venerdì 13 dicembre 2013

Tema : Il tecnico della poesia

Svolgimento

Quando suona il citofono, puoi giurarci, minimo hai le mani bagnate... e poi a quest’ora del mattino.. ma chi è che rompe?!
“Buongiorno signora, sono il tecnico della poesia” - attimo d’imbarazzo - Il tecnico de che?!?...
“Della poesia signora... non è lei che dorme male, sogna poco, non scorge un tramonto da mesi e si è dimenticata delle begonie sul terrazzo?”

In effetti... ma... cosa vuol dire?!
“Salgo e le sistemo le percezioni, le regolo la sensibilità, controllo l’entusiasmo, do una spulciata alla curiosità e già che ci siamo un’occhiatina alla qualità del sogno, ad occhi chiusi e ad occhi aperti... “
Ma lei sta scherzando scusi... guardi, non ho tempo da perdere...
“Ecco, è proprio questo il punto.. lei lo sta già perdendo il suo Tempo... se non si fida chiami pure il numero verde del Comune, l’800 800 800, la rassicureranno su questa campagna, a titolo totalmente gratuito, disturbo minimo e risultati garantiti... noi lavoriamo per la serenità dell’utente, la nostra è si, una consulenza esterna, ma il ritorno garantito è la pacatezza e l’arricchimento della sensibilità... facciamo in un attimo, sia buona...”
E va bene... ma mentre sale faccio il numero verde... 800 800 800 ha detto? Se non rispondono non le apro...
“Non si preoccupi, intanto salgo... grazie!!”
Appena dopo le rassicurazioni di rito ecco il nostro tecnico accomodarsi in casa...
“Insomma, che le avevo detto... del resto anche per l’accoglienza serve spirito ed un minimo di dedizione verso lo Sconosciuto.. io mi chiamo Aurelio comunque, piacere!!”
Io sono Michela.. guardi, ancora non sono del tutto convinta.. in che consisterebbe questa.. messa a punto?!



“E’ presto detto... si inizia dal mattino, mi racconti la sua giornata... appena sveglia ricorda i suoi sogni? Sbircia l’alba che spunta lì, proprio dietro quelle palazzine? Confonde l’aroma del caffè con il latte di mandorla appena sfrigoroferato? Si pettina salutando per nome i suoi capelli? E badi, non stiamo parlando di “tecniche di sopravvivenza”, è semplicemente una riscoperta dell’essenziale, la rivincita della vita sull’avere, dell’accorgersi sul raggiungere, del dettaglio sulla massa, della leggerezza sull’apatia, del sovrappensiero sulla pesantezza del condizionamento. In una parola: poesia; ed anch’io sono un tecnico sui generis, regolo valvole nascoste tra le pieghe di un cruccio, scovo desideri travestiti da rimpianto, rimuovo rimorsi appassiti, ricoloro gli scenari e restituisco speranza bella fresca... su, mi racconti la sua giornata...”
Oddio, che le devo dire.. mi alzo già stanca, sveglia all’alba per non lasciare casa nel caos, vestiti da scegliere, un anticipo di stiro, magari pure una lavatrice, e poi al lavoro di corsa, mille pensieri, traffico e stress, pranzetto frugale e veloce (quando c’è tempo), poi ancora lavoro, e se non ci sono impicci, riunioni, contrarietà a casa dopo la spesa per cucinare e crollare sul divano dopo cena come un fantoccio svuotato...
dovrei andare in palestra, al cinema, in biblioteca, fare teatro, cucito, origami, sudoku, yoga.. insomma vorrei occuparmi di me stessa impegnandomi in altro che non sia sempre il quotidiano asfissiante ma non si riesce mai...
“O non si vuole?” S’inserì tagliente il tecnico... la signora lo guardò tra lo stupito e l’interrogativo..
Non si vuole?! Dio sa quanto me ne andrei alle Bahamas sdraiata al sole mandando a quel paese le camicie da stirare e le zucchine gratinate!!
“Ma non servono le Bahamas o le Maldive per alleggerirsi il cuore, signora mia.. basta una penna a trascrivere impressioni, è sufficiente che mentre spolvera la libreria, s’intrattenga sui titoli che appaiono e sfogli qualche pagina, anche mentalmente.. o la sera tornando a casa giochi con le ombre dei lampioni ed i riflessi delle pozzanghere... o vaghi, sguardo perso, chiacchierando amabilmente - ma a volte anche un po’ meno - con se stessa, allacciata a qualche ricordo o anche solo disegnando caratteri sulle facce buffe che incrocia... c’è un mondo oltre quello percepito con i sensi abituali, e si agita ad appena un palmo dal convenzionale... è fatto di cinguettii traducibili, di soffi di vento parcheggiati a riposare, di tetti abbronzati che spiano dall’alto, di ciuffi d’erba indomiti che sbucano dal cemento dei garage, di passeggio coi piedi appena bagnati in riva al mare di Settembre mentre altri, già intabarrati, ti guardano strano dal lungomare, di battiti di cuore che si fanno sentire anche in mezzo al traffico più spericolato... certo, signora cara, io le posso certificare una serenità potenziale, ma i sogni al guinzaglio rimarranno sua personale proprietà, i cassetti che traboccano fantasia deve aprirli con le sue chiavi, le tende dietro le sue visioni vanno, seppur lievemente, discoste...
bè, per oggi avrei finito.. fattura o ricevuta?”
Ma come! Non era gratuito?
“Certo... nel senso che lei paga, noi lavoriamo in subappalto, ricorda? Ma può stare serena, il Comune rimborsa, anche con comode dilazioni a dieci anni a valere sulle sue prossime dichiarazioni dei redditi...”

Franco Battaglia

12 commenti:

  1. ahahahahahahah
    post leggero e simpatico, il modo migliore di entrare in classe!

    Grazie, Franco!
    Benvenuto in classe

    Ci vediamo a Roma il prossimo anno!

    Federico

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  2. mi è piaciuto non tanto, TANTISSIMO!!
    Grazie Franco e benvenuto, mi auguro sia il primo tema di una lunga serie!

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  3. Strepitosissimo, benvenuto. Un modo dolce amaro per entrare in entrare nell' argomento giornata. AhAhAh. Fino penultimo paragrafo ti avrei detto: Franco vengo a fare il tecnico con te Poi il finale che azzera ogni speranza, ti lascia l'amaro in bocca e una risata sulle labbra. Mica facile! Bravissimo. Scrittura ed argomentazione piacevolissima.

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    1. Grazie per l'attenta analisi, mi piace spiazzare e sul "breve" lo ritengo una strategia vincente.

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  4. Vorrei aggiungere che se ti fossi fermato senza scrivere quel finale ( o se avessi concluso mantenendoti sulla stessa scia del preambolo) il racconto non avrebbe avuto " l'effetto perfetto" che invece ha raggiunto. In quel finale c'è tutto un mondo. Ancora bravo, e benvenuto.

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    1. Il finale tende a sdrammatizzare e a destabilizzare perché comunque, sorpresa e sorriso non manchino mai...

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  5. Mi è piaciuto tantissimo. Che leggerezza scorrevolezza. Il tecnico della poesia del tempo ritrovato. Il vile denaro ammazza la poesia e ci restituisce alla realta'.
    Adele

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    1. .. ma il tecnico serve giusto per regolarla a nuovo, questa realtà.. (e poi hai voglia ad aspettare i pagherò del Comune.. ahah..)

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  6. senta, potrebbe dire al suo tecnico di andare a regolare la categoria dei poetastri e delle poetastresse la cui produzione serve solo ad alimentare antologie di editori a pagamento?
    gd

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    1. sarà fatto.. ha appena citofonato... ;)

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  7. Poichè non bisogna fare differenze di genere poetastri va bene per tutti.
    Quanto odio gli editori a pagamento che ti dicono che le tue schifezze sono meravigliose.
    Adele

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  8. Bello questo racconto, mi ha ricordato qualcosa di Buzzati, non so, leggero surreale (anch'io forse avrei evitato il finale spiazzante, visto era già tutto uno "spiazzamento"). Benvenuto Franco, mi sembri un ottimo compagno di classe, secondo me andremo d'accordo. (tecnico dell'emoticon)

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