Aggirandovi nel tourbillon degli scintillanti piani di
quello che é uno dei più esclusivi magazzini del mondo, in mezzo a borsette
Dior, diamanti Chopard, pellicce Fendi, mentre nell'aria vagabondano molecole
di Air du Temp o di Eau de Adrién, in mezzo a la crème dei più bei commessi gay
dell'universo, impossibile non notare la mancanza dell'umano maschile di tipo
maritoide e/o paterno. Sarà mai che tutte le clienti, francesi, giapponesi,
italiane e russe siano giunte in boulevard Haussmann senza accompagnatore? In
realtà il problema mi é parso di qualche rilevanza, e dunque evidente, quando a
sparire é stato il mio compagno. Fino a quel momento mi era stato vicino,
solerte e sereno, a tratti pure incoraggiante, ma al piano del reparto
giocattoli l'ho perduto. É stato un attimo, tra il panda gigante e il pupazzo
fatto di Lego.
Un momento prima, in effetti, avevo notato un sospiro, uno
sbuffo e un girare d'occhi che alludeva a ben altra rotazione. Interrogato
circa il suo livello di noia, lui però aveva decisamente negato.
Allora, perché
era scomparso? Lo avevo dunque perduto?
"Chissà se c'é un ufficio compagni smarriti … "
meditavo, giuliva ma inquieta, mentre stavo per acquistare in saldo 3 culottes al
prezzo di due. Terminato l'affare, tornata sui miei passi, ho notato uno spazio
vicino all'ascensore, da cui filtrava una luce triste. Sono entrata in una
specie di sottoscala, che si apriva in una saletta vasta e spoglia.
Erano tutti
lî, pigiati come caviale in scatola. Sul volto terreo un'espressione di
incredulità mista a dolore fisico. Qualcuno guardava l'orologio, quasi ipnotizzato
da quell'inutile esercizio; qualche altro cercava conforto nella presenza
maschile, e provava a incrociare lo sguardo del vicino di sedia.
Inutilmente:
nell'angolo dei compagni scomparsi, a La Gallerie Lafayette, ognuno sta male per sé.
R.L.