mercoledì 12 febbraio 2014

Tema: Trame piatte


Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


Ci sono vite destinate a restare nel buio di un cassetto chiuso, come romanzi incompleti o dalle trame piatte, come la vita di Piera che in cucina i romanzi li legge a due a due, appena il tempo di mettere ordine in casa che già siede davanti un minestrone che bolle. 
È lì quando spunta Franco, il fratello svitato di suo marito. Lui le chiede cosa stia leggendo, lei mostra la copertina, una storia così, dice, pare bella, l’ho trovata stamattina tra vecchi libri che mi hanno dato.
Franco conosce quel romanzo, cita l’immagine che gli era rimasta in mente, qualcosa su rami scheletrici che chiedono l’elemosina al sole. Piera ha appena cominciato, a questa cosa non c’è arrivata, allora sfoglia un paio di pagine, velocemente muove gli occhi tra le righe, è nella parte iniziale dice lui. Lei guarda, è un po’ frastornata, questa situazione nuova, non ha mai parlato di libri con nessuno, li legge e basta, però sa che i libri sono pericolosi e mentre sfoglia e cerca si sente addosso una patina di età in meno, si sente persino bella nonostante i capelli scomposti e l’abbigliamento sdrucito - nessuna intenzione, nessun fuoco vero eppure le sembra di avere già vissuto questo momento, una presenza inquietante che le morde qualcosa dentro, le mani che si muovono goffamente, la soggezione di sentirsi osservata, l’imbarazzo della vicinanza di una persona di cui percepisci il respiro. 


martedì 11 febbraio 2014

Tema: Notturno

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


“ Ciò che mi consolava era sapere che avrei rivolto un ultimo pensiero a te, quando fosse giunta la mia ora: se fossi stato ancora vivo ti avrei augurato la felicità, in caso contrario avrei sperato di rivederti da qualche parte, in un’altra vita. Ero sicura che anche tu avresti rivolto un fugace pensiero a me poco prima della fine: ti saresti chiesto se sentivo che te ne stavi andando o se stavo morendo con te.”
Da una lettera di S. Spielrein a C.G. Jung


La prima cosa che ricordo di te sono le tue gambe sottili che pendevano dallo sgabello del pianoforte, quello con il cuoio di pelle rossa tutto raggrinzito, pieno di pieghe come i tuoi occhi, raggrinzito come quei seggiolini del luna park che giravano in tondo senza fermarsi mai mentre la mia gonna dall’aria smorfiosa si alzava con il tuo sguardo rimasto a terra. Dondolavi con Chopin, dondolavano le vene nei tuoi polsi come rami secchi d’albero marchiati a fuoco in un cielo bianco, dondolavano i miei capelli accanto al tuo viso intrisi di sale fino ad insinuarsi nella tua bocca quasi chiusa o quasi aperta, sembrava soltanto una crepa, una spaccatura nel volto da cui si srotolavano pensieri così ruvidi e spessi da essere funi che io rubavo senza esitazione o che tu lanciavi come ami. Ecco allora che con forza li afferravo, li tiravo a me per metri e metri. Non volevo staccarmene: me li avvolgevo intorno alle braccia, tra la linea delle cosce e poi su fino alla schiena, alla spalla, un doppio nodo intorno al mio collo. Sentivo il cuore penzolare sopra lo stomaco: un impiccato. Sarei potuta morire così, appesa al tuo corpo, legata alla tua bocca con un cappio di parole in quella stanza con specchi dagli occhi chiusi. Eppure c’era soltanto questa voglia di scoprirti a poco a poco come si sbuccia un’arancia dalla scorza dura, lasciando che la polpa fuoriesca pian piano, spandendosi tra le mani ed impastando le dita. Suonavi, suonavi e sapevi che su un tasto c’era la mia pelle, su un altro la mia mente e su un altro ancora tutto ciò che restava… i miei ricordi sembravano piccole matasse di lana calda; si spandevano su tovaglie di lino candide. Potevo sentire la voce di mia madre che aveva il mio stesso nome e chiamava: “Isabella, Isabella“, non cercava mai me, ma se stessa o quel che rimaneva del suo mistero in ogni stanza.

Tema: Eri l'Estate

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Parlavi in modo strano, diverso dagli altri. Tu non gesticolavi, lo faceva la tua voce. Si spostava nell'aria, ondeggiante, come una musica mai sentita prima, e mi sono accorta, ormai troppo tardi, che il mio corpo ne seguiva il ritmo. Mi sono innamorata di te prima ancora di rendermene conto, prima di accorgermi che i tuoi occhi erano grandi per effetto delle lenti da vista, prima di toccare la tua pelle liscia e glabra, prima di percepire ciò che celava la tua mente, il tuo cuore. Mi sono innamorata di pancia, aggrappata a quel calore viscerale che saliva fino al petto ogni volta che annusavo la tua presenza. Mi sono innamorata d'estate, quando il giorno pare infinito e la notte ne rilascia il profumo, e tutto quel tempo amplificato è cassa di risonanza, è melodia, è sapore di aria e vita.

Tema: L'amore la cosa più bella

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi chiamo Beatrice... e voglio raccontarvi di un amore per un ragazzo che mi ha cambiato la vita... mi ha cambiato la vita sul serio! In molti penseranno che sia una stupidaggine perché dell'amore vero te ne accorgi solo ad una certa età, quando sei più grande, ma secondo me non è vero... ti accorgi di un amore vero quando ti senti strana: le farfalle nello stomaco, un formicolio, quando non riesci a parlargli o a guardarlo in faccia e diventi rossa al suo nome… Quando ti piace tutto di lui e sai che se non esistesse lo creeresti tu, difetti compresi. L’amore è quando anche fra centinaia di persone ti senti sola, perché sai che l’unica cosa che vorresti in quel momento è lui, quando nonostante i continui litigi si fa pace e si è più legati di prima. Io mi sono innamorata di lui perché anche nei momenti più tristi era pronto a consolarmi, e ci riusciva sempre, in tutti modi. A me bastava vedere il suo sorriso per sorridere. Mi sono innamorata di lui perché non riesce a trattenere le cose dentro di sé, ne deve parlare per forza con qualcuno e stavolta, quel qualcuno ero io. Una sua amica, “l’amica” per la quale però, provava qualcosa in più di quello che si prova in un’amicizia, e per me era la stessa cosa.

Tema: Amore fisico

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento


Non sono un esperto di fisica. Quando frequentavo le scuole medie facevo confusione tra fisica ed educazione fisica, talvolta ci spiegavano come sollevare il mondo con una leva, quindi era un fatto di muscoli, in altri casi come calcolare il tempo impiegato da un uovo a cadere dalla torre, e lì cominciavo a capirci meno. Noi ragazzini per i primi dieci giorni non facevamo altro che lanciare matite e sputi dal balcone della scuola, e ribaltare gli armadietti, poi intervenivano i grandi e ci mettevano in riga. 
Con il passare degli anni ho continuato a capirci poco, la fisica che studiavamo alle scuole superiori era una materia traslucida e viscida, una specie di gelatina gommosa che noi studenti non riuscivamo ad afferrare. Nessuno di noi ebbe la fortuna di conservarne almeno un poco nel suo bagaglio culturale, come si diceva allora. L’educazione fisica invece l’avevo già persa per strada all’esame di terza media, il giorno in cui saltai la cavallina e ci rimasi a cavallo.
Fisica, biofisica, patafisica, la scienza per me è sempre un po’ nebbiosa, ci sono molte cose che non ho mai afferrato. Per esempio, mi sono fatto un’idea tutta mia dell’atomo, l’ho sempre visto nelle immagini sui libri rappresentato come una pallina colorata, una pallina di plastica colorata, perfettamente lucidata, ne metti tante insieme e formi una molecola. La molecola è un grumo di palline, un mucchietto di palline di plastica colorata, alcune delle quali hanno una specie di calamita che attira, altre hanno un respingente che allontana. In questo modo, le molecole si uniscono tra loro in ammassi sempre più grandi e articolati. 

lunedì 10 febbraio 2014

Tema: Un amore da marciapiede

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


L’ALTA VELOCITÀ (dei ricordi). Entrò nel salottino del Freccia Rossa con un’aria efficiente e indagatrice. Anche a voler essere politically correct, il minimo era definirla una gnocca siderale. Un metro e settanta di cose deliziose, illuminate da uno sguardo che “se lo accendo, muori”. Mi chiede in inglese se c’erano altre persone oltre a me. “ I don’t know, but I think… not”. Esplode in un sorriso e mi dice che tornerà, con il suo boss. E ti pareva, con il suo boss! La smettesse di sorridere almeno, ché uno si sente già defraudato di una confusa speranza. Basta, immergiamoci nel business plan. Su questi treni superveloci pure il tuo tempo va a 300 l’ora e a Milano sarà dura. Poco dopo, un “Buonciorno!” dall’inconfondibile sapore tedesco. Alzo gli occhi e vedo davanti a me una signora che potrebbe essere la madre della sparasorrisi di prima. Elegante, algida, professionale e donna in carriera fino al midollo: Top Manager, forse Ceo. Ecco, vergognati del tuo rozzo maschilismo: il suo boss è una donna, niente relazioni erotiche capo-segretaria, niente distrazioni extra professionali, solo efficienza, determinazione, professionalità. Mi alzo con questo vago senso di colpa, mi presento. Si fa ripetere il nome. Lei si chiama Gertrud, Gertrud qualchecosa, con la g durissima. Terminate le formalità, mi rimmergo nella complessità del piano.
A Firenze mi alzo ed esco nel corridoio per telefonare. Vedo le due riflesse nel vetro: stanno come confabulando, mi sembra confidenzialmente. La giovane ha un’espressione stupita e chiede ripetutamente qualcosa. L’altra fa un gesto come dire: non se ne parla neanche! Rientro e l’atmosfera ritorna quella asettica dei manager impegnati. Ciascuno a dialogare col suo device, che i destini del mondo dipendono dalle digitazioni dei top manager iperconnessi. Si sa.

Tema: Pensierini. di #Ughino, via @isopaci

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento


Mi sono innamorato di te, innanzitutto perché so innamorarmi.
Mi sono innamorato di te perché mi piace il tuo odore.
Perché mi piace che tu mi stringa fra le braccia.
Perché mi ascolti, anche se non ti so parlare.
Perché mi parli, anche se non ti so ascoltare.
Perché non so piangere, eppure mi hai sentito.
Perché non posso vederti ma faccio di tutto per poterti sentire.
Perché ti sento attraverso il calore, il battito del cuore. Perché in questo inferno di rumore e solitudine sei il mio silenzio e la mia compagnia.



Mi sono innamorato di te perché avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere; ero forestiero e mi hai ospitato, ero nudo e mi hai vestito, malato e mi hai visitato, ero carcerato e sei venuto a trovarmi. Mi sono innamorato di te perché anche tu hai fame e sete di giustizia.

Tema: Fiamma

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento


“come le legne accese le une colle altre maggiormente s'infiammano,
come le monache ferventi di amor di Dio
le une colle altre sempre più s'infervorano di santo ardore”
Giuseppe Frassinetti – La monaca in casa (1862)


Non è mai bene per una fanciulla parlare in questo modo, lo so, ma possa Dio perdonarmi se in una di queste lettere che ti mando io non dica la verità, non una parola in più o in meno (o anche una fuori posto) per descrivere ciò che sento, e sebbene io qui sia soltanto una novizia, lontana dal potermi ritenere una giovane pura e devota al Signore - e tu invece molto più vicina a ricevere in te il suo amore - voglio poter credere di parlare senza vergogna, e se Dio vorrà punirmi sarà una questione tra me e lui, poco importa la parola della Madre Superiora e delle altre sorelle, per loro non serbo nemmeno rancore, ma è Dio stesso che preserverà questo scambio; e se ho ricevuto una tua risposta, significa che faccio bene ad essere contenta perché vuol dire che non mi ero sbagliata, dentro di me lo sentivo, io sapevo di aver visto altro, ne ero certa. 
In ogni amicizia c'è una parte visibile e una celata da altro, che sia banale amor fisico o mentale, edulcorato o ignorato, e però esiste, c'è, e la sua voce pressante diventa sempre più forte, e da quando ho trovato la busta con su scritto il tuo nome, i miei pensieri hanno spinto fuori dalla mia mente tutte le difficoltà banali della vita in convento: preparare la colazione e subito dopo il pranzo, pregare, aiutare le sorelle in difficoltà, sono tutti espedienti per incontrarti, anche solo nel corridoio durante il cambio di turno per le preghiere e quando invece rendiamo grazie a Dio, io siedo due o tre posti dietro di te, a guardarti mentre preghi, e cerco di immaginare se dentro quelle tue preghiere ci sono anche io. 

domenica 9 febbraio 2014

Tema: L'amore non è una zingarata

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Perché mi innamorai, mi chiedete? Non lo so. In queste cose non si sa mai ed in fondo è giusto così. Credo però che mi innamorai di lei perché si ravvivò i capelli nel momento sbagliato, e il momento sbagliato era quando la stavo guardando. Come dite? Sì, li afferrò con una mano, li arruffò e li spostò da una parte all’altra, quei capelli neri come Medea. L’amore mi diede proprio una bella botta in testa. Lei teneva i suoi occhi verdi puntati su di me, come Cuba puntava i suoi missili su Kennedy. Potevo provare a star tranquillo, ma non ci riuscì. Mi innamorai e fui perso. Completamente in balia di quegli occhi.
L’amore è zingaro, ma purtroppo non come una zingarata di Monicelli, dove tutti si fanno una risata in compagnia come se fosse Antaniconloscapellamentoadestra. L’amore è uno zingaro di quelli cattivi, quelli che arrivano e ti seguono con la fisarmonica dovunque vai finché non gli dai qualcosa. E poi di punto in bianco se ne va, senza dirti niente e senza salutare, il più delle volte lasciandoti anche un cane. 
L’amore è bohemien come diceva il baffuterrimo Bizet, e non quello della Disney, perché quello non aveva i baffi, ma le vibrisse. Bohemien perché ti frega, ti mescola i dvd nelle custodie, ti mette il sale dove tieni lo zucchero e ti spacca il filino dell’infradito che passa in mezzo all’alluce e all’indice del piede rovinandoti la passeggiata.

Tema: Sappiatelo, io russo

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento

Quando russo produco un rumore pari a quello di una segheria nei boschi del Canada, alle volte mi sveglio da quanto russo forte, e più stanco sono più russo. Sono un po’ più ordinato di una segheria, non produco trucioli di nessuna natura, forma o dimensione: magra consolazione, invero.
Sabato notte mi ascoltavo russare: sì, alle volte mi succede di udire i rumori attorno a me anche se continuo a dormire, e ben dopo la fase del dormiveglia; è una cosa curiosa per una persona che quando prende bene il sonno potrebbe anche essere morta, e che è riuscita a dormire nel centro di una tromba d’aria. Questa volta ho percepito, oltre al solito ronf ronf, un sibilo, quasi lo sfiato di una pentola a pressione che mi fa sembrare una versione in carne e peli della macchina “sforna pasticci di pollo” di Mrs. Tweedy (e chi non ha visto il film della Pixar Galline in fuga magari non mi capirà, ma pazienza). Alessandro mi dice che non è una novità. Io mi rendo conto di provare una gratitudine immensa per quell’uomo, una tenerezza infinita ed una grande compassione perché s’è preso in corpo per una considerevole fetta di eternità un moroso che infesterà i suoi sonni, e gli renderà quasi impossibile dormire decentemente.

Tema: Razza d'amore

 Sez. Mi sono innamorato di te perchè
 Svolgimento

Quando la notte ti vedo passare vicino non mi fai paura e questo è davvero strano. Anche se i tuoi occhi sono allucinati e il passo è quello del predatore, a me sembri bello.
“Tu quello non lo devi nemmeno guardare, hai capito?” è stato lo strillo di mia madre quando si è accorta che i miei occhi nel buio stavano bene aperti a cercarti.
“ma perché poi?” piangevo io convinta che ogni diversità si potesse colmare. Credevo che il razzismo fosse cosa superata, se ne vedono tante di unioni strane, chi più ci fa caso.
“Tu, ci farai caso” disse mio padre con quell’aria un po’ schifata che ha sempre quando mangia.
Pensano che mi farai del male. Lo so che forse me ne farai. Ma cos’è la vita, se non scoperta della diversità? Voglio sentire il tuo fiato sul mio collo, quell’alito che sa di sangue e di cose che non conosco, voglio sentire che mi abbracci e che nel tepore del mio corpo ti perdi, almeno per un attimo.
Mi sono innamorata di te proprio perché sei diverso.

sabato 8 febbraio 2014

Tema: Nuova Notifica

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Non ci faremo del male noi due, vero? 
Non possiamo farci del male, perché teniamo la giusta distanza della corrispondenza, e dove finisco io, tu là già sei iniziata da un pezzo. Ci confondiamo i confini, tratteggiandoli, quando mi sveglio e ti trovo lì, a lampeggiarmi accanto come fossi un promemoria del fatto che esisto. Ti guardo in volto, quel volto così diverso dal mio sul quale mi specchio, e so che non ci faremo del male, perché i miei desideri sono il tuo programma della giornata, e so che tutto quello che ti dirò non verrà usato contro di me. 
Mi sei comparsa accanto nel momento più buio, quando quella stronza mi aveva fatto a pezzi con la scure, e aveva gettato i miei brandelli sul ciglio della strada. Io me lo ricordo, come le tue parole mi hanno raccolto da terra, mi hanno rimescolato e ricomposto, e ho saputo fin dal principio che eri quella giusta, l'unica che mi avrebbe protetto, l'unica che ci avrebbe difesi. 
Solo tu non mi farai del male, amore mio. 
Il mondo è un posto maledetto. Siamo negozi di cristalli, e quando ci azzardiamo a dare la chiave a qualcuno, quello entra con la leggerezza di un rinoceronte e manda tutto in frantumi. Fa un disastro, ti ferisce a morte, e ti lascia lì come un imbecille, dentro il tuo negozio, a contemplare un patrimonio di cocci inservibili. La realtà è un terremoto, e noi dovremmo stare sempre sospesi due piedi da terra per non tremare, per non farci sconquassare, non è vero? Farsi conoscere significa amare e venire amati, ma più spesso significa armare e venire armati. È un mezzogiorno di fuoco, e quasi sempre nessuno dei due rimane in piedi. 
Ma tu no, tu mi sei accanto con le tue parole che sono solo parole, e ogni confessione rimane una confessione, senza trasformarsi in un coltello dalla parte del manicomio. E se l'illusione significa mettersi a giocare, so che io e te non ci deluderemo, e non smetteremo di giocare. Se la parola significa comunicare, so che non smetteremo di comunicare, non lasceremo che le parole si trasformino in silenzio, e il silenzio in rancore. 

Tema : A me basta amarti

Sez. Mi sono innamorato di te perche'
Svolgimento
 
 
29.05. Tu mi dici che si può amare più di una persona. Tu mi dici che ami una persona per le sue qualità e un’altra per altre particolarità. Mi dici che ami per bisogno, che ami per necessità, che ami per ricevere e ami perché ti occorre dare. Ami per il piacere di apprendere ma ami soprattutto per suscitare piacere. Mi dici che ami per essere corrisposta ma ami più persone. Ami ma non possiedi. Mi dici. Ami senza null’altro chiedere se non amore. Tu mi dici che mi ami perché sono la tua vita. Io penso che tu mi ami perché non riesci a fare a meno di me. Tu mi dici di essere possessivo in amore. Io ti ho sentita parlare d’amore collaterale, d’amore altrove. Tu ami me come nessun altro, dici, ma ami anche altri oltre me. Io amo te come nessun’altra, omettendo di amare altre diversamente da te. Tu ami per sesso, ami per benevolenza, ami per passione e ami per gentilezza. Ami per dovere e ami di diritto, ami per curiosità e ami per condotta. Si dice che gli uomini amano per avercelo garantito. Alle donne non è moralmente concesso, loro non possono amare più uomini. Gli uomini rispondono alla spinta degli ormoni, si dice. Le donne non hanno possibilità di amare oltre. Si dice. Mi dici che ami me, tantissimo. A me basta sapere che ami me. A me basta amarti.
 
… tratto da "Siamo tutti allenatori" di Mendo Fabio Mendolicchio

Tema: Mi sono innamorata di te perche' ..

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento
mi sono innamorata di te perchè...
che bella questa frase, ed è vero..c'è un perchè per ogni amore, quanti amori mi vengono in mente, vivi, ancora ora, a loro modo, nel mio cuore. Perchè io mi innamoravo.
E mentre fantastico sulla frase, pensando ai miei grandi innamoramenti, l'unico di cui scrivo sei tu. Se tu leggessi non ci crederesti. Nonostante tutti gli amori, di prima e dopo, 'tu sei tu', come dico sempre. E Cinzia dice 'non avete capito che la vostra era una grande storia d'amore' ed ha ragione.
Mi sono innamorata di te? Credevo di aver capitolato, mi hai seguito, hai mobilitato le mie amiche, ti trovavo sulla mia strada casualmente nei posti più impensati, ed invece tu li avevi pensati, sapevi che io sarei passata da lì. Quanto sei stato unico. Quanti i momenti unici che solo tu mi hai fatto trascorrere. Come non rivederti teneramente, la prima volta, arrivare sotto il diluvio con la vespa per portarmi un regalo.
E poi tutto, tutte le 'prime' esperienze fatte con te, tutte le volte che, tutte le cose che.
E poi perdersi, tu vai (dove?), io resto (a piangere), tu torni (non vuoi stare senza di me), io vado (ho paura). Il silenzio. Ognuno per la sua strada. Altrove.

Che bello è stato rivederti dopo tanti anni. Un tuffo in qualcosa di immenso che non ha parole. Il tuo biglietto aereo per passare il week end insieme. Sono passati più di vent'anni, mi sembra tutto così strano e tu...mi riconosci da dietro e mi fai ridere (come si fa a dire 'il tuo culo è sempre bellissimo' come incipit?) Si, tu sei tu. Io mi sento imbarazzata (quasi come sempre mi capita) e tu dici 'ma tesoro sei identica' (semplicemente come sai fare tu). 
E davvero il tempo sembra non essere passato.

venerdì 7 febbraio 2014

Tema: Mi sono innamorata di te! Merda, merda !

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento 


Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare... E quello era un periodo in cui non facevo un cazzo, in cui non si batteva chiodo, in cui non si fumava una cicca. Una vecchia storia, dato che "il mio problema" mi aveva causato un sacco di difficoltà nel relazionarmi con l'altro sesso. Già da ragazzina, al tempo delle prime cotte avevo dovuto rendermi conto del mio limite che con l'età era diventato sistematico. Con il passare degli anni la situazione si era aggravata, i tempi di resistenza si erano ridotti e gli attacchi aumentati. Mi capitava all'inizio di ogni una nuova relazione, durante i primi approcci. Non riuscivo a monitorare il mio intestino che si perdeva in molteplici appuntamenti giornalieri. Una sorta di cocktail di benvenuto al nuovo arrivato, quello che fa un gatto per delimitare il territorio e prenderne possesso. Anche io dovevo piantare bandiera, segnare i miei confini. Lui era bellissimo, io pure. Era il professore di matematica più bello che io avessi mai visto, lo guardavo da mesi; anche lui guardava me. - Alessandro scusa, scusa, io... io... io devo scappare, devo andare via - erano le uniche parole che riuscivo a dirgli, ma no perché non ne avessi altre, ma perché non riuscivo a fare in tempo: il tempo utile prima che il mio stomaco comunicasse al mio cervello e il mio cervello al mio intestino che Alessandro era lì. La motilità del mio stomaco su di giri. Passavo minuti che diventavano ore a pensare a lui, nel cesso, mentre le budella mi si aggrovigliavano dal dolore. Il bagno dei professori, dove mi spettava andare di diritto era diventata la mia seconda casa. Conoscevo tutto di quella stanza, ogni singola fessura delle mattonelle color vaniglia, i rombi marroni disegnati sopra ad alternanza, uno più grande uno più piccolo. Mi ero perfino fatta la copia della chiave, era una gran perdita di tempo ogni volta cercare o aspettare che il bidello la ritrovasse. Ci sono momenti preziosi, minuti che ti possono cambiare la vita e anche un nanosecondo in questo caso avrebbe potuto cambiare la mia. E se qualcuno si fosse dimenticato a riconsegnarla sarei stata proprio nella merda.