A novecento metri sul livello del mare
imbocchi il sentiero, e respiri aria.
Dopo qualche metro, il passo si cadenza
da solo, le mani escono dalle tasche e afferrano i laccetti dello
zaino, il fiato si regola. Respiri aria, mentre cammini.
Dopo qualche centinaio di metri,
avverti un po' di sete. Le mani cercano la borraccia, il passo
rallenta. Ti fermi, bevi. Fai un gran respiro, e respiri aria.
Cammini e respiri aria, sali in quota e
respiri aria. Sempre più fresca, sempre più pura. Pizzica il naso,
invade i polmoni. Fa quasi male, abituata come sei all'aria pesante e
piena di smog. Ma ti piace. Respiri aria.
Il paesaggio muta. In basso larici,
abeti bianchi e abeti rossi. Alti, maestosi, imponenti. Respiri aria
profumata di bosco, di muschio, di umido.
Poco più in alto, gli stessi abeti e
gli stessi larici, ma meno alti, più tozzi; alcuni sono più sottili
e sembrano ancorati al terreno con una puntina, sembra che possa
bastare un filo di vento a tirarli giù.
Sali, e gli alberi scompaiono:
rododendri, ginepri, genziane maggiori. Respiri aria profumata di
resina.
Più in alto ancora nemmeno loro ti
seguono: mirtilli, genzianelle, crochi, gerani selvatici. E prato.
Tantissimo prato, puntinato di fiori di mille sfumature. Giallo, blu,
azzurro, rosa. L'erba è alta, profuma. Inspiri aria, profumata di
erba calda, di fieno.



