giovedì 17 maggio 2012

Sez. Soap e sapone - Tema: Trauma da soap


Ciak, prima scena:
Dopo ore e ore di travaglio, febbrile attesa e discorsi frammentari, tra zaffate di fenolo e arabeschi di fumo sulle pareti di linoleum verde dell’ospedale, finalmente viene annunciato il lieto evento. In sala parto, si intravede un mucchietto di pieghe grinzose e bluastre appeso alla mano robusta dell’ostetrica. “Annuntio vobis gaudium magnum: è una femmina!!!” gioisce la levatrice, rivolgendosi al padre: un uomo sulla trentina, smilzo e allampanato dagli occhi grigio-verdi e un ciuffo nero sugli occhi. Per un attimo, il suo sguardo si colora di smeraldo, come attraversato da un lampo di sole. Ma subito dopo, viene riassorbito dai suoi pensieri  cupi e ossessivi, sotto la luce fredda e asettica dei neon. Al primo vagito della figlia, non sa far altro che accasciarsi su una sedia, già in preda alla depressione post-partum, lui! Da ore, non fa che recitare il suo mantra privato fatto di litanie senza senso, in uno stato catatonico. Cicca dopo cicca, le sue contorte spire di fumo si sono alzate lente e minacciose e già ghermiscono le piccole manine della neonata indifesa. Quale perfetta prolessi dell’imminente catastrofico legame che li avrebbe stritolati per tutta la vita. E questo non è che l’inizio. Ma passiamo oltre. L’idillio con l’esistenza può veramente durare lo spazio di un vagito.


Ciak, seconda scena:
Lesta e sicura, l’infermiera depone la neonata su un lettino per lavarla e reciderle il cordone ombelicale. Dopo averla avvolta in panni ben caldi, la adagia sul petto della madre, stremata ma raggiante. La bimba scalcia e urla: non ha gradito il repentino cambio di setting e poi tutte quelle ombre giganti assiepate attorno a lei la terrorizzano. L’unico modo per esprimere il suo dissenso è un pianto dirotto di vagiti all’ultimo decibel. Pare un’aliena mentre strizza gli occhi come un ET in fasce – certo non è propriamente una bellezza, ma si sa: la nascita è un trauma e ne portiamo i segni su ogni centimetro di pelle.
I parenti e gli amici, stipati in sala parto come sardine in barile, si scambiano sorrisi di circostanza e ammiccamenti compiaciuti…Come dicevano che la chiameranno? Ah sì Susanna o Carolina! Mah… Il prete lo sa? Chissà come starà la mamma. E’il suo primo travaglio
Man mano che dalla sala operatoria giungono notizie confortanti sulla salute e il peso della neonata, il tempo dell’attesa affannata si scioglie in dolce commozione. Qualche lacrima brilla fugace tra sbavature di mascara e kleenex spiegazzati. Il decorso post-partum sembra dei più normali sia per la neo-mamma sia per la ‘new entry’. Mentre il sipario sta per calare sul prologo anonimo di una nascita qualunque, attori e comparse recitano pigri le ultime scontate battute. Ma nel sottofinale, ecco che il collaudato meccanismo s’inceppa…e l’incipit di una vita assume di botto i caratteri della tragicommedia. La sala parto, infatti, nasconde un’insidiosa buccia di banana o saponetta, che dir si voglia.
La scena madre inizia sotto la regia occulta della sorte.

Ciak, terza scena:
Ora l’ostetrica con fare sicuro solleva la pupa ignuda per farle il bagnetto. Con una mano la issa in alto come un trofeo, mentre con l’altra tasta la temperatura dell’acqua nella vaschetta. Sul letto del travaglio, la madre assopita sogna di tenere ancora la sua bimba tra le braccia. Invece, dall’altro capo della stanza, sta per iniziare una crudele commedia degli errori. Splash!! Sostenuta dalla manona dell’infermiera, ecco la bimba immersa nell’acqua appena tiepida. Sciaff…sciaff….i piedini vellutati scalciano di qua e di là mentre la doccia le irrora la carne tutta squamata e avvizzita dopo il brusco passaggio dal liquido amniotico all’atmosfera. Ora la pelle ha assunto una tonalità rosacea e il corpicino è ricoperto da una specie di lanugine. Mentre, per la rabbia incontenibile, i vagiti si fanno sempre più bassi e monotoni, l’ostetrica sposta la piccola sopra il fasciatoio per asciugarla e poi procedere con le varie misurazioni di rito. Ed ecco che, in un breve attimo, accade il misfatto: Patapum!
Stop. Buona la prima. Fine della comica e inizio della storia.
“Eh, sì, sei scivolata dalla mano dell’ostetrica e sei caduta come una pera cotta… T’è andata proprio bene quella volta.”
Ricordo ancora come fosse ieri quando mia mamma con crudeltà degna di Nemesi, mi raccontava questo aneddoto e io, forse per una sorta di autodifesa, ho sempre visualizzato la scenetta quasi non riguardasse me. Ma perché, già in fasce, dovevo subire l’onta del ridicolo?
“Ecco perché sei così svalvolata!!!” rincarano gli amici e i parenti ogni volta che a casa nostra si ride della mia disgrazia precoce.
Da quella caduta in sala parto, tutta la mia vita —o vita di merda che dir si voglia — (quanto amo i chiasmi!), è stata un susseguirsi di gaffes, sempre alla ricerca dell’equilibrio sopra una saponetta impazzita, che ovviamente sto ancora affannosamente cercando e forse mai troverò…Sia l’equilibrio sia la saponetta, ovviamente!!  E quindi, direi che, mutatis mutandis, e per prendere le distanze dal ‘datum’,  come inizio di una ‘soap opera’, ci possiamo anche stare...
C’era una volta una ‘Bella Figheira’ che da piccola esordì sul palcoscenico del mondo in un modo alquanto bizzarro…
To be continued.


BA

22 commenti:

  1. Bello il gioco di parole sul titolo!
    manubirba

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  2. Ma davvero eri tu la neonata? ahahah! molto divertenete e costruito bene davvero!
    C'era la suspance! io pensavo che alla fine si scoprisse che la neonata fosse un neonato!

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    1. Ce mancava lo scambio di culla!!!!! Grazie woodina!! ;-))

      BA

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  3. mi piace molto questa ‘Bella Figheira’. secondo me già dall'esordio mostra tutta la sua originalità
    llg

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    1. Ti voglio bbbene Lucia!
      BA

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  4. mignazza!!! dopo i vari ciak mi aspettavo altro e invece sto tema rielabora quella narrativa per immagini che sembra più una sceneggiatura fatta male che roba leggibile.
    blava a blea (che è pure molto simpatica e carina)
    GD

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    1. Ehm, grazie Giorgio!
      "Ora et rielabora" sarà il mio motto!!
      Anche tu non sei per niente male!! ;-)

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  5. Bea, a me non sembra affatto che tu sia ancora alla ricerca di un equilibrio...secondo me tu stai danzando con molta grazia su quella saponetta impazzita !...
    BG

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    1. Barbarella, bisognerebbe fare un POST con i tuoi commenti di tutto l'anno scolastico !

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    2. Concordo Wood!! Barbara danziamo insieme!!!Non vedo l'ora di rivedervi tutti!!

      BA

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  6. Il Meis poi ci spiegherà perché le madri delle femmine si divertano tanto a raccontare alle figlie aneddoti terrificanti sui parti, sulle montate lattee, su incidenti da nursery e simili. Per essere una picchiatella fin dall'origine, trovo invece Bea piuttosto tranquilla e posata! GD è per caso caduto con la carrozzina in mare da una scogliera, sì come corazzata Potemkin?

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    1. ahahaaahahhahahahhahaahaha
      Lepri, io e tuo padre dobbiamo parlare, me lo deve dire a chi o a cosa pensava durante il concepimento.. possibili alternative (in ordine di apparizione):
      1. una bottiglia di acido muriatico
      2. il cianuro di potassio
      3. le sirene dell'Odissea
      4. manuale di sopravvivenza all'eventualità di una figlia femmina
      gd

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    2. Ah ah ah ah!! Ti rosica, eh?? Bedduzzo il mio neonatuzzo preferito con i piedini puzzosini già calzati nei sandaluzzi francescani!!

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    3. ahahaaha, rinuncio!

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  7. Ciao Bea il fattaccio è costruito bne, suspance e finale inaspettato: si perchè sulla saponetta pensavo finisse la ostestrica, che immagino grassa e con le maniche ben rimboccate. Poi nella piroetta la piccola finisse, perchè salvata ad ogni costo sulla faccia della nutrice, che ammaccata ma orgogliosa ...Insomma un fuggi fuggi attorno alla piccola e alla ostetrica, grida, confusione, esclamazioni di dolore e altre di: meno male. Faccie ingrugnite, preoccupate: padri pronti a vociare...Mi fai tenerezza piccola Bea.
    A me raccontarono che siccome non nascevo decisero di chiamarmi Genesia: mi pare una cattiveria peggiore del dare di picchiatella. Ciao
    Brava.

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  8. Genesia in effetti pare più il nome di una protomartire!!!
    Grazie Clotilde!!
    Siete tutti troppo generosi!!
    BA

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  9. quando ho letto la descrizione della bimba ho pensato "Mrs. Magoo", e in effetti eri davvero tu. Adesso hai rotto il bozzolo e sei diventata Ma Goose, e mi ti lanci in una carriera sulla traccia di quella di madame d'Aulnoy: buttati, la corsia del bitume è solo una pista di partenza.

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    1. ehilà Mauro, per quest'anno andò come andò ma il prox anno a Torino devi esserci!
      gd

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    2. Vedrebbimo, que sera sera. Ma mi sto organizzando per la prossima occasione.

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  10. Bellissimo Bea!! Se i muri delle sale parto potessero parlare...
    Quando sono nata io il primo commento di mia mamma é stato: "Oddio che piedi grandi!"
    Ecco, sono rimasti tali. In confronto alle mie amiche, tutte col piedino di Cenerentola, le mie infradito sembrano due ciàspole.

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    1. Grazie ale!! E comunque, piedi grossi cervello fino!!!

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