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domenica 17 marzo 2013

Tema: Torta Emerita

Svolgimento

Era sempre stato così. Da bambina apriva l'armadio e rubava i miei vestiti, le mie sciarpe, i miei libri, prendeva tutte le mie cose. Mia sorella Giovanna non era una professionista del prestito, ma avevo deciso di coabitare con lei per avere una compagnia familiare.
Quella mattina ero raggiante che una bimba con le sue scarpette nuove non poteva essere più felice. Benedetto mi aveva proposto di fare una torta per la festa di saluto, dato che aveva deciso di lasciare il suo incarico.
Mi stava capitando un'occasione speciale, per la serie "Lassù qualcuno mi ama", una mia torta, pure lì, al Vaticano.
Ero davvero al settimo cielo. Mi avevano cercata direttamente da Roma; non mi aveva telefonato personalmente, ma non potevo di certo perdermi in questo dettaglio.
Mi avevano chiesto di preparare una torta per la giornata dell'addio, da degustare dopo la sua ultima udienza, insieme alle persone più intime, circa un centinaio.
Benedetto adora lo yogurt! O.K. perfetto!
So che torta preparare, che grande opportunità e quanta pubblicità, Silvia sarà costretta ad aprire tutte le porte dell'Arsenale ( posto dove tengo il mio laboratorio di torte).
Tantissime persone verranno per vedere e gustare la stessa torta che ho preparato per sua Santità.
La mia ricetta sarà stampata sull'agenda di Suor Germana e  in appendice sui libri di Catechismo e i bambini si divertiranno a rifarla insieme alla loro nonne.
Non avevo parlato con nessuno di questa grande occasione che mi si stava presentando. Era la chiara testimonianza che la vita ti chiude una porta e ti apre un portone.
Per una torta così importante ci volevano ingredienti di maggior pregio: farina selezionata e uova fresche di giornata ancora calde, quelle della Signora Ciccina, che tiene le galline sotto il tavolo e le alleva come figlie.
Farò una torta tutta bianca, ricoperta di yogurt: Il bianco è il colore della purezza e della creazione, giusto tema per evento e luogo.
"Userò yogurt greco, cremoso e profumato", avevo deciso così. Lo feci arrivare tramite un rappresentante direttamente da Atene.

domenica 4 novembre 2012

Sez. Le torte di Ninà: La torta di castagne

Domani vengono i miei cugini, hanno impegni in città - dice Giacomo -, non mi hanno detto altro, chiedi a Paola di farci la sua deliziosa torta di castagne. Gliela cucineresti?
Torta di castagne, pensa Paola, quella deliziosa.

Paola i cugini di Giacomo non li sopporta, sono degli spocchiosi fricchettoni convinti che i tempi di Woodstock non siano passati. Li andrebbe a prendere a calci in culo tutti i giorni, lì, in campagna dove vivono tra galline e piante di fave  e finocchi rigogliosi.
E se Paola non li sopporta - arrivano sempre con gli stivali sporchi di terra -, ai cugini di Giacomo Paola non piace, è una fighettina da quattro soldi con borsette Prada e simil-Vuitton, ma Giacomo insiste sempre, passate da noi, a Paola fa piacere avervi.
Evvabbè, facciamo 'sta torta di castagne. E che sia deliziosa.

Paola apre il cassetto ma tanto lo sa che non troverà nulla: le castagne dove le prendo? Eccheccazzo: non potevano chiedermi una torta di mele, o di pere, ma anche un pan di Spagna o una torta pronta della Cameo? No, di castagne... che io a quelli saprei bene dove metterle, una dopo l'altra, e con il riccio per giunta.
Paola ha un'intuizione. Esce da casa, subito in macchina e va a trovare il suo carnezziere di fiducia - lui alleva ancora vitelli e porci.
Buon uomo - gli chiede - non è che si trova un po' di castagne?
Avevo le ultime e le ho appena date ai maiali, dice.
Appena date? (Paola esprimerebbe delusione se non che quell'appena le torna indietro) Ma non è detto che le abbiano ancora mangiate. Fermaaaa!!! Buon uomo, me ne recuperi un paio di manate, mi servono.
Ma sono sporche!
Eccheimporta, pensa Paola. No, vanno bene uguale.
E' tardi, bisogna tornare a casa.


sabato 13 ottobre 2012

Tema: Cioccolato


Svolgimento



.........acre nauseabondo odore di cioccolato scorrazzava libero
per il vicolo.
Pareva una danzatrice del ventre con le molle sotto i piedi.
I colori sparivano al suo passaggio.
Venivi proiettato di colpo in un film 
bianco e nero.
Quella zoccola di una ballerina caramellata invadeva
le narici e t'impestava il palato.
O almeno ne avevi la sensazione.
Appoggiato alle pareti, barcollante, riuscii a raggiungere
un incrocio
svoltai controvento.
Pian piano le foglie riprendevano color verde naturale.
I rossi e i blu tornavano al loro posto.
Il mio sangue circolava quasi normalmente. 
 
 
Ella Bix