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domenica 22 gennaio 2012

Tema: Molare non mollare

Era un sano e robusto molare dalla spessa e bianca dentina, che a differenza di tutti gli altri Molari non voleva passare la sua vita in una bocca a masticare fette biscottate, chewing gum, penne al pomodoro, o morbide bignole, ma che fin da piccolo , una volta entrato a far parte della dentizione definitiva, sognava di stare abbarbicato ad una forte e sana gengiva a masticare un bel pezzettone di croccante torrone , una coscia di Angus, o spaccare con un solo morso i gusci delle “tonde e gentili” delle Langhe.
Insomma le sue aspettative andavano ben al di la di  quelle di qualsiasi altro banale  dente di una arcata dentale.
Finche’ una  sera, dopo un abbondante cena, il cui pezzo forte era stato un arrosto cotto nel vino in una Lagostina a pressione, una lingua impertinente aiutata da una squadra di papille speleologhe, nel tentativo di liberarlo dai residui degli invadenti  filamenti della carne, ne fece caracollare metà sulla lingua felpata ed impreparata.
Uno choc per il povero dente, che in un attimo dovette rimettere in gioco tutta la masticazione di una vita ritrovandosi dimezzato come un Punt e Mes.
Il suo primo sanguinante pensiero fu: “La colpa è stata di quello stupido nervo che continuava ad agitarsi nervoso e alla fine si  sara’ fatto venire un infarto”.
Poi venne colto da un entusiasmo esagerato, e digrignando quel piccolo moncherino che rimaneva incastrato nella gengiva,  ebbe un magnifico pensiero positivo :“ Magari mi rigenero,  e nel giro di un mese ricresco  come li peli sulle gambe e i baffetti.

Ovviamente tutto questo non sarebbe mai potuto accadere nonostante lo sperasse con tutta la saliva. Il pensiero di dover andare dal dentista gli faceva tremare la polpa  dalla paura. I denti non si moltiplicavano  come i pani e i pesci, morivano marciti e basta.
Il  brutto giorno arrivo’.  il Molare si ritrovò ad osservare da una bocca spalancata, una luce accecante e un trapano rotante.
Ma quando si risvegliò dal torpore,  si accorse di dividere la gengiva con una splendida mezza molarina con la quale passò il resto della sua vita a masticare quanto di più duro e croccante si potesse immaginare.

A.W.