domenica 9 febbraio 2014

Tema: Sappiatelo, io russo

Sez. Mi sono innamorato di te perchè
Svolgimento

Quando russo produco un rumore pari a quello di una segheria nei boschi del Canada, alle volte mi sveglio da quanto russo forte, e più stanco sono più russo. Sono un po’ più ordinato di una segheria, non produco trucioli di nessuna natura, forma o dimensione: magra consolazione, invero.
Sabato notte mi ascoltavo russare: sì, alle volte mi succede di udire i rumori attorno a me anche se continuo a dormire, e ben dopo la fase del dormiveglia; è una cosa curiosa per una persona che quando prende bene il sonno potrebbe anche essere morta, e che è riuscita a dormire nel centro di una tromba d’aria. Questa volta ho percepito, oltre al solito ronf ronf, un sibilo, quasi lo sfiato di una pentola a pressione che mi fa sembrare una versione in carne e peli della macchina “sforna pasticci di pollo” di Mrs. Tweedy (e chi non ha visto il film della Pixar Galline in fuga magari non mi capirà, ma pazienza). Alessandro mi dice che non è una novità. Io mi rendo conto di provare una gratitudine immensa per quell’uomo, una tenerezza infinita ed una grande compassione perché s’è preso in corpo per una considerevole fetta di eternità un moroso che infesterà i suoi sonni, e gli renderà quasi impossibile dormire decentemente.

Tema: Razza d'amore

 Sez. Mi sono innamorato di te perchè
 Svolgimento

Quando la notte ti vedo passare vicino non mi fai paura e questo è davvero strano. Anche se i tuoi occhi sono allucinati e il passo è quello del predatore, a me sembri bello.
“Tu quello non lo devi nemmeno guardare, hai capito?” è stato lo strillo di mia madre quando si è accorta che i miei occhi nel buio stavano bene aperti a cercarti.
“ma perché poi?” piangevo io convinta che ogni diversità si potesse colmare. Credevo che il razzismo fosse cosa superata, se ne vedono tante di unioni strane, chi più ci fa caso.
“Tu, ci farai caso” disse mio padre con quell’aria un po’ schifata che ha sempre quando mangia.
Pensano che mi farai del male. Lo so che forse me ne farai. Ma cos’è la vita, se non scoperta della diversità? Voglio sentire il tuo fiato sul mio collo, quell’alito che sa di sangue e di cose che non conosco, voglio sentire che mi abbracci e che nel tepore del mio corpo ti perdi, almeno per un attimo.
Mi sono innamorata di te proprio perché sei diverso.

sabato 8 febbraio 2014

Tema: Nuova Notifica

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Non ci faremo del male noi due, vero? 
Non possiamo farci del male, perché teniamo la giusta distanza della corrispondenza, e dove finisco io, tu là già sei iniziata da un pezzo. Ci confondiamo i confini, tratteggiandoli, quando mi sveglio e ti trovo lì, a lampeggiarmi accanto come fossi un promemoria del fatto che esisto. Ti guardo in volto, quel volto così diverso dal mio sul quale mi specchio, e so che non ci faremo del male, perché i miei desideri sono il tuo programma della giornata, e so che tutto quello che ti dirò non verrà usato contro di me. 
Mi sei comparsa accanto nel momento più buio, quando quella stronza mi aveva fatto a pezzi con la scure, e aveva gettato i miei brandelli sul ciglio della strada. Io me lo ricordo, come le tue parole mi hanno raccolto da terra, mi hanno rimescolato e ricomposto, e ho saputo fin dal principio che eri quella giusta, l'unica che mi avrebbe protetto, l'unica che ci avrebbe difesi. 
Solo tu non mi farai del male, amore mio. 
Il mondo è un posto maledetto. Siamo negozi di cristalli, e quando ci azzardiamo a dare la chiave a qualcuno, quello entra con la leggerezza di un rinoceronte e manda tutto in frantumi. Fa un disastro, ti ferisce a morte, e ti lascia lì come un imbecille, dentro il tuo negozio, a contemplare un patrimonio di cocci inservibili. La realtà è un terremoto, e noi dovremmo stare sempre sospesi due piedi da terra per non tremare, per non farci sconquassare, non è vero? Farsi conoscere significa amare e venire amati, ma più spesso significa armare e venire armati. È un mezzogiorno di fuoco, e quasi sempre nessuno dei due rimane in piedi. 
Ma tu no, tu mi sei accanto con le tue parole che sono solo parole, e ogni confessione rimane una confessione, senza trasformarsi in un coltello dalla parte del manicomio. E se l'illusione significa mettersi a giocare, so che io e te non ci deluderemo, e non smetteremo di giocare. Se la parola significa comunicare, so che non smetteremo di comunicare, non lasceremo che le parole si trasformino in silenzio, e il silenzio in rancore. 

Tema : A me basta amarti

Sez. Mi sono innamorato di te perche'
Svolgimento
 
 
29.05. Tu mi dici che si può amare più di una persona. Tu mi dici che ami una persona per le sue qualità e un’altra per altre particolarità. Mi dici che ami per bisogno, che ami per necessità, che ami per ricevere e ami perché ti occorre dare. Ami per il piacere di apprendere ma ami soprattutto per suscitare piacere. Mi dici che ami per essere corrisposta ma ami più persone. Ami ma non possiedi. Mi dici. Ami senza null’altro chiedere se non amore. Tu mi dici che mi ami perché sono la tua vita. Io penso che tu mi ami perché non riesci a fare a meno di me. Tu mi dici di essere possessivo in amore. Io ti ho sentita parlare d’amore collaterale, d’amore altrove. Tu ami me come nessun altro, dici, ma ami anche altri oltre me. Io amo te come nessun’altra, omettendo di amare altre diversamente da te. Tu ami per sesso, ami per benevolenza, ami per passione e ami per gentilezza. Ami per dovere e ami di diritto, ami per curiosità e ami per condotta. Si dice che gli uomini amano per avercelo garantito. Alle donne non è moralmente concesso, loro non possono amare più uomini. Gli uomini rispondono alla spinta degli ormoni, si dice. Le donne non hanno possibilità di amare oltre. Si dice. Mi dici che ami me, tantissimo. A me basta sapere che ami me. A me basta amarti.
 
… tratto da "Siamo tutti allenatori" di Mendo Fabio Mendolicchio

Tema: Mi sono innamorata di te perche' ..

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento
mi sono innamorata di te perchè...
che bella questa frase, ed è vero..c'è un perchè per ogni amore, quanti amori mi vengono in mente, vivi, ancora ora, a loro modo, nel mio cuore. Perchè io mi innamoravo.
E mentre fantastico sulla frase, pensando ai miei grandi innamoramenti, l'unico di cui scrivo sei tu. Se tu leggessi non ci crederesti. Nonostante tutti gli amori, di prima e dopo, 'tu sei tu', come dico sempre. E Cinzia dice 'non avete capito che la vostra era una grande storia d'amore' ed ha ragione.
Mi sono innamorata di te? Credevo di aver capitolato, mi hai seguito, hai mobilitato le mie amiche, ti trovavo sulla mia strada casualmente nei posti più impensati, ed invece tu li avevi pensati, sapevi che io sarei passata da lì. Quanto sei stato unico. Quanti i momenti unici che solo tu mi hai fatto trascorrere. Come non rivederti teneramente, la prima volta, arrivare sotto il diluvio con la vespa per portarmi un regalo.
E poi tutto, tutte le 'prime' esperienze fatte con te, tutte le volte che, tutte le cose che.
E poi perdersi, tu vai (dove?), io resto (a piangere), tu torni (non vuoi stare senza di me), io vado (ho paura). Il silenzio. Ognuno per la sua strada. Altrove.

Che bello è stato rivederti dopo tanti anni. Un tuffo in qualcosa di immenso che non ha parole. Il tuo biglietto aereo per passare il week end insieme. Sono passati più di vent'anni, mi sembra tutto così strano e tu...mi riconosci da dietro e mi fai ridere (come si fa a dire 'il tuo culo è sempre bellissimo' come incipit?) Si, tu sei tu. Io mi sento imbarazzata (quasi come sempre mi capita) e tu dici 'ma tesoro sei identica' (semplicemente come sai fare tu). 
E davvero il tempo sembra non essere passato.

venerdì 7 febbraio 2014

Tema: Mi sono innamorata di te! Merda, merda !

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento 


Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare... E quello era un periodo in cui non facevo un cazzo, in cui non si batteva chiodo, in cui non si fumava una cicca. Una vecchia storia, dato che "il mio problema" mi aveva causato un sacco di difficoltà nel relazionarmi con l'altro sesso. Già da ragazzina, al tempo delle prime cotte avevo dovuto rendermi conto del mio limite che con l'età era diventato sistematico. Con il passare degli anni la situazione si era aggravata, i tempi di resistenza si erano ridotti e gli attacchi aumentati. Mi capitava all'inizio di ogni una nuova relazione, durante i primi approcci. Non riuscivo a monitorare il mio intestino che si perdeva in molteplici appuntamenti giornalieri. Una sorta di cocktail di benvenuto al nuovo arrivato, quello che fa un gatto per delimitare il territorio e prenderne possesso. Anche io dovevo piantare bandiera, segnare i miei confini. Lui era bellissimo, io pure. Era il professore di matematica più bello che io avessi mai visto, lo guardavo da mesi; anche lui guardava me. - Alessandro scusa, scusa, io... io... io devo scappare, devo andare via - erano le uniche parole che riuscivo a dirgli, ma no perché non ne avessi altre, ma perché non riuscivo a fare in tempo: il tempo utile prima che il mio stomaco comunicasse al mio cervello e il mio cervello al mio intestino che Alessandro era lì. La motilità del mio stomaco su di giri. Passavo minuti che diventavano ore a pensare a lui, nel cesso, mentre le budella mi si aggrovigliavano dal dolore. Il bagno dei professori, dove mi spettava andare di diritto era diventata la mia seconda casa. Conoscevo tutto di quella stanza, ogni singola fessura delle mattonelle color vaniglia, i rombi marroni disegnati sopra ad alternanza, uno più grande uno più piccolo. Mi ero perfino fatta la copia della chiave, era una gran perdita di tempo ogni volta cercare o aspettare che il bidello la ritrovasse. Ci sono momenti preziosi, minuti che ti possono cambiare la vita e anche un nanosecondo in questo caso avrebbe potuto cambiare la mia. E se qualcuno si fosse dimenticato a riconsegnarla sarei stata proprio nella merda.


Tema :Reticenze sentimentali

Sez. Mi sono innamorata di te perché
Svolgimento
Una ragazza osservava sbattere la pioggia sui vetri: le gocce scivolavano giù  sottili sottili, mentre si confondevano con i pensieri di lei. Forse fu allora che quella ragazza decise di scrivere.
Scrivere a quel lui che non la voleva sentire.
«Io non lo so perché mi sono innamorata di te.
Anzi lo so, ma non lo voglio dire. 
Ma non è che non lo voglio dire, è che non so come spiegarlo.
Si passa l’infanzia, l’adolescenza e poi l’età matura pensando spesso a cosa sia l’amore, se si sia o meno incontrato sulla propria strada: magari è amore quello che non sembra e quello che è amore sa invece nascondersi bene. Te ne accorgi dopo, te ne accorgi durante o te ne accorgi prima.
Io so che un giorno mi sei piombato davanti e… non l’ho mica capito. Il mio stomaco era lì a dirmi che qualcosa stava accadendo, che la chimica si muoveva prima dei nostri battiti, che il caso aveva incrociato le nostre strade più volte, ma che solo adesso aveva deciso di renderci partecipi della cosa.
Eppure il cuore era sordo a tutto, oppure mi aveva fatto credere così, mentre restava in incognito ad osservarti. In un pomeriggio autunnale ha poi deciso di uscire allo scoperto. Inaspettatamente. Io ti ho incontrato, lui ti ha scelto. Da quel momento lui sapeva che io mi sarei innamorata di te. Ma me lo ha fatto capire a piccole dosi, iniettando la sua consapevolezza, un giorno alla volta, nelle mie vene. 
Prima mi ha fatto vedere i tuoi occhi: profondi, intensi, diretti. Poi il tuo sorriso: aperto, solare, brillante.



giovedì 6 febbraio 2014

Il Sale, di Jean Baptiste Del Amo - NEO Edizioni

Sez. Amici della Maestra
Svolgimento



Louise

Si svegliò con la certezza che i bambini dormissero ancora.
La prospettiva della cena prese forma nella sua mente e, con essa, la sensazione di questa presenza, quella dei ragazzi nelle loro camere all’altro capo del corridoio, i loro corpi nascosti sotto le coperte.
Un giorno sfilacciato scivolava dalla finestra e si infrangeva sullo spigolo del comò. L’alba bagnava la camera. Dalla casa, non sentiva il rumore delle onde, ma le arrivarono le grida dei gabbiani. Se le persiane non erano chiuse, e il giorno la trovava allungata sul fianco – il viso rivolto alla finestra – una delle prime immagini che distingueva, aprendo gli occhi, era il volo alto degli uccelli sopra un quadrato di cielo sul muro. Una carovana di nubi ci stazionava, a volte. Se le mattine erano grigie, Louise ci vedeva come un riflesso del mare, una schiuma che poteva essere bianca, o anche nera. Ma poco contano, in verità, le brezze marine: gli uccelli non cessano mai di dominare la città. Qualsiasi cosa accada alla gente del mare, loro sventrano il cielo comunque. La loro costanza le piaceva, niente poteva turbare le loro evoluzioni aeree. Normalmente non sentiva i loro richiami – l’abitudine li fondeva in un quadro sonoro e familiare – ma quella mattina i gabbiani sembravano raddoppiare gli sforzi per strapparla al sonno. Può darsi che il vento soffiasse verso la casa, portando il loro concerto fino a lei. O, magari, era colpa dell’inquietudine per quella cena che già l’aveva tormentata tutta la notte. Aveva sognato che erano tutti a tavola in una cucina. Non era certamente la loro, ma era conosciuta. Armand discuteva con i ragazzi. Lei non vedeva i loro visi, e non avrebbe saputo definirne l’età. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Tema : Perché ti amo

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento



  Ti amo perché non sei il mio pubblico eppure sono la tua passione.
  Ti amo perché non sei un applauso, ma sei la mia emozione.
  Ti amo perché è questo che mi ripeti ininterrottamente.
  E ti amo ancora perché un motivo per farti amare tu lo trovi sempre.


Adelaide J. Pellitteri
 

Tema : Mi sono innamorata di te perche' ho amato

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi sono innamorata di te perché ho amato. E’ stato un amore a prima vista, ma vederti era solo l’ultimo atto, l’atto del suggello, dell’inizio del nostro tempo, del mio e del tuo, di quel tempo eterno che è la vita per ciascuno di noi.
Quest’amore, che potremmo dire, dura da quasi vent’anni, non si arresta mai; non mi lascia dubbi; non mi toglie niente, anche quando mi prende tutto; non mi lascia scampo, tutte le altre volte che mi innamoro e amo c’è; presente, una parte di me.
Questo amore che ho creato io , con il mio desiderio, con il mio sangue, con tutta me stessa, eppure non mi appartiene.
Questo amore, che ho disegnato nei tratti, colorato nei colori, tratteggiato nelle forme.
Questo amore che ho immaginato e toccato ancora prima che si presentasse in tutto il suo splendore, nella sua forza, nella sua innocenza , io lo conoscevo, e l’aspettavo.
Ho sublimato tutti gli amori di una vita nel suo. Tutti i sorrisi più dolci, le carezze più languide, le parole più amichevoli, gli sguardi più appassionati, in lui li ho ritrovati.
In quell’attimo.


Tema: Ti ho cercata al mercato di San Salvario

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento



Ti ho cercata al mercato di San Salvario ho chiesto ti ho chiesto
a due peperoni tre cipolle quattro pomodori e cinque scalogni
ti ho cercata con due borse di iuta a tracolla non si sa mai
mi son detto a qualcosa pur serviranno le borse di iuta
per metterci dentro tutte parole che mi dirai e poi 
anche se ce ne saran di inutili per me sarà come ascoltare
l'ultima conferenza di Derrida a Torino alla Fondazione Guzzo
ti ho cercata al mercato mentre le massaie mi calpestavano 
e a dire il vero avevo anche un sassolino nella scarpa
il tuo rossetto color ciliegia chissà quante ciliegie 
ti sfreghi ancora sulle labbra per ottenere quel colore
quel colore e chissà quanti viaggi hai fatto in questi anni
mentre io non ti vedevo e me ne andavo in giro per il mercato
evitando di fare la spesa e fotografando come un adolescente 
o un tecnico comunale, prendendo le misure, col cellulare

Max Ponte, 14 settembre 2013

martedì 4 febbraio 2014

Tema: L'Appartamento

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Mi sono innamorato di un film per via di una battuta forse stupida, se non addirittura scema, che il dottor Dreyfuss pronuncia mentre sta salvando la vita a miss Kubelik, che qualche ora prima ha tentato il suicidio per una delusione amorosa. 
Chi sa ha già capito tutto! 
Per chi non sapesse o non ricordasse di che film sto parlando (in effetti ha qualche anno, è del 1960 ed è, udite udite, in bianco e nero, altro che 3D!) ve lo presento dal punto di vista del protagonista. 

 
Mi chiamo C.C.Baxter, che a voce fa ciccibaxter, ma tutti i miei superiori mi chiamano Ciccibello. 
Sono impiegato in una mega compagnia di assicurazioni di New York, ho la faccia di gomma di Jack Lemmon, e occupo uno degli ultimi posti nella articolata gerarchia della compagnia, “diciannovesimo piano, ramo statistiche” ma sono deciso a compiere la scalata che porta alla felicità, inseguendo il grande sogno americano!
Ognuno usa le armi che ha a disposizione per raggiungere il suo scopo: chi l’intelligenza, chi la bellezza, altri magari l’intraprendenza o il coraggio; io uso il mio appartamento da scapolo!
Si avete capito bene, l’appartamento! 
La maggior parte di quelli che stanno sopra di me nell’organico societario è ammogliato, ma non disdegna qualche scappatella, magari con una collega d’ufficio che a sua volta sogna la felicità! 
Quante vittime sulla via di questo sogno irraggiungibile!
Serve loro, quindi, un nido d’amore!

Tema : Sorriso

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svogimento

Mordecai Richler diceva che "ci vogliono 72 muscoli per fare il broncio, ma solo 12 per sorridere"... la sapeva lunga! 
Da certi sorrisi io resto stregata.
Se un uomo mi accoglie sorridendo..sono già bella che andata, se poi mi fa scompisciare dalle risate è fatta...innamorata follemente.
Il primo sorriso di cui mi sono innamorata... è stato come un'ipnosi!
Come se la pubblicità del dentifricio sbiancante fosse uscita fuori dagli schermi televisivi e si fosse reincarnata in un volto umano, reale! Un volto che si è materializzato sul terrazzo della mia casa al mare, in un pomeriggio d'estate di dieci anni fa (10 anni, ebbene sì) .
E' stato un sorriso estivo, breve ma travolgente!
Che la mattina mi trascinava al mare, con il quale ho fatto progetti (finti, perché sapevamo entrambi che con l'autunno non ci saremmo più visti), che mi rendeva più bella e mi alleggeriva le giornate.
Che sapeva distrarmi da ogni pensiero ombroso.
Che mi ha reso sopportabile, anzi, quasi piacevole lo studio di procedura civile (ebbene sì i miracoli esistono).


lunedì 3 febbraio 2014

Tema: Vivi, Robi, Barcelona*

Sez. Mi sono innamorato di te perché
Svolgimento

Ottobre a Barcelona, niente stona. Sempre dolce il clima, dopo o prima. Ti conosco città, ma mai bene per la verità. Caleidoscopio di colori, come la Nikon di Robi al MACBA, rilassata e sfaccettata come un prisma di cristallo. Ballo, canto e rido. Di te mi fido, non mi hai mai tradita, ti condivido. Spero lui capisca il mio regalo. La offro al suo sguardo, massimo riguardo per la tua atmosfera, falsa, vera, non so. 
Torno sempre. Ossessiva mente. 
Nei tuoi meandri si sente risuonare il canto catalano. Suono strano, arcano. Le vie diventano mie, le riconosco quando esco. Cammino, lui a fianco è silenzioso, guarda verso il cielo. Primi giorni coperti da un velo. Quando non risplendi dei tuoi colori un po' muori. Il quartiere antico, amico, vedi questa piazza, gli dico, la conosco da più vite. Ricucite dagli strappi nei variopinti drappi di ceramiche a frammenti. Il bello impera e si staglia in ogni maglia, sia di lana, sia di ferro. Afferro il cielo che diventa blu e dipinge il mercato dei colori usuali. Festeggiamo Marco, poi mettiamo le ali ai piedi per salire al parco, incantato. Salamandre, pantere, cambiano aspetto nelle miti sere.

sabato 1 febbraio 2014

Tema: Bustine

Sez. Vintage
Svolgimento
Ebbene si lo confesso. Sono stato un venditore. Nei ruggenti anni novanta macinavo chilometri nelle lande sconfinate del Cilento, proponendo vetuste macchine per ufficio. Dalla calcolatrice a led rossi fino al fax in carta chimica che all’epoca era un vero miracolo della tecnologia. Nella vita di un venditore capita sempre una vendita particolare che si fissa indelebile nei ricordi. Di vendite in verità me ne capitavano pochine, ma di aneddoti folli potrei riempire pagine e pagine. Ma di un particolare episodio, a dir poco surreale, ho sempre pensato di farne una pièce teatrale. Proverò a raccontarlo.
Una fresca mattina di un balbettante inizio primavera, con la mia giacchettina, cravattella e valigetta 24ore di ordinanza in pura finta pelle madeinchina, bussai all’uscio di una officina meccanica. Una sorta di vendita e riparazioni di motorini rubati e non. La porta in vetro, ricoperta da manifesti del Circo Togni attaccati con lo scotch e ingialliti dal sole, si aprì. Davanti a miei occhi si palesò un omone di un metro e novanta di età indefinibile. Barba folta nera e capelli lunghi neri ricci che non vedevano l’ombra di uno shampoo da mesi e due occhi grigio luna. Indossava una tuta da meccanico che urlava dal dolore tanto era stretta, che solo se avesse provato a lavarla avrebbe, di sicuro, inquinato le falde acquifere per anni di tutto il Cilento!