domenica 21 ottobre 2012

Sez. Le torte di Ninà - Dentro

Svolgimento

Si era svegliato quando qualcuno, con un movimento repentino, gli aveva tolto l’appoggio. La base su cui stava comodamente adagiato era sfuggita, non sentiva più la vicinanza dei suoi compagni bensì qualcosa di caldo che lo stringeva in una morsa. Appena questa l’aveva lasciato, si era sentito catapultare in aria quasi fosse un saltimbanco da circo che facesse piroette su un trapezio: uno, due, tre giravolte in aria. Non c’era stata nessuna presa, era finito su qualcosa di metallico, non riusciva a capire cos’era, ma a giudicare da tutti i punti dolenti qua e là, era una rete a grossi rettangoli. Aveva l’impressione di spostarsi. Pochi secondi e si sentì schiacciare da qualcosa di pesante e freddo, durò poco per fortuna, ci fu un po’ di trambusto e infine capì di essere sistemato di nuovo in cima a qualcosa, al sicuro, anche se le sue estremità si erano frantumate. Di nuovo veniva spostato, appoggiato, trasportato e infilato a forza in un buco stretto e soffocante. Non riusciva a capire quale fosse quel giorno la sua colpa, perché gli stessero accadendo tutte quelle cose. Gli era già successo una volta, ma da che l’avevano messo in quel piano e aveva avuto il suo giaciglio, quello più in fondo rispetto ai suoi compagni, aveva sempre goduto di ottima salute. Dopo esser stato sballottato per un tempo che a lui pareva infinito, lo afferrarono di malo modo e, senza nessun riguardo, gli  tolsero di dosso tutto lasciandolo completamente nudo.
La morsa calda era. ancora su di lui,  ancora lo afferrava, ma fu solo un momento, lo lasciò andare di colpo in un pozzo dalle pareti alte e lisce. Sentiva sotto di se l’acqua borbottare, cominciò a sudare, la paura gli faceva perdere la sua fermezza, si sentiva liquefare. Pian piano, ma inesorabilmente, sentiva di abbandonare il suo stato primitivo per assumerne un altro. Non era più lui. La confusione crebbe quando sentì la sua identità fondersi con quelle di altri a lui sconosciuti, più complesse, più vischiose, sicuramente più dolci della sua. Furono gettati tutti quanti in una sola amalgama, in una gabbia tonda e impolverata riposta quindi dentro una cella calda come l’inferno. Tutti muti, sopra il loro silenzio solo il rumore di una ventola. Ogni molecola lì dentro si gonfiò, crebbe fino allo spasimo, si chiuse in una crosta scura, ferita qua e là.
Grilletto Salterino 

17 commenti:

  1. Molto intrigante, la prima torta vista dal di dentro (dal punto di vista del chicco di grano?). Mi piace questo scompiglio. RQ

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    1. Grilletto Salterino22 ottobre 2012 15:26

      tavoletta di cioccolato

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    2. ahi ahi, credo di averlo letto in un'ora un po' tarda :)
      RQ

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  2. un punto di vista crudele sulla preparazione di una torta al cioccolato.. ci sono belle frasi in questo racconto, ne farei una riscrittura cercando di evitare la chiusura delle frasi con dei punti ma lasciano fluire tutto in un gioco di subordinate e coordinate
    gd

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    1. Grilletto Salterino22 ottobre 2012 15:30

      prima devo imparare come si fa un gioco di subordinate e coordinate senza usare la punteggiatura ...

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  3. Da oggi guarderoì le torte dal vetro del forno con altri occhi: quelli della pieta'.
    Vegani, dopo questo racconto eliminerei anche le torte dalla Vostra dieta :)

    Bello Grilletto ! Mi è piaciuto e mangiato !
    Benvenuta

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  4. tanto va il grilletto al blog che ci lascia pure un post ;)

    in disaccordo con GD sulle subordinate che renderebbero il tutto un po' pastoso e indigesto avrei invece fatto un lavoro diverso sui nomi degli oggetti specifici giocando sull'ambiguità....ma anche così non male :)
    Meis

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  5. Azz, ha ragione la Wood, da oggi non riuscirò più a guardare una torta in forno senza una lacrimuccia! E però il pezzo del Grilletto è bello. Mi piace l'accumulo in "Di nuovo veniva spostato, appoggiato, trasportato e infilato a forza in un buco stretto e soffocante." ma, secondo me, andavano usati dei verbi più "violenti", che so, sbattuto/scaricato/colpito...

    Non posso dirti "benvenuto grilletto", perchè ormai è da un po' che ci segui...siedi pure vicino alla Wood che io ho paura che poi mi infili in forno!

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    1. Grilletto Salterino22 ottobre 2012 15:22

      "frustato" che ne dici?

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    2. Esattissimevolmente!

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  6. Grilletto Salterino22 ottobre 2012 15:16

    Grazie a tutti, troppo buoni.

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  7. Grilletto Salterino22 ottobre 2012 16:43

    P.S. io con la Wood siederei volentieri se lei o la maestra non fossero contrarie

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    1. la maestra è contraria. troppe chiacchiere ci sarebbero!
      Gd

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    2. Grilletto Salterino24 ottobre 2012 16:45

      snif sob

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    3. J'adore i grilli saltati in padella! siedi pure vicino a me :)

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  8. A me è piaciuto molto, Grilletto, il post. Mi piacerebbe sapere chi si annida dentro a questo nik. si . La lettura del tuo post spiritoso, elegante, dosato al punto giusto ti rende una scolara perfetta. Dunque se ti va puoi sederti vicino a me. Anche se, snif, invito tutti ma nessuno mi vuole come compagna di banco!!
    Ma io so già perchè: c'hanno l'invidia!

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    1. Grilletto Salterino9 novembre 2012 23:00

      visto solo ora, grazie CLA, aspè ... grazie Clotilde (che nome! mi ispira) io saltello un po' di qua un po' di là perciò il banco dev'essere grande e avere anche te vicina non mi dispiace affatto, anzi se nessuno ti vuole io ti voglio senz'altro ... per sapere chi si annida dietro il mio nik segui il sentiero dei nidi di ... grilletto

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