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mercoledì 25 aprile 2012

Tema: Bella ciao


A novecento metri sul livello del mare imbocchi il sentiero, e respiri aria.
Dopo qualche metro, il passo si cadenza da solo, le mani escono dalle tasche e afferrano i laccetti dello zaino, il fiato si regola. Respiri aria, mentre cammini.
Dopo qualche centinaio di metri, avverti un po' di sete. Le mani cercano la borraccia, il passo rallenta. Ti fermi, bevi. Fai un gran respiro, e respiri aria.
Cammini e respiri aria, sali in quota e respiri aria. Sempre più fresca, sempre più pura. Pizzica il naso, invade i polmoni. Fa quasi male, abituata come sei all'aria pesante e piena di smog. Ma ti piace. Respiri aria.
Il paesaggio muta. In basso larici, abeti bianchi e abeti rossi. Alti, maestosi, imponenti. Respiri aria profumata di bosco, di muschio, di umido.
Poco più in alto, gli stessi abeti e gli stessi larici, ma meno alti, più tozzi; alcuni sono più sottili e sembrano ancorati al terreno con una puntina, sembra che possa bastare un filo di vento a tirarli giù.
Sali, e gli alberi scompaiono: rododendri, ginepri, genziane maggiori. Respiri aria profumata di resina.
Più in alto ancora nemmeno loro ti seguono: mirtilli, genzianelle, crochi, gerani selvatici. E prato. Tantissimo prato, puntinato di fiori di mille sfumature. Giallo, blu, azzurro, rosa. L'erba è alta, profuma. Inspiri aria, profumata di erba calda, di fieno.

lunedì 27 febbraio 2012

Tema: L'amica muta (già "Nonna Rosa")



Nonna Rosa abita da sola in una vecchia cascina, né grande né piccola.
Come tutte le cascine di una volta in cui il piano terra era unicamente adibito a stalla, ha uno spazioso cortile da cui si accede al piano superiore tramite una scala esterna, unica via d'accesso all'abitazione vera e propria.
Nonna Rosa, essendo già abbastanza anziana, non ha timori quali essere derubata, assalita o sequestrata, quindi la porta d'ingresso è perennemente spalancata, fatto salvo per i mesi invernali, nei quali è accostata. D'altro canto, il suo nipote più grande abita a meno di cento metri e lavora in campagna: all'occorrenza le basterebbe lanciare un urlo e lui si materializzerebbe all'istante, armato di forcone. Per cui, Nonna Rosa sta tranquilla.
Le sue figlie meno, ma provate voi a farle capire che la porta dovrebbe stare chiusa e che prima di urlare “Avanti!”, quando sente dei passi sulle scale, sarebbe opportuno chiedere “Chi è?”.
Nonna Rosa è fatta così, inutile discutere.
Oltre al suo bodyguard personale, Nonna Rosa ha anche un'altra nipote, che si chiama Elisa, e oggi Elisa sta andando a trovare la nonna. Del tutto ignara di quello che sta per accadere, parcheggia in cortile, sale le scale, apre la porta e grida: “Ciao, nonna!”.
“Ciao, Elisa!”, le risponde Nonna Rosa, “Sun an cusin'a, ven drinta!”.
(Nota dell'autrice: per comodità, nella narrazione della vicenda useremo direttamente la traduzione dal piemontese, benchè molta della bellezza dei dialoghi vada in questo modo persa. Quindi, traduzione: “Sono in cucina, entra!”).

venerdì 3 febbraio 2012

Sez. 8 Marzo - Tema: Preghierina della sera


Caro Dio, lo so che non Ti prego spesso, ma, visto che sai sempre tutto, sai anche perchè non lo faccio mai: l'università, il lavoro, gli amici... Insomma, non mi rimane tanto tempo, e quel poco preferisco spenderlo in attività più piacevoli. Non è perchè non credo in Te: ci credo, che ci sei. Non farTi venire i complessi, che già Babbo Natale sta inguaiato.

Questa volta, però, ho bisogno di pregarTi almeno un po'. Se non Ti offendi, salterei il “Padre nostro”, che dopo “sia fatta la Tua volontà” non so mai bene cosa ci vuole, e non voglio fare brutta figura.
Mi rendo conto, in questo modo, di sembrare un pochino opportunista, ma quello di cui Ti voglio pregare è piuttosto importante. Comincio, quindi, pregandoTi di ascoltare la mia preghiera. Esaudirla è il passo successivo.

Prima di esporTi la questione, lascia che Ti metta al corrente di alcune cose che rigurdano la vita. Non voglio passare per presuntuosa: so benissimo che siamo figli Tuoi eccetera eccetera. Ma, fattelo dire, secondo me non siamo mai stati i Tuoi figli prediletti, ecco.
Insomma, è come se mia madre mi avesse messo al mondo e dopo qualche anno se ne fosse andata, lasciandomi a casa da sola, col gas aperto e la finestra chiusa. Non fai una bella figura davanti i tuoi colleghi.
Non voglio muoverTi critiche troppo pesanti, sia chiaro. Vado a spiegarmi.

martedì 24 gennaio 2012

Tema: Dov'è la bellezza?

Svolgimento


Il giovane Samir era molto curioso, e voleva sapere dove si trovasse la bellezza.
“La bellezza”, gli rispose un uomo avido, “è nel denaro: più sei ricco, più sei un uomo bello”.
Samir non era ricco, e si sentì molto brutto.

“La bellezza”, gli rispose una donna vanitosa, “è nei vestiti che indossi: più sono sfarzosi, più sei un uomo bello”.
Samir osservò il suo vecchio vestito scolorito, e nuovamente si sentì molto brutto. “La bellezza è in come appari agli altri”, gli rispose la giovane cugina.

“La bellezza è negli occhi di chi ti guarda”, fu la risposta della vecchia nonna.
“Ma io volevo conoscere la bellezza assoluta, non la bellezza delle persone”, replicò Samir.
“Non sono abbastanza saggia per dirtelo, allora”, disse la nonna.

Samir si recò dunque dall’uomo più anziano della città, e gli pose la sua domanda: “Maestro, dove si trova la bellezza?”.
L’uomo tacque per un lungo momento.
“La Bellezza”, rispose, molto lentamente, “è in ogni cosa che ti rende felice”.
Samir non capì: “Se ciò che mi rende felice è un tramonto, allora il tramonto è la bellezza?”, chiese.
“Sì”, rispose il Maestro.
“E se incontro un uomo a cui il tramonto ricorda che un’altra giornata è passata, e per questo è triste, allora il tramonto non è la bellezza?”, chiese ancora Samir.
“Per quell’uomo il tramonto non sarà la Bellezza”, rispose il Maestro, “ma per te seguiterà ad esserlo finché ti renderà felice”.
Samir di nuovo non capì, ma si vergognava ad interrogare ancora il Maestro. Così rimase in silenzio, ed il Maestro con lui, per diverso tempo.
Alla fine, il Maestro, vedendo la perplessità di Samir, parlò ancora: “Se davanti ad un cumulo d’oro ti senti crescere dentro una sensazione di gioia che sembra uscirti dalla pelle come un fascio di luce, allora per te il denaro è la Bellezza. Se indossando dei bei vestiti percepisci la stessa sensazione, allora per te la Bellezza è nei vestiti. Se, camminando per la strada, gioisci a sentire gli sguardi delle persone su di te, allora quello per te è la Bellezza. Se la tua gioia è sentirti bello agli occhi di chi ti ama, allora quello per te è la Bellezza. E se hai la sensazione di volare dalla felicità di fronte ad un tramonto, allora per te il tramonto è la Bellezza.
Ogni cosa che ti fa ridere il cuore è Bellezza. Certe cose non ti faranno mai mettere le ali al cuore, ma non per questo non succederà agli altri. Trova la tua Bellezza e tienitela stretta: non permettere mai che qualcuno, solo perché non condivide il tuo volo, si permetta di dire ‘quello non è bello’, perché la Bellezza non ha limiti”.

Samir questa volta capì.


AC