venerdì 7 febbraio 2014

Tema: Mi sono innamorata di te! Merda, merda !

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento 


Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare... E quello era un periodo in cui non facevo un cazzo, in cui non si batteva chiodo, in cui non si fumava una cicca. Una vecchia storia, dato che "il mio problema" mi aveva causato un sacco di difficoltà nel relazionarmi con l'altro sesso. Già da ragazzina, al tempo delle prime cotte avevo dovuto rendermi conto del mio limite che con l'età era diventato sistematico. Con il passare degli anni la situazione si era aggravata, i tempi di resistenza si erano ridotti e gli attacchi aumentati. Mi capitava all'inizio di ogni una nuova relazione, durante i primi approcci. Non riuscivo a monitorare il mio intestino che si perdeva in molteplici appuntamenti giornalieri. Una sorta di cocktail di benvenuto al nuovo arrivato, quello che fa un gatto per delimitare il territorio e prenderne possesso. Anche io dovevo piantare bandiera, segnare i miei confini. Lui era bellissimo, io pure. Era il professore di matematica più bello che io avessi mai visto, lo guardavo da mesi; anche lui guardava me. - Alessandro scusa, scusa, io... io... io devo scappare, devo andare via - erano le uniche parole che riuscivo a dirgli, ma no perché non ne avessi altre, ma perché non riuscivo a fare in tempo: il tempo utile prima che il mio stomaco comunicasse al mio cervello e il mio cervello al mio intestino che Alessandro era lì. La motilità del mio stomaco su di giri. Passavo minuti che diventavano ore a pensare a lui, nel cesso, mentre le budella mi si aggrovigliavano dal dolore. Il bagno dei professori, dove mi spettava andare di diritto era diventata la mia seconda casa. Conoscevo tutto di quella stanza, ogni singola fessura delle mattonelle color vaniglia, i rombi marroni disegnati sopra ad alternanza, uno più grande uno più piccolo. Mi ero perfino fatta la copia della chiave, era una gran perdita di tempo ogni volta cercare o aspettare che il bidello la ritrovasse. Ci sono momenti preziosi, minuti che ti possono cambiare la vita e anche un nanosecondo in questo caso avrebbe potuto cambiare la mia. E se qualcuno si fosse dimenticato a riconsegnarla sarei stata proprio nella merda.


Non potrò mai dimenticare il giorno in cui mi baciò per la prima volta e non riuscii a scappare. Avevo la chiave, la tenevo nella tasca esterna della mia borsa ma non feci in tempo a prenderla. Era fine Maggio; uno di quei noiosissimi consigli di classe: voti, nomi, sguardi... i primi crampi. Indossavo un abitino bianco semplice con una profonda scollatura. Il professore non faceva che guardarmi, dava i numeri e guardava: - Seggio 6; Tarabrino 4; Volpe 5; Zangara 6... fino alla fine dell'elenco alunni. Il registro aperto, notai che lui era stitico nei voti: un batter di ciglio, un movimento, un colpo d'occhio, un crampo. Ogni accenno di un suo sorriso incontrava un mio spasmo. Mi stringevo, continuavo ad accavallare le gambe, tremavo a tratti, la mia fronte perlata, le mie labbra fredde, il mio viso rosso alcol - lo so, perché mi ero controllata con lo specchietto che tengo dentro la borsa mentre cercavo una caramella per rianimarmi.

Lui continuava a guardarmi - Ti prego anche la prof. di filosofia non è male - ti prego guarda lei! Nulla contribuì a interrompere il suo interesse per me; il mio pensiero non arrivò al suo e tutto andò come doveva. Mi sentivo gli spilli al cervello, volevo scappare via e lui guardava guardava, mi sorrideva pure - basta smettila! Non ce la faccio più! - Mi sembrò eterno l'interminabile consiglio di classe. All'uscita lui mi bloccò; erano già tutti andati via e lui mi afferrò deciso. Fu un lampo, un tuono, avevo la sua lingua che girava attorno alla mia. Aveva un suo verso, era umida; non respiravo, non riuscivo a staccarmi da lui che continuava a baciarmi, a stringermi. Non ci fu bisogno che mi sforzassi per capire che c'ero, era chiaro. Il mio stomaco mi parlava e i segnali evidenti: senso di vuoto, succhi acidi senza comando. Il mio stomaco a pezzi lamentava sconfitta. I villi intestinali deposero le armi, gli sfinteri si arresero; più mi baciava più mi sentivo mescolare dentro; avvertivo lo spostare dei miei organi interni che non ritrovavano posizione originale. Volevo prendere la mia borsa. Là, stava la chiave, ma lui mi stringeva e quanto era bello stare lì, tra le sue braccia! Emozioni legate si attorcigliavano al mio stomaco; ne ero piena, mi sentivo scoppiare. Non ne potevo più! Baciava troppo bene. Vampate. Le budella a vivo. Non mi controllavo più, mi lasciai andare emotivamente; adesso non era solo la sua lingua c'era anche la mia; riuscivo appena a tenere il controllo, mi tremavano i piedi dentro le scarpe fredde. Cercai di invertire rotta per non consumare l'unione letale: non riuscii a divincolarmi mentre stavo attenta che tenesse le mani al posto giusto. Il seno mi sembra il più tranquillo, pensavo, riflettendo in silenzio sul mio problema. Lui ignaro ansimava felice, continuava a toccarmi, leccava le mie orecchie. Io mi lasciai andare e con un urlo liberatorio allentai le mie braccia lungo i fianchi. Presa coscienza della verità, sentii l'odore del corpo di lui in missione sul mio. Per istinto girai la testa e guardai dietro, lui scivolò il suo braccio lungo la mia spalla sinistra, fino al fondo schiena e poi giù, un pò più giù. Temevo la mia reazione, tremavo di paura, avevo capito tutto. Che figura! Abbassai la testa, guardai la sua mano, alzai gli occhi, guardai lui e terrorizzata urlai.

Antonella Tarantino

15 commenti:

  1. FedericoMoccio7 febbraio 2014 12:29

    ahahahaha finalmente una prima bellissima e caldissima smerdata su quella crazy little thing called love!
    Pezzo grandissimo, Tarantino!
    Quando l'ho letto ho riso un sacco!
    Ciao!

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  2. Ninaaaa!!! Mi fai morire. Mi sono sentita male per la protagonista che figura di .... Hai raccontato la situazione in maniera perfetta. L'abitino bianco però è stato davvero un azzardo, per la nostra prof meglio abiti color cioccolata. Brava l'amore non è tutto rose e fiori, ci sono anche lati "oscuri".

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  3. Nina, hai scritto un pezzo spassoso, con un un ritmo così incalzante e coinvolgente che alla fine ci si sente le budella tutte scombussolate. (emoticon diarroicon)

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  4. Evviva Nina con questo pezzo strepitosone, avvincente sin dalla seconda battuta.
    Il 14 feb lo leggerai in libreria?
    gd

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  5. Commento senza nemmeno leggere ciò che ti hanno già scritto, voglio la mente assolutamente libera dal giudizio altrui. FAVOLOSA, FAVOLOSISSIMA. STREPITOSA. GRANDE Antonella. Superfluo aggiungere altro, ma aggiungo volentieri. Risate a profusione, genialità nelle espressioni, scelta ineccepibile di vocaboli e tempi. Aggiungerei altro ma visto l'oraio aju troppu chiffari!

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  6. Cos'è l'amore? Ribadisco: mistero. Cosa deve saper fare un buon racconto sull'amore? Tenere con il fiato sospeso. E se poi si muore soffocati dalle risate? Meglio.
    :D Antonella diventi sempre più brava!! Guarda che è difficilissimo far ridere il lettore (soprattutto se sono io) ahahah!! Ora vado di corsa a twittare per farti leggere da tutto il mondo...no, anzi, aspetta, prima devo correre in bagno, a forza di ridere si è smosso tutto....
    Sì, lo so, sei sempre stata brava a scrivere cose ironiche ma adesso lo stile si è paurosamente affinato.
    Che dire?
    E' nata una STELLA!

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  7. Uahahahahaha ... ma che ridere di brutto!
    Nina, il pezzo è megagalatticamentestrepitoso, tra l'altro scritto in modo perfetto: hai reso l'altra l'idea che si può avere dell'"amore", .
    Grande.
    (Emoticon dissenterico)
    L.I.

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  8. esilarante alla lettura e cinematograficamente perfetto quello che evoca nel pensiero :)
    bravissima Antonella :)

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  9. Le prime riga sembro io.. Il resto no, piuttosto mi sarei mbottita di imodium...
    Bel pezzo!!! Ironico e passionale!! Complimenti A. Tarantino!!!

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. L'ho appena letto, ma ho già deciso: è tra i classici dell'ars amatoria. Un amore così organolettico è unico, anche se non irripetibile.
    Avresti dovuto conoscere Giacomo, un mio collega di lavoro che ai suoi più grandi amori, nei momenti topici, gli riservava dei rigurgiti non proprio da neonato. Non oso immaginare l'incontro tra due così, campioni degli umori totali!
    A parte gli scherzi, un pezzo formidabile. Complimenti davvero Antonella!

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  12. Ahah Nina! Posso dire una cosa? Mi è piaciuta la parte sulle piastrelle, tu hai un modo tutto tuo di puntare l'attenzione sui particolari. Che è divertentissimo lo hanno già detto gli altri!

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  13. Antooo!! Sei spettacolare anzi meraviglierrima!! Ma come ti vengono ste idee! su su sputa il rospo chi ti ha ispirata per questo racconto? Non posso credere che sia nato tutto dalla tua fantasia.. :)

    ahahahahhah!! Comunque l'attacco di colite è un classico da primo appuntamento ..eh siii

    Mi hai fatto troppo ridereeeeeee

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  14. Brava davvero con suspence galoppante, tanto che alla fine ti chiedi ma l'ha davvero fatta? Sei diventata bravisssima!

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  15. Ringrazio veramente tutti per avermi letta e per il vostro entusiasmo. Condividere tutto questo con voi è un regalo unico. Grazie alle Maestre e a tutti i miei compagni di classe. Mi sono innamorata di voi e scusate...scusa...ore devo correre, devo scappare...scu...

    Nina

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