martedì 28 maggio 2013

Tema: Rumore

Svolgimento 

Franca non dorme da un mese, ogni piccolo rumore la sveglia: lo sciacquone del vicino di casa, un’automobile che parte, un cane che abbaia .
Non ce la fa più, ha due profonde occhiaie nere, il viso tirato e l’umore irritabile.
Ha provato di tutto: tisane, melatonina, ansiolitici, sonniferi, antidepressivi. Nessun risultato.
Le hanno consigliato di farsi fare i tappi su misura, assicurandole che sono miracolosi .
E’ andata oggi a ritirarli, guarda questi minuscoli pezzi gialli di un materiale nuovo, dal nome impronunciabile.
Vale la pena provare, li modella con le dita e se li infila nelle orecchie prima di andare a dormire, poi prende la solita pastiglia di sonnifero con un gesto meccanico e la butta giù senza acqua.
Si addormenta ed è isolata dal mondo.


Non sente il rumore della porta d’ingresso che si apre.
“Fai piano, così ci beccano”, sussurra l’uomo portandosi il dito sotto il naso.
“Sto facendo piano, è la porta che cigola”, risponde l’altro allargando le braccia.
Non sente i passi felpati nel corridoio.
Non sente lo scricchiolio del parquet.
Non sente le voci nell’altra stanza.
Vai a vedere se c’è qualcuno in casa”, dice l’uomo con un cenno del capo.
“Vado, vado”
“Ce l’hai il gas narcotico?“.
L’altro si fruga nelle tasche, tira fuori una piccola bomboletta e, tenendola con due dita, la mostra all’amico
“Ce l’ho, non rompere”.
Franca non sente i passi che si avvicinano alla sua camera.
Non sente il respiro dell’uomo.
Si gira nel letto, sta sognando.
Non sente i passi che si allontanano.
“C’è una donna di là”, bisbiglia l’uomo.
“Hai usato il narcotico?“.
“Non ce n’è bisogno, dorme profondamente, se ci sbrighiamo non si accorgerà di nulla”.
“Dai, muoviti e andiamo”.
Si sveglia riposata, uno sguardo all’orologio: ha dormito tutta la notte, otto ore filate.
Si toglie i tappi e li posa sul comodino, infila gli occhiali, prende il bicchiere d’acqua e ne beve un sorso. Ora va meglio, la sensazione di avere la bocca impastata, effetto collaterale del sonnifero, è sparita.
Si alza con un sorriso: è di ottimo umore.
Si mette le ciabatte e va in cucina.
C’è qualcosa di diverso, ne è sicura, non riesce a capire ma qualcosa non quadra.
Ma certo, manca il televisore! Lì, sul tavolino, c’è solo polvere: la sagoma del quattordici pollici appena comprato.
Va di corsa a vedere in sala, è tutto sottosopra: cassetti aperti, la sua borsa buttata per terra, il portafoglio vuoto.
Cosa manca? Lo stereo, il portatile, non ha molte cose di valore in casa. L’altro televisore è ancora lì, insieme al decoder: è troppo vecchio e pesante per interessare a qualcuno.
Gli anelli e la collana che aveva poggiato sul comò sono spariti: ieri sera se li era tolti appena entrata in casa, era stanca e sudata e non vedeva l’ora di buttarsi sotto la doccia.
E adesso? Cosa deve fare? Non le è mai successa una cosa del genere.
Inizia a camminare avanti e indietro per il corridoio, tanti pensieri le si accavallano in testa, con il pollice sinistro si pizzica la pelle dell’altra mano, un gesto che sin da piccola usa per calmarsi.
Chiamare la polizia, sì sì, chiamare la polizia. Non toccare nulla, non devo toccare nulla fino al loro arrivo. La serratura, la serratura va cambiata.
Telefonare o andare al commissariato a fare denuncia ? Ma arrivano per i furti in casa?.
Va bene, telefono alla polizia, mi diranno loro cosa fare, no? E poi chiamo un fabbro.
 Torna in camera, prende il telefono. Quale diavolo è il numero della polizia, 118 o 112? Merda, non me lo ricordo.
Apre il primo cassetto del comodino, prende la guida del telefono, la sfoglia e trova il numero nelle prime pagine.
“Pronto, vorrei fare una denuncia di un furto in casa.”
Aspetta la voce dall’altra parte del filo.
“E’ successo stanotte.”
“Sì, ero in casa”. Una breve pausa. “S-sssì, inizia a balbettare mentre si sente avvampare la faccia, pe-pe-penso di essere stata narcotizzata”.


Sabrina Ercole Bidetti

15 commenti:

  1. Non dormo piu' sonni tranquilli da quando ho letto questo post! Essere narcotizzata nel sonno è il mio incubo.
    Brava Sabbrii!! C'e molta Holden in questo pezzo nevvero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ehhehe....nel tuo (e anche mio) caso ci penserebbero i "gatti da guardia" .
      Credo che la Holden ci sia in molti dei miei pezzi.
      ;-)

      Elimina
  2. Sabrina prende sempre spunto da cose di tutti i giorni, le riporta con precisione puntuale, le analizza con occhio da scienziato, senza tralasciare niente, le fotografa. Poi però lascia spazio a un piccolo dettaglio da cui esce la psicologia del personaggio, un suo piccolo tic, una vittoria che in questo caso diventa clamorosa sconfitta e disagio. Trovo questo racconto pulito ed elegante. Brava, Sabri.

    RispondiElimina
  3. Proprio la notte giusta per sprofondare in un sonno ristoratore! Brava Sabri,il pezzo è limpido come una cartolina.

    RispondiElimina
  4. Eh sì, qui c'è un grande salto rispetto all'inizio.
    Una cosa che non mi ha entusiasmato molto sono le domande "E adesso? Cosa deve fare?", per il resto mi piace!
    Brava, Sab!

    RispondiElimina
  5. molto grazioso, sabri. mi piace molto il tuo stile essenziale, ma molto espressivo! raffaella

    RispondiElimina
  6. Devo dirvi che ho fatto un esperimento con il pezzo di Sabri (non me ne vogliate nessuno, è solo un esperimento che faccio spesso quando mi va di analizzare i testi per me) dunque: ho spostato il pezzo del furto vero e proprio in una fase successiva,ovvero mentre fa la telefonata alla polizia. Dunque i tempi diventano questi: 1° Si addormenta con tappi e pastiglia ecc - 2° tempo si risveglia di buon umore e comincia e scoprire ciò che manca telefonando alla polizia quando ha chiaro il furto - 3° Mentre aspetta la voce del polizziotto interlocutore riesce a "sentire" ciò che non ha sentito.Rumori e frasi ecc, sì perchè non può essere andata diversamente.Mi pare che spostando il pezzo si alzi un pochino la saspence. Porvate anche voi? (sempre che sia riuscita a farmi capire!)Sabri non è un'appunto, ma solo una variante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Interessante il tuo esperimento, non ci avevo pensato !

      Elimina
  7. Brava Sabrina, e mi permetto di dare un consiglio a Franca, al posto dei tappi potrebbe provare con una buona bottiglia di barolo. Ciao (emoticon nottambulo)

    RispondiElimina
  8. Beh storie come queste è meglio leggerle. Purtroppo in casa mia abbiamo vissuto una storia simile, e devo dire che rispetta tutte le sfaccettature e le paure che arrivano in quei momenti. Penso che "l'esperimento" potrebbe far vedere la storia da un altro punto di vista, ma anche così gira bene.

    RispondiElimina
  9. Sabrina Cinzia Soria29 maggio 2013 11:40

    E' bello nella sua semplicità e linearità.
    Incisivo ed efficace il dialogo tra i due ladri. Brava!
    P.S. Certo che, povera Franca, condannata a tornare a non dormire, ora men che mai!

    RispondiElimina
  10. Grazie a tutti per i commenti !!
    @fede: ho riletto il racconto, in effetti quelle due domande potrebbero essere tolte, non cambia nulla.
    @Raimondo: buona idea, riferirò a Franca !
    @Cinzia: non ho mai vissuto una storia simile, sono contenta di essere riuscita a esprimere i pensieri di quei momenti. Ovviamente mi dispiace per te e per il Bianconi
    @Cinzia S: potrebbe provare con il barolo, come suggerisce Raimondo !

    RispondiElimina
  11. mi fece pensare a Nudi e Crudi di Bennet, due che rientrano dal Così fan tutte e litigano se la casa è stata "rapinata" o "svaligiata"...
    GD

    RispondiElimina
  12. Brava Sabrina!
    Mi è piaciuto assai il tuo racconto anche perché mi ci sono identificata molto.

    Non mi è successo quello che descrivi ma mi hai fatto tornare in mente un periodo della mia vita in cui lottavo perennemente coi tappi.

    Nel mio caso, quando il fastidio per il rumore supera la soglia, riesco a sentire persino il rumore dei tappi che si gonfiano e sgonfiano nell'orecchio e poi mi è venuto il sospetto che i miei padiglioni siano refrattari ai corpi estranei perché i cosi gialli me li ritrovo ogni volta puntualmente in giro per il letto la mattina quando sono fortunata, oppure dopo qualche giorno li vedo rotolare per terra tutti mordicchiati e ridotti peggio di cerume dai miei gatti.

    No, non fa per me questo silenzio fitto di disagio, interrogativi e suspence.

    Coi tappi nelle orecchie riesco a inventarmi di tutto e la paura non fa che aumentare.
    E' come se i miei altri sensi si acuissero per sopperire alla temporanea mancanza di udito...


    Forse nel mio caso funzionerebbe di più una botta in testa e via!


    :-)


    RispondiElimina