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sabato 26 ottobre 2013

Sez. Le torte di Ninà - Tema: La torta di mele

Sez. Dagli Archivi della Maestra
Svolgimento


Domani viene mammina da noi, non mi ha chiesto altro, mi ha detto Giacomo, chiedi a Paola di farmi la sua deliziosa torta di mele.
Torta di mele, quella deliziosa.
Paola non fa eccezione al luogo comune che vuole nuore e suocere odiarsi cordialmente, spot della candeggina incluso, spot della carne simmenthal idem. E se Paola sbuffa quando Giacomino annuncia la visita, la suocera, la signora Maria (così la chiama Paola) prima va dal parrucchiere, si acconcia con odiosissime onde azzurrognole, prende la camicia bianca di merletto e si profuma con mezza bottiglia di Air du Temps, di Nina Ricci, un profumo antichissimo, da cavernicola – dice Paola storcendo il naso.. non lo sopporta, tant’è che la suocera entra in casa e Paola apre finestre per far circolare aria.  La signora Maria già sa che Paola la farà crepare di freddo e allora indossa la maglia di lana sotto la camicia e previene la botta di freddo con una tachipirina. 
Diamoci alla cucina, Paola deve preparare la torta di mele, la torta per la signora Maria. Solo per lei. Deve essere deliziosa.


mercoledì 15 febbraio 2012

Sez. 8 Marzo Tema: Maddalena, anzi…Lena e la torta di mele



Vivir con el alma aferrada 
 a un dulce recuerdo che lloro oltra vez...



Bruna, lunghi capelli neri, sguardo intenso e profondo. La Maddalena che la storia ci tramanda è una figura controversa: meretrice pentita e redenta, seguace di Gesù e poi Santa secondo la tradizione cristiana, addirittura sposa di Cristo, secondo le molto discusse teorie di Dan Brown. Ma chi era in realtà la Maddalena? Io non saprei spiegarlo.
Perchè la mia Maddalena non è bruna dallo sguardo intenso, la mia Maddalena, anzi...Lena è minuta, castana e due occhi verdi come i boschi delle sue montagne. Era davvero speciale Lena, eppure mi sembra che non ci sia una storia che io possa raccontare. Tutte le parole si confondono e si perdono nella testa. I pensieri saltano uno sull’altro, le emozioni stringono la gola e tolgono aria ai polmoni.
Il cielo continua ad essere grigio e la primavera mi sembra troppo lontana. Tutte le barche sono ferme, la tempesta è ancora in corso.
Credevo di aver, se non superato, almeno in parte elaborato le sue parole di dolore e allo stesso tempo di forza. A volte mi scopro a cercare il suo volto tra i tanti nella folla, anche se non sarebbe possibile oggi, ma non lo sarebbe stato neppure in passato. In città ci era stata pochissime volte, il matrimonio, la nascita del nipote, qualche altra speciale occasione.
La sua vita, come la mia, era tra quelle montagne, dove il cielo è di un azzurro intenso e la neve resiste fin quasi a primavera.
Ci sono persone che crediamo siano invincibili e anche lei lo era, così credevo. Invece l’ho vista pian piano piegarsi sotto un peso troppo grande. Ho visto i suoi occhi di bosco diventare sempre più chiari ma senza mai smettere di cercarmi. Il suo respiro si è fatto sempre più lieve fino a spegnersi, e di lei tra milioni di ricordi che custodisco, mi viene in mente la sua torta di mele. Se io ero con lei, la sua torta di mele non poteva mancare. Anche quando le sue mani non avevano più la stessa forza, la sua torta accoglieva ogni mio arrivo.
Nessun pasticciere saprebbe riprodurre quello spesso sapore, quella stessa dolcezza. Eppure le sue mani mescolavano insieme ingredienti semplici: 150 gr. di farina, 50 gr. di maizena, 1 bustina di lievito, 125 gr. di burro, 125 gr. di zucchero, 2 cucchiai di latte, 2 cucchiai di liquore all’amaretto, 3 uova intere, 4 mele.
Lena era come la sua torta di mele: dolce e con un cuore morbido e profumato.

l.l.g.