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venerdì 6 dicembre 2013

Tema: Corfù

Sez. In viaggio
Svolgimento

Sotto una luce si guarda la mano destra e ci sputa sopra, poi con l'altra prova a togliere gli ultimi residui ancora visibili dell'inchiostro della discoteca e si chiede il perchè abbia accettato di entrare in un posto che si chiama “Heaven & Hell”, ma si dà subito una risposta e gli ritornano le parole esatte dell'opera di convincimento: le ragazze in questi posti spuntano come niente, vedrai, ma tu devi essere pronto quando ti chiamo, io le abbordo e tu traduci per tutti e due, ci stai? Ci sto, gli aveva detto, che per lui tradurre in inglese è più semplice che abbordare, gli basta rimanere dietro poi fa tutto l'amico, e se c'entra qualche commento personale lo può fare. Non è una tecnica già provata, solo un piano d'azione abbozzato velocemente durante l'aperitivo, il metodo più rapido per portare a termine un racconto preconfezionato di avventure sessuali durante la vacanza post-diploma; tutti argomenti a cui pensare adesso che, fuori dalla discoteca H&H, si può stare lontani da musica roboante, luci epilettiche puntate sugli occhi, camicie sbottonate, sudore che cola e fumo di sigaretta anche mentre si balla. 
A stare seduto al bar della discoteca si annoiava e a guardare il suo amico sul cubo gli veniva voglia di spaccargli in faccia il sorriso da tre cocktail, quindi era uscito, e per costringersi a non rientrare si era tolto l'inchiostro dalla mano.

La discoteca si trova sul lungomare, dall'altra parte della strada la spiaggia e lì, al buio, coppie e gruppi di amici cercano un posto appartato per poco tempo, ma a lui non interessa né cercare un posto appartato né trovare amici. Si passeggia tranquillamente, per strada nemmeno troppa confusione di macchine o di ragazzi ubriachi in cerca di un appoggio, e pensare che i programmi per la serata dovevano essere altri: si parte sempre veloci e con buone intenzioni, poi al primo ostacolo si rallenta, si cambia strada e in poco tempo ci si ritrova di nuovo all'inizio. E pure soli.

martedì 10 gennaio 2012

Tema: La questione bidet




Naturalmente la questione andrebbe approfondita, magari trovando qualche giustificazione antropologica e storica. I nostri sogni d'italica ammirazione, che ci fanno sospirare alla sola idea di un tailleur Chanel, di un rossetto YSL o di una cena con ostriche e champagne, si infrangono infatti dolorosamente di fronte alla clamorosa mancanza francese nei confronti del bidet. 
Narra la storia che l'intera corte francese migrasse a stagioni alterne da Parigi a Versailles, e viceversa, non per motivi di moda o etichetta ma per dar modo alla servitù di spurgare le regali deiezioni, sparse un pô ovunque e divenute troppo puteabonde, perfino per i nobili nasi di coloro che le avevano prodotte. 
E poi: suvvia, non é possibile pensare che bisnonno Cesare, conquistati i Galli, non abbia voluto dotarli di tutti i confort, terme con jacuzzi e bidet inclusi! Cosa sarà accaduto, dopo? Il medioevo avrà forse gettato l'oblio sulla necessità di passare acqua e sapone sulla parte più delicata dell' umana carnalità? Mistero. A me piace pensare che i francesi siano tutti dotati di funamboliche qualità, pari a quelle di Philippe Petit, e che prima di camminare imparino ad arrampicarsi sul wc e a restarvi in equilibrio, in una mano il flessibile della doccia, una saponetta nell'altra. Magari vestiti a metà.
Il perché non so dirlo, forse é solo la loro ennesima dimostrazione di grandezza.

R.L.

lunedì 9 gennaio 2012

Tema: Parigi con il sole in inverno



Ogni tanto, in inverno, chissà perché, un giorno a caso esce il sole, e i parigini si sentono un pô smarriti: visto che sotto alla pioggia camminano senza riparo, verrebbe loro la voglia di aprire l'ombrello per schermare il sole, come signorine a spasso in un dipinto impressionista.

Gli uomini parigini, che hanno sul viso un'espressione intelligente, misteriosa e triste, sotto al sole invernale proprio non ci sanno stare, e si rifugiano nei bistrot, nei caffé e nei trenini Rer. 
Da finestre e finestrini spiano cosï questo mondo  stranamente luminoso e senza fumo. 
Gli uomini parigini sembrano tutti operai intellettuali, con il naso grande che punta verso terra, come in cerca di un tartufo. 

La stessa espressione forte e delicata di Coppi (gli sarà venuta per via del Tour de France), gli stessi occhi tristi, le braccia lunghe. Penso che siano proprio le braccia giuste per dare rifugio alle donne parigine, piccole anche se grandi, sorridenti, luminose e nervose come uccelli del paradiso.

R.L.

domenica 8 gennaio 2012

Tema: La fin de l'année


Il 31 dicembre, a Parigi, queste le cose da tenere a mente:
il metrô é gratis, e centinaia di migliaia di parigini - veri o adottivi - ne approfittano.
Una folla rivoluzionaria festante si riversa sotto alla Tour Eiffel e all'Arc de Trionphe (lato sud, chissà perché a nord non c'é quasi nessuno), in mezzo a venditori di piccole torri portachiavi (3 a 1 euro ma il 1 gennaio, in saldo, ne potete avere 5 allo stesso prezzo), borseggiatori e venditori di kebab e champagne.
I rivoluzionari suddetti si sono dati appuntamento con tutta la gendarmeria di Francia e con tutti i soldati in perfetto assetto da guerra e con le ambulanze e la protezione civile. 
Pare la prova generale per la fine del mondo...

Perciô, se la calca vi inquieta e l'ansia vi assale, riguadagnate controcorrente il metrô, in tempo per arrivare alla pace del vostro tres jolie albergo periferico, all'angolo del quale vi attende un venditore d'ostriche che per 15 euro vi darà 8 occasioni di pura felicità+ 1 limone. 
Con un po' di fortuna, in camera, poggiata sul letto con un biglietto di auguri scritto a mano, troverete una scatolina di macarons Ladurée, che vi augurerà un dolcissimo 2012 (alla faccia dei Maya).

R.L.

sabato 7 gennaio 2012

Tema: A Paris!





La vacanza non comincia quando si prende il treno per Pisa, dove c'é l'aereo che ci porterà nella ville lumière. La vacanza comincia quando si annaffiano le orchidee, si cambia l'acqua ai pesci e li si dota di pastiglia di cibo a lento rilascio; quando si scrive ovunque di ricordarsi di chiudere l'acqua, di spegnere l'adsl, lo stand by della tv, e di programmare il riscaldamento cosï che non ci siano sprechi ma in modo da evitare di trovare in casa i pinguini al ritorno. La vacanza non inizia quando al check-in ti fanno levare tutto di dosso, lasciano i tuoi compagni di viaggio smarriti e scalzi, e tu invece, anfibiata e stringata, sfili sotto al detector come Alice sotto i baffi dello stregatto. La vacanza inizia quando vedi quelli in partenza per Fuerteventura accalcarsi come pecore matte al gate 9, nonostante l'altoparlante gridi in pisano, kekazz, che é il 6 quello giusto! E all'improvviso un ovino senziente capisce, si sposta tornando indietro, il serpentone si arrotola e si srotola, in rigoroso disordine. E allora tu, compressa al tuo posto d'attesa, scelto perché tranquillo e lontano dall'umano casino, pontifichi rivolta a Mici che quando noi italiani sapremo fare una fila, allora avremo forse anche governanti onesti. Sicuro: cosï, comincia la vacanza.
A Paris!

R.L.