martedì 26 febbraio 2013

Tema: Aspen

Svolgimento


Fa buio presto in inverno. La stradina che fiancheggia l’argine del fiume fa una curva a gomito verso sinistra, poco prima di casa. Nella luce del crepuscolo hai sempre l’impressione di non sterzare e proseguire entrando nel tronco del grande albero che blocca il rettilineo. È un gigante centenario, ha un tronco che in due riusciremmo ad abbracciare a malapena. Un altro albero ti aspetta nell’aia, ti saluta facendo stormire le foglie. Ti accoccoli in poltrona, una tazza di tè profumato accanto, e la mente vaga, alla ricerca di qualcosa d’indefinito. Ricordi fatti d’immagini nette, colorate, calde e palpabili si susseguono. Due alberi gemelli, in un parco. Quando stavi in piedi tra di loro potevi toccare ambedue i tronchi allargando le braccia, la prima volta che li hai visti hai notato che il sole dietro di loro creava una cortina di luce nella bruma del mattino. Jachin e Boaz. La scena della curva. Ancora, e ancora, e ancora.

Un altro gigante nel tuo vecchio giardino, e poco lontano uno più piccolo dai rami pendenti che ti ha sempre fatto pensare a una donna con un’enorme capigliatura fatta di trecce di grossezze diverse. Ancora all'indietro, l’albero che aiutava i gatti ad andare e venire da casa dei tuoi genitori. Populus alba, sacro alla Madre Terra. La vita che sfugge alla morte passando da una forma a un’altra. Populus nigra, sacro a Ecate ed Eracle. Cinge la fronte di coloro che passano dal mondo superno al mondo infero senza smarrirsi. Una voce interiore ti dice chiaramente “I pioppi portano a casa”. Dubbio e incertezza. Ma hai una traccia da seguire. 

La cosa più semplice è cercare altrove le risposte che non trovi dentro di te; l’erboristeria dice che il pioppo è Aspen, uno dei fiori di Bach: combatte le paure vaghe, senza nome, che attanagliano nel profondo. Porta a conoscere la propria sensibilità e a radicarsi, stimolando un senso di protezione e di fiducia nella propria interiorità.



I pioppi portano a casa.

Mauro Melon

19 commenti:

  1. Melon, l'ho letto tutto, mi è piaciuto un sacco. C'è poesia in questo pezzo, e non per la situazione descritta, sono le parole che creano armonia.
    Proprio qualche giorno fa pensavo ai fiori di Bach, ci sono pareri contrastanti: funzionano/non funzionano/suggestione/...?
    Illuminatemi

    Ciao!

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    1. Certo che i fiori funzionano, Fede. Non sono un miracolo, se hai un osso rotto o un cancro non te lo fanno passare. Però se hai problemi di stress, di ansie, di qualunque disturbo riconducibile a una qualche disarmonia dello spirito (leggi: psicosomatico), sono una mano santa. L'importante è non affidarcisi come uno si potrebbe affidare a un amuleto, ma guardandosi anche dentro per capire da dove ha origine il male (per esempio, l'ulcera ti verrà per qualcosa, non perché sei antipatico ai tuoi succhi gastrici).
      Poi, che funzionino davvero o per effetto placebo, che differenza fa? Funzionano.
      Ti posso dire che il mio veterinario mi ha curato il gatto ansioso coi fiori; Scopax vomitava spesso, si spaventava anche se spostavo una sedia o aprivo la porta. due cicli di fiori, e via: sparito tutto. Non è un gatto del tutto sano mentalmente, ma erano fiori di Bach, non l'acqua di Lourdes

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    2. P. S.: e qui il Meis mi avrà un ghigno da "Certo, e io sono vergine e incensurato", ma va bene lo stesso

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    3. ehi! io sono incensurato!! :) e stop
      Meis

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    4. A côre de mamma... mai manco una multarella?

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  2. Caspita! Questo sì che è scrivere. Scrivere bene, scivolare dentro chi legge senza forzare. Non ti si deve inghiottire per forza! Il ritmo, il suono, il senso, le pause... tutto (per me)è un accordo perfetto. Ho imparato pefino che il pioppo (il populus nigra) era sacro a Ecate ed Eracle. Non ti dico bravo, ti dico Grazie! Jole

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    1. Il pioppo nero deve la colorazione delle foglie proprio ad Eracle, ne aveva la fronte cinta quando tornò dagli Inferi con Cerbero; la superficie delle foglie esposta all'aria fu annerita dai vapori infernali, mentre la parte a contatto con la sua pelle rimase bianca.

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  3. Ma questo tipo di "Melon" è troppo un inedito per me!
    Chapeu gattaro ! Questo pezzo è cosi bello e delicato che mi viene di paragonarlo ad un albeggiare lento.
    Anche io avevo in giardino " l’albero che aiutava i gatti ad andare e venire da casa " era un fico, mi ricordo ancora il profumo della sua resina.

    Bravo bene bis!

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    1. Grazie. Tra gattare ci si intende, Woody ;)

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  4. Wow, questo pezzo mi ha colpito molto, credo che sia per il fatto che in esso si palpa la vita, ad esempio negli alberi che diventano personaggi, ma c'è anche un senso di morte, nel cenno al crepuscolo e alla sensazione di entrare nell'albero che blocca il rettilineo. E allora si ha una sorta di smarrimento, una di quelle paure irrazionali di cui parli, eppure la certezza che i pioppi permettano di non smarrirsi calma queste paure e lascia un senso di pace. Il tutto è molto profondo e mi è piaciuto molto.

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    1. Grazie! La morte è solo uno smarrimento temporaneo, giusto quel poco mentre ti rendi conto di avere lasciato un corpo

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  5. Letto e apprezzato molto, i pioppi che portano a casa mi sembra un'idea così confortante che uno vorrebbe smarrirsi per fare la prova.(emoticon di bach)

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    1. Prova, Raimndo. Male di sicuro non farà

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  6. Immagini suggestive, pace e POESIA.
    Bravissimo.
    AG

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  7. Melon, notavo ora che il testo è impaginato malissimo...Meis non ti ha cazziato a morte??? di solito lo fa sempre ...

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    1. come sarebbe impaginato malissimo? perchè che vedi? è perfetto..chi pensi l'abbia impaginato? eh eh eh
      Meis

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    2. Amore della zia, non so che dirti. Urlare non ha urlato, ma io non mi preoccuperei di cose del genere, già abbiamo il blog su una piattaforma tremenda, che vuoi che sia?

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  8. ma quanto è bello questo pezzo... togliamo La pioggia nel pineto e mettiamo questo nelle antologie, che questo è bello forte, che il panismo c'è tutto senza deliri... chi lo ha detto che la narrativa è un gradino sotto la poesia, io sostengo che sia molto meglio la prima, soprattutto quando fatta bene può toccare lirismi che la poesia se li sogna.
    GD

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    1. Ecco, io sono a dieta e tu mi hai fatto ingrassare di dieci chili in una botta sola... te possino...

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