allora racconto pure a loro il segreto del ragù napoletano: col lardo di pancia e  il rosso secco. 
Bella non lo son mai stata, che dice? A quelle belle non ci fan fare i ruoli che faccio io, che facevo io. Per cui meglio così. Nel ragù ci deve stare la cipolla vecchia per dare sapore, per alzarsi dal piatto col sorriso sul labbro.
Che altro ve devo raccontà? Facitene salute!

EF

giovedì 14 giugno 2012

Tema: Margherita e le scimmie


da "anziana" ad "anziana", solo la scusa per fare degli auguri

“La teoria dell’evoluzione può essere vera, ma l’evoluzionismo nel senso neo-darwiniano, intesa cioè come processo di variazione casuale e selezione naturale, non lo è. Un sistema di pensiero che neghi o tenti di confutare la palese evidenza di un disegno biologico è ideologia, non è scienza. Non si può negare alla divina provvidenza ogni ruolo casuale in riferimento allo sviluppo della vita nell’universo”
Parola di sua eminenza il vescovo di Vienna il cardinale Christoph Schonborn.
Il giorno che elessero Papa Ratzinger, scoppiai in una fragorosa risata pensando alla quantità di materiale che ci sarebbe piovuto addosso e sul quale sarebbe stato facile fare dell’ironia, e devo dire che da subito il teutonico servo dei servi di Dio non mi ha delusa: la maglietta della salute nera sotto la bianca veste, il saluto alla folla che pareva rubato ad una sfilata nazista, i modi sbrigativi con i quali voleva “procceddere alla benedizione”, gli occhialini da vista più grandi del viso stesso, l’assistente personale degno delle prime pagine di un settimanale femminile e ombra fedele al palio: insomma una pacchia.
Ma il meglio ovviamente doveva ancora venire: infatti dopo che un simile intollerante, estremista dottrinale, altero nemico di ogni relativismo, si è beccato il titolo di vicario di Cristo, ogni suo emulo maldestro si sente motivato a sparare grosso!

martedì 24 aprile 2012

Tema: Felicità prêt-à-porter

Svolgimento


Ormai è evidente: sono una ciclotimica cronica con fasi di esaltazione seguiti a baratri di depressione nera.

Maniaca compulsiva con elementi chiari di psicosi e disturbo della personalità!
Finalmente ho un argomento per il té con le amiche!
Iniziare la conversazione con: “il mio psichiatra mi ha detto...”, fa molto più chic di “il mio parrucchiere mi ha detto...”per quanto entrambi nevvero abbiano lo stesso oggetto di lavoro: la testa! 
Ciclotimica dicevo. Che non vuol dire che mi vien la tisi durante il ciclo. No! un momento sono allegra e quello subito dopo son triste. Lo stesso tempo insomma che mi resta pieno un bicchiere di wodka e gin! Un momento fischietto allegra come Heidi tra le sue caprette sui monti, un altro passerei l'ora di pranzo a guardare Magalli.
Ecco, ora mi sento l’energia sufficiente per soddisfare, almeno nei sogni, l’intera delegazione degli olimpionici italiani in partenza per Londra e il momento subito dopo sono una bandiera moscia su di un'asta e senza vento per giunta. 
Dottore mi aiuti! Farmacista! 

sabato 14 aprile 2012

Sez. Soap & Sapone - Tema: Io odio le soap


La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole
col suo fascio di erba da fumare, 
si prepara per il ballo a corte, 
ben accorta ad indossare 
scarpe larghe facili da sfilare e perdere...
roba buona nella sigaretta, nella pancia e tra le coscie: motto felice per quella donzelletta che tutto è fuorché sprovveduta (...) e un principe, si sa, che di questi tempi fa comodo non solo per arrivare a fine mese con l’avanzo di qualche euro, ma anche per una decente presentazione in società!
La matrigna crudele è ancora intenta a sostituire il ripieno alla mortadella dei fagottini di Giovanni Rana con dell’ottima ortica e cicuta, quando ricordatasi del ballo si lancia sul telefono per prenotare un appuntamento dal visagista, dal callista, dal dermatologo e dal parrucchiere: quest’ultimo, amico d’infanzia dei tre porcellini non ha purtroppo tempo per lei, visto che gli amichetti l’hanno invitato ad un party con il lupo, i sette nani ed il gatto con gli stivali, l’unico ambiguo vero del gruppo.

Peter Pan non lotta più e ha venduto il suo pugnale; capitan Uncino manda wendy a battere sul viale…l’isola incantata è già stata lottizzata e Alice nelle bottiglie cerca le sue meraviglie!

mercoledì 14 marzo 2012

Tema: Intercettatemi pure



Pronto Gina..Pronto mi senti?
Cosa urli non sono sorda.
Certo, così come io non sono debole di vescica.
Hai chiamato per fare esercizi di cattiveria?
No, no, volevo sapere come stai.
Bene grazie, ma credo che pioverà: c'ho un'occasione intestinale che annuncia tempesta.
Sì, lo so io che tempeste...
Ho preso anche i profilattici vivi per l'intestino che mi hanno consigliato, eppure cascasse il mondo se si smuove qualcosa.
L'età cara...
Forse è la volta buona che ti do' retta e passo ai farmaci onomatopeici!
Ecco brava, ma basta parlare di malattie che mi fai sentire peggio di quanto già non sto...Ho un'ansia oggi che non so' cosa mi è preso
Ma tu stai andando avanti con quella cosa della maestra? Quel blob?
Blog cara, blog.
Quello, quello.

domenica 4 marzo 2012

Sez. Anatomia - Tema: Maestra, si può dire Culo?



I maschi disegnati sui metro, confondono le linee di Miro”…

Questo verso della canzone “I Maschi” di Gianna Nannini, l’ho sempre trovato geniale: la perfetta sintesi dell’atteggiamento che spesso in molti assumiamo per giustificare ad esempio la pornografia, dimenticando molto dell’aspetto ludico e liberatorio di un graffito infantilmente osceno.
Ovunque, specie sui muri di città, tutti i giorni vediamo disegni abbozzati dell’organo genitale maschile, segni, scrostati magari dal tempo, di un’autoaffermazione, di uno scherzo, perché no, di una voglia.
Forme e dimensioni spesso irreali, proprio come le linee di qualche artista moderno, che per un mattino catturano la nostra attenzione, i sorrisi maliziosi di ragazzine in gruppo i cui pensieri ancora spaventano coetanei intenti spesso solo ad accertarsi di averlo ancora tra le gambe, con un tocco a volte lieve, furtivo, ma di potente richiamo.
“L’amore è cieco e il suo bastone è color rosa…”
E il culo?
Non mi vergogno nel dichiarare tutto il mio amore a quella parte del corpo maschile che secondo me ha in assoluto il potere più ipnotico, ammaliatore, spesso inconsapevole.
Il culo ha carattere, un misto di forza e tenerezza allo stesso tempo che non solo mi mette voglia di affondare famelica i denti, ma di consumare la mano in carezze.

lunedì 6 febbraio 2012

Tema: Consiglia una lettura ad un'amica

Svolgimento


Ci sono bellezze che non hanno alcun bisogno di essere lodate, descritte, raccontate: si vedono, stordiscono e riempiono di sé occhi e cuore. Tuttavia esistono bellezze intuibili solo se ci si azzarda a comprenderle, a sondarne il significato più nascosto affinché possano giungere alla nostra coscienza in tutto il loro fulgore: una di queste bellezze appartiene al linguaggio, alla parola, ai segni convenzionali che l’uomo ha ordinato e programmato per un senso al mondo.
Cara Gina, non si possono curare solo le sopracciglia o le nuance della fulgida e ramata chioma!
Ogni tanto è bello anche aprire quel misterioso e voluminoso libro che va sotto il nome di vocabolario e farsi inebriare dal gusto e dal sapore delle parole.
D’accordo, visto che è un libro pesante l’hai usato più spesso per schiacciare scarafaggi, ragni e mostri vari che stagionalmente condividono con te il desco...ma se un dì ti andasse di arricchire la tua testolina, non di un nuovo colore, ma di una nuova rutilante conoscenza te la consiglio vivamente come lettura! Non ti preoccupare! L’assassino non è lo zuzzurellone, e non lo scoprirai solo all’ultima riga!
Potresti persino rimanere sorpresa per tanta magia contenuta in molte parole!



giovedì 2 febbraio 2012

tema: La mia Amica!

Che bello! Finalmente posso parlare della mia Amica con la A maiuscola. La mia migliore Amica si chiama Ermelinda. È lei che mi ha insegnato tutte queste cose di internet e face book che hanno dato sollievo alla mia favolosa terza età. Io ed Ermelinda ci conosciamo da tanto tanto tanto tempo. Io vivevo in un piccolo paesino della Romagna, vicino al mare. Andai in sposa ad un impiegato comunale del veneto e mi trasferii lì.  Il mio defunto marito era compagno di banco del defunto marito di Ermelinda. Adesso che siamo rimaste sole e ancora piacenti, io ed Ermelinda, abbiamo tanto tempo per stare insieme e fare le cose che a noi piacciono. Ricordo ancora ai tempi della nostra giovinezza quando passavamo le caldi estati sulla riviera romagnola. Eravamo le reginette di tutte le balere, noi che, scoprendo scabrosamente le nostre gambe dal ginocchio alla caviglia, danzavamo coi nostri virili mariti fino a tarda sera. Erano belle e brave quelle orchestrine di liscio ed eravamo talmente fresche che ballavamo tutti i pezzi che suonavano. Adesso ogni tanto in parrocchia io e lei organizziamo le serate di liscio, ma i maschi nostri coetanei si stancano subito subito e ci da fastidio ballare con uomini che tengono in mano i tubicini del catetere che hanno impiantato. Io e la mia amica Ermelinda andiamo davvero molto d’accordo. Il venerdì mattina andiamo insieme al mercato a scegliere stoffe che poi io ricamo. Scegliamo anche le matasse di cotone colorato e i telai più belli. In genere ricamo tanti servizi da tè e li ricamo con fiori grossi grossi che è un piacere poggiare le nostre tazze su quel lino tessuto. Oltre a questo hobby ho anche l’hobby del decoupage. Ma la mia amica Ermelinda non è tanto brava a con la colla e tutto quanto, per cui lei mi aiuta ritagliando i fiori e le foglie che io incollo su scatole, vassoi, fruttiere, cornici e oggetti vari. Io e la mia amica Ermelinda frequentiamo la parrocchia e ci prendiamo cura del nostro amato parroco. Gli vogliamo tanto bene e non lo facciamo mai sentire solo. Lo invitiamo spesso a cena e la mia amica Ermelinda prepara sempre la pasta coi piselli. Lei coi piselli ci sa fare davvero bene, io ho un po’ meno ma cerco di prendere esempio da lei che in questo campo è una regina. Io sono più brava con le torte, specialmente quella di carote che alla mia amica piacciono davvero tanto. Lei a casa tiene sempre una confezione di carote e io vado a casa sua e gliela preparo. In genere la facciamo per il torneo di canasta che Ermelinda organizza insieme a me e alla nostra altra amica Gina. A Gina, che non si deve offendere se lo dico, non voglio tanto bene quanto voglio bene ad Ermelinda. Certo, le voglio bene, ma un poco di meno. Io ed Ermelinda, insieme alla nostra amica Gina che è bravissima a dire il rosario che lo sa tutto a memoria, andiamo insieme alle gite della parrocchia. Visitiamo tanti santuari e ci facciamo le foto con la madonna e con i santi. Ci mettiamo in mezzo il nostro parroco e sorridiamo davanti alle macchine fotografiche dei ragazzi dell’Azione Cattolica che ci accompagnano. Loro portano le chitarre alle gite e io ed Ermelinda, insieme alla nostra attaccatissima amica Gina, cantiamo le canzoni che ci piaccio di Nilla Pizzi e Orietta Berti. Adesso però basta che mi sembra che vi stancate a sentire tutto quello che dico. Io ho un’amica che mia ama, che mi ama, che mi ama il suo nome è Ermelinda.

Pina de Berbardis.

(L'Amica con la A maiuscola di Ermelinda Frangisponde)



Io, Ermelinda e Pina in gita a Pompei.




giovedì 26 gennaio 2012

Sex. 8 marzo - Tema: Wonder Woman


Dio benedica la televisione satellitare! Soprattutto perché ultimamente è in gran spolvero di vecchi telefilm anni settanta e ottanta con i quali riempie ore e ore di palinsesto!
Ed è proprio su una televisione satellitare che ho rivisto, con non poca emozione, una eroina che ho tanto amato, la grande e unica Wonder Woman! Con lei in un attimo sono riaffiorati nella mia mente, mai risanata, le domande che mi hanno tormentato per anni: ma quando Linda Carter si trasformava in Wonder Woman, che fine facevano i suoi vestiti? Andava sempre in giro con gli hot-pants sotto il tailleur, e con il cerchietto double face che si trasformava in diadema? O, nel giro di due secondi riusciva davvero a cambiarsi non solo di abito, ma anche a modificare il tono del fondo tinta, a coordinare gli accessori e a cotonare i capelli? Ma soprattutto, una volta trasformatasi, come faceva la gente a non riconoscerla? Una volta ho messo una parrucca, una camicetta a velo, un gonnellone a pieghe e un burka eppure mi hanno riconosciuta lo stesso!
Alba Parietti cambia zigomi e nuance dei capelli ogni mezzora ma la riconoscono lo stesso!
Quindi, a rigor di logica, quando la fruttivendola vede Linda Carter vestita da Wonder Woman che le passa accanto al bancone non dovrebbe esclamare: “Oh c’è Wonder Woman!”, ma piuttosto:“Oh c’è di nuovo Linda Carter sotto psicofarmaci!”

venerdì 13 gennaio 2012






GINA E PINA TI ASPETTANO, TANTI AUGURI MEIS!

La classe








AL MIO GIANLUCHINO, PER NON SENTIR FREDDO NEI GIORNI DELLA MERLA (TU CHE TI OSTINI A NON SPOSARTI CON UNA BELLA PASSERA). L'HO FATTO A MANO CON TANTO AMORE!


Ermelinda  Frangisponde

lunedì 2 gennaio 2012

Tema: Vita della parrocchia

Svolgimento


E adesso tocca ripulire tutto. Le feste son quasi finite: con la befana poi dovrebbe tornare la solita tranquillità. Se così possiamo dire naturalmente. La vita della parrocchia ha i suoi tempi, il suo calendario definito e non possiamo certo permetterci pause troppo lunghe nell'organizzazione a sostegno di Don Mariano, il mio parroco. Caro uomo, quanta pazienza! Per fortuna ci siamo io, la Pina e la Gina che gli diamo una mano. Dipendesse da noi lo sostituiremmo anche per le confessioni: non fosse altro che per dar pepe alle nostre chiacchiere durante il cucito. Ma se il buon Dio ha previsto che fossero solo uomini i preti un motivo c'è di sicuro. Io lo ammetto tranquillamente, non sarei capace di trattenere il segreto! Prima di partire con scope e palette devo dare una mano con gli annunci della bacheca, li riporto anche a voi. Così se avete del tempo libero e volete unirvi a me e alle mie amiche siete i benvenuti:


giovedì 29 dicembre 2011

Tema: La Gita

Svolgimento


La sonnolenta vita di provincia, si sa, ha ben poche occasioni per ridestarsi dal proprio coma autoindotto! Non bastano le periodiche sedute dalla parrucchiera per i costanti aggiornamenti su corna, abbandoni, morti, eredità disilluse, pessime toilette per matrimoni e battesimi. A volte nemmeno le brillanti performance della storica zitella del paese alla sagra danzante d'autunno, riescono a riempire la noia sicura tra un pettegolezzo nuovo e l’altro.
Così, a volte, prese da una sorta di eccitazione carica di aspettative, ci si ritrova ad aderire ad una gita a qualche santuario, propagandata da un volantino più che esplicativo: su una facciata il profilo immerso nel sole della santa meta su cui campeggia, in spirito multicolore, il volto serafico di una suorina miracolata e guarita da ragani e duroni dopo l’ingestione di acqua benedetta, mentre sull’altra facciata troviamo illustrate le altrettanto miracolose proprietà culinarie di un brillante set di batterie da cucina, acquistabili con comode rate quadriennali direttamente sul pullman della suddetta gita!
Recuperate così al telefono le amiche, con l’illusione esca di brillanti single o vedovi di sicuro al rimorchio, mi resta il tempo per devastare l’armadio alla ricerca della mise più consona all’evento: niente di eccessivamente scomposto al fine di non vedermi abbandonata da tutti sul sagrato del santuario poiché mi viene interdetto l’accesso a causa di spalline inesistenti o gonne fantasma. Niente di troppo claustrale appunto per evitare anche di non ricevere un solo sguardo carico di desiderio da qualche scomposto compagno di viaggio! Risolta la faccenda con un modello multistrato, degno più di un pasticcere parigino che di uno stilista italiano, non mi resta che attendere con spirito e letizia il giorno fissato per l’appuntamento di viaggio!
Il volantino annuncia che la partenza avverrà alle ore 7.00 del mattino vicino ai parcheggi della scuola elementare: nulla di più sconveniente che farsi attendere! Per cui io e le mie amiche alle 7.00, fresche come rose canine siamo già ben ritte sulla schiena ad attendere il nostro pullman a fianco del menzionato parcheggio ed esposte senza ritegno ai commenti del giornalaio, del panettiere e del garzone della bottega “paradiso di quel che ti serve” pronto alle consegne mattutine di mollette da bucato, detersivi marsiglia, cuffie in plastica per la doccia, pietre saponaie per calli e alluci vaghi.