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giovedì 12 gennaio 2012

Tema: La Gallerie Lafayette e il mistero degli uomini scomparsi


Aggirandovi nel tourbillon degli scintillanti piani di quello che é uno dei più esclusivi magazzini del mondo, in mezzo a borsette Dior, diamanti Chopard, pellicce Fendi, mentre nell'aria vagabondano molecole di Air du Temp o di Eau de Adrién, in mezzo a la crème dei più bei commessi gay dell'universo, impossibile non notare la mancanza dell'umano maschile di tipo maritoide e/o paterno. Sarà mai che tutte le clienti, francesi, giapponesi, italiane e russe siano giunte in boulevard Haussmann senza accompagnatore? In realtà il problema mi é parso di qualche rilevanza, e dunque evidente, quando a sparire é stato il mio compagno. Fino a quel momento mi era stato vicino, solerte e sereno, a tratti pure incoraggiante, ma al piano del reparto giocattoli l'ho perduto. É stato un attimo, tra il panda gigante e il pupazzo fatto di Lego. 
Un momento prima, in effetti, avevo notato un sospiro, uno sbuffo e un girare d'occhi che alludeva a ben altra rotazione. Interrogato circa il suo livello di noia, lui però aveva decisamente negato. 
Allora, perché era scomparso? Lo avevo dunque perduto?
"Chissà se c'é un ufficio compagni smarriti … " meditavo,  giuliva ma inquieta,  mentre stavo per acquistare in saldo 3 culottes al prezzo di due. Terminato l'affare, tornata sui miei passi, ho notato uno spazio vicino all'ascensore, da cui filtrava una luce triste. Sono entrata in una specie di sottoscala, che si apriva in una saletta vasta e spoglia. 
Erano tutti lî, pigiati come caviale in scatola. Sul volto terreo un'espressione di incredulità mista a dolore fisico. Qualcuno guardava l'orologio, quasi ipnotizzato da quell'inutile esercizio; qualche altro cercava conforto nella presenza maschile, e provava a incrociare lo sguardo del vicino di sedia. 
Inutilmente: nell'angolo dei compagni scomparsi, a La Gallerie Lafayette, ognuno sta male per sé. 

R.L.