Visualizzazione post con etichetta vedovanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vedovanza. Mostra tutti i post

sabato 16 novembre 2013

Tema: Vedovanza differenziata

Sez. Vintage
Svolgimento

Non è semplice, credetemi, la vedovanza. Una si affeziona al proprio postino, figuratevi all'uomo con cui ha vissuto per trent'anni. Mio marito non era una persona accomodante, ma fino all'ultimo mi ha voluto bene e mi ha portato rispetto. Non ho mai dovuto svuotare una sola volta il bicchiere con l'acqua per la dentiera: una sciocchezza direte voi. Una piccola carineria rispondo io. Credo sinceramente che la mattina che mi ha lasciata sola un pensiero a quel bicchiere l'abbia pure fatto. Rimase sul comodino tutto il giorno: capirete che trambusto quella volta. E poi la burocrazia, i parenti, i vicini, il parroco. Quando son tornata a casa e l'ho visto ancora al suo posto mi son dovuta reggere alla spalliera del letto. Poi arriva il momento in cui per un solo attimo ringrazi quasi il cielo di questi anni sereni: io e la mia gatta, che mi fissa compassionevole quando gioco a qualche solitario con le carte. Quel momento a me è toccato stamane, quando ho trovato la mia amica Gina ai cassonetti della raccolta differenziata infondo alla nostra via: stava strappando le pagine di un libro infilandole poi nella campana della carta. Le ho chiesto cosa stesse facendo. Mi ha risposto nervosa che era l'ultima volta che comprava qualcosa per averlo sentito dire in Tv. Dalla tasca del grembiule le spuntava una mascherina.


sabato 21 gennaio 2012

Tema: Teoria pratica del colpo di fulmine (quinta puntata)

ENEA e DIDONE

Questo bel tomo, inventato da Virgilio per dare nobili natali alle itale genti, era figlio di Venere, e dunque in qualche modo fratellastro di Eros. Buon sangue non mente.
Fuggito da Troia in fiamme grazie all’aiuto di mammina, con il padre Anchise sulle spalle e il figlioletto Ascanio per mano, resta vedovo nelle prime pagine del libro ma gli passa subito il dolore. Virtuoso a modo suo per quasi tutto il racconto, un bel giorno gli viene in mente di fare un giro a Cartagine in costruzione, dove l’attende ignara Didone, regina di quella città. Oltre a essere una gran bella donna, Didone era una saggia amministratrice, che adoperava il proprio potere per il bene della sua gente. Quando giunge quel figliol di Venere, ella è intenta a seguire i lavori di costruzione della propria città, con l’aiuto e il sostegno morale della sorella Anna. Didone aveva avuto fino a quel momento (!) una vita oltremodo sfigata: era restata vedova dell’adorato marito Sicheo, aveva dovuto combattere con un fratello testa di rapa ed emigrare con alcuni fedelissimi, ma se n’era fatta una ragione (in tempi decisamente più lunghi di Enea), dedicandosi anima e corpo solo alla politica. Di uomini non voleva più sentire neanche la puzza. Donna di successo, fermissima e mesta a un tempo, non chiedeva di meglio che essere lasciata in pace, a continuare il proprio disegno. Quale miglior bocconcino per il signor Enea, forse pietoso per Virgilio, ma secondo molte lettrici con lo stomaco pieno di peli lunghi come quelli di un levriero afgano? Non ci sarebbe stato gusto, no davvero, a mettere nei guai una ragazzetta del posto, un’ancellina da poco seppur giovane e bella. Perché non puntare direttamente al capo dell’azienda? Così Enea arriva, la mamma lo mette tutto lustro e bello, si presenta mesto e mostra le ferite di guerra. Se ciò non fosse bastato, pensò anche di mandare a giocare sulle ginocchia di Didone il piccolo Ascanio.